A caccia in Maremma, un’avventura dietro l’angolo

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Da sempre è considerato un’avventura andare a caccia in Maremma.

Volete sapere come la vedo io?

Se avete la pazienza di leggere queste poche righe, ve lo spiego volentieri.

La caccia in Maremma: i racconti del nonno

Mi ricordo che quando ero ragazzo mio nonno mi incantava raccontandomi aneddoti e fatti della vita di suo padre.

Si era quindi ai primi anni del ‘900 e la sua famiglia possedeva una ben frequentata trattoria sulle rive dell’Arno, vicino all’Indiano, a Firenze.

Ma suo padre era anche un gaudente ed aveva due mete fisse che raggiungeva più volte all’anno lasciando ai fornelli la moglie che aveva un nome esotico – Zelmira – e gli aveva scodellato cinque rampolli.

Per la verità delle avventure del bisnonno Guido a Parigi, da dove tornava con saponi e lozioni che poi a nessuno in famiglia era consentito toccare, mi importava il giusto.

Ma quando si trattava delle sue trasferte in Maremma la cosa si faceva interessante davvero.

Pensate che a quei tempi la Maremma era ancora “amara” e quindi selvaggia e poco ospitale.

A caccia in Maremma: cala la sera e ci si riunisce attorno a un bel fuoco

Almeno nel mio immaginario di ragazzo era tranquillamente paragonabile alle lande africane in cui si muovevano personaggi alla Hemingway.

Ovviamente sapevo che non c’erano leoni, ma cinghiali e caprioli facevano comunque la loro bella figura.

E il fascino di riunirsi attorno a un bel fuoco acceso all’aperto dopo ore di cammino nella boscaglia per rifocillarsi e scambiarsi storie e impressioni, dove lo mettete?

Mi sembrava quasi di sentire in bocca il sapore di quelle salsicce arrostite al volo sulle braci e quello del generoso vino rosso maremmano.

Un’antica fotografia che ritrae Giacomo Puccini durante una battuta di caccia in Maremma

Mi raccontò anche che una volta il bisnonno aveva cacciato nientemeno che con Giacomo Puccini, anch’egli grande appassionato di caccia sia agli acquatici di Massaciuccoli che ai cinghiali della Maremma.

E questo contribuiva a far risplendere ancor più l’aura del “grande avo”.

In Maremma oggi

Oggi la Maremma è stata bonificata ed offre ovunque panorami fantastici e una natura ancora incontaminata, dove sopravvivono anche tante vecchie tradizioni.

Il cinghiale è una specie prolifica e quando diventano troppi, per mangiare razzolano nei campi rovinando il seminato, quindi ne viene autorizzato l’abbattimento di un certo numero di esemplari.

Anche senza prede, è bello andare a spasso in campagna con i cani

Si fanno quindi le battute con cani e squadre di cacciatori

Ma si va anche a caccia di lepri e fagiani sia in aperta campagna che appoggiandosi ad aziende faunistiche ben organizzate che offrono anche la sistemazione.

Personalmente non ho mai avuto un fucile e l’arma che uso di solito è il teleobiettivo.

Ciò non toglie che apprezzo molto la succulenta gastronomia che in Maremma nasce attorno alla cacciagione.

Trovo comunque estremamente appagante andare a spasso in Maremma e goderla in tutti i suoi aspetti, animali e vegetali.

Oserei dire che se avessi ancora un cane sarebbe piacevolissimo condividere con lui quella particolare felicità che solo il senso di libertà e l’aria buona sanno regalare.

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