Abbazie, pievi e cattedrali medievali toscane

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Nel medioevo le abbazie, le pievi, le cattedrali e anche i monasteri erano centri importanti di religione e cultura, ma anche potenti nel campo economico e politico.

Devo confessare che queste strutture hanno sempre esercitato un grande fascino su di me, fin da bambino.

Un po’ tutto il medioevo, per la verità, con le sue storie di dame e cavalieri e sfide a singolar tenzone.

Mi immaginavo di essere un cavaliere errante, forse un po’ tormentato per qualche oscuro destino.

Nel mio peregrinare trovavo presso le comunità ecclesiastiche, più che nei castelli, non solo ospitalità e rifugio ma anche pace, serenità e risposte ai miei perenni dubbi esistenziali.

Ora, detto fra noi, non è scritto da nessuna parte che un cavaliere errante debba per forza stare in sella a un ronzino o a un focoso destriero.

Nel mio caso si trattava di stare in sella a un mitico Scooterlinea 125 da ragazzo e poi su svariate utilitarie successivamente e, soprattutto, non è che in realtà fossi tanto tormentato.

Anzi, in buona sostanza mi godevo sempre il mio girovagare per abbazie, pievi e cattedrali medievali.

Forse in una vita precedente sono stato un cavaliere, più o meno errante…chissà!

Quello che voglio suggerirvi

Se ci fosse una hit parade delle abbazie, pievi e simili, non tutte quelle che sto per indicarvi sarebbero ai primi posti.

Da quanto vedo su internet sono altre quelle più gettonate, ma qualcuna c’è, comunque.

Inoltre, anche fra quelle meno visitate, ce ne sono tante altre oltre alle cinque – tanto per rimanere fedeli al nostro cliché che ormai conoscete – di cui sto per parlarvi che sono meritevoli di una visita con la dovuta calma.

Ritorniamo, dunque, al nostro cavaliere errante.

Immaginiamo che sia un Templare, altra mitica e discussa figura medievale.

La Cattedrale di Massa Marittima intitolata a San Cerbone

Ha una missione da compiere: consegnare un messaggio del sommo prelato della Cattedrale di Massa Marittima a quattro comunità ecclesiastiche.

Partirà dal Duomo di San Cerbone e terminerà a San Galgano, passando per Sant’Antimo, per Corsignano e per Ponte allo Spino per poi rientrare alla base.

Si farà poco meno di 250 chilometri percorrendo un anello che si snoda in un ambiente spettacolare nel cuore della Toscana.

Ed è quello che faremo anche noi.

Partiamo da Massa Marittima

La costruzione della Cattedrale di San Cerbone, Duomo di Massa Marittima, iniziò nell’ XI secolo in stile romanico e si protrasse fino alla fine del XIII.

Grazie agli interventi di Giovanni Pisano, soprattutto sulla parte superiore della facciata, è arricchita da alcune parti in gotico.

Il materiale di costruzione è travertino poroso, sicuramente di provenienza locale, che lascia un po’ interdetti perché l’aspetto sgretolato non dà un’idea di grande consistenza…ma è solo un’idea, evidentemente.

Al di là del fatto che sia uno dei più bei monumenti di tutta la Toscana e forse più, al suo interno si trovano tante opere d’arte.

Tanto per citarne qualcuna: una Maestà di Duccio di Boninsegna, un fonte battesimale duecentesco e il sarcofago di San Cerbone.

La prima delle Abbazie: Sant’Antimo

Arrivando, Sant’Antimo appare così

Sant’Antimo è un’antichissima abbazia abitata nei secoli dai monaci benedettini e fondata, secondo la leggenda, dall’imperatore Carlo Magno.

Si narra che Carlo Magno tornando in Francia da Roma arrivò qua in piena epidemia di peste.

Né lui, né nessuno dei suoi uomini fu colpito dalla grave malattia e l’imperatore, per grazie ricevuta, fece costruire un primo nucleo di quella che poi sarebbe diventata una delle più belle abbazie della Toscana.

La chiesa, realizzata nel XII secolo, è considerata uno dei capolavori dell’architettura medievale.

Le mura di Sant’Antimo non sono solo un meraviglioso monumento, ma sono custodi e testimoni della spiritualità monastica benedettina.

Dopo un meritato riposo e ben rifocillato, il nostro cavaliere Templare riprende la sua strada.

Ha ricevuta la benedizione dell’Abate, che ha fatto mettere nella sua bisaccia del formaggio e una fiasca di buon vino (non per nulla siamo in Comune di Montalcino) e parte verso oriente.

La tappa successiva: la Pieve di Corsignano

La pieve di Corsignano, a due chilometri da Pienza

La Pieve dei Santi Vito e Modesto sorge a Corsignano (antico nome dell’attuale Pienza) ed ha origini antichissime.

Risale al VII secolo anche se l’aspetto attuale è del XII.

E ha tutto il fascino misterioso dei secoli bui in cui è nata.

Ci sono delle cose un po’ inquietanti che lasciano interdetti.

Partiamo con quello meno clamoroso: il campanile cilindrico dell’XI sec.

Ha origini ravennati ed in Toscana se ne sono visti sempre pochi.

Ma due simboli pagani come la sirena bi-caudata che orna l’architrave del portone d’ingresso e il serpente Regolo scolpito sull’ultima colonna di sinistra che ci fanno in una chiesa cattolica?

Eppure qua furono battezzati ben due Papi: Pio II e Pio III.

Bene, dopo aver pregato fra le mura severe e spoglie, il nostro Templare si rimette in sella alla volta di un’altra pieve più a Nord.

La Pieve di San Giovanni Battista a Ponte allo Spino

Pieve di San Giovanni Battista a Ponte allo Spino, vicino a Sovicille

Appare per la prima volta in un documento del 1189, quindi risale al XII secolo.

È forse la più cospicua testimonianza di architettura romanica nel senese.

La sua importanza era dovuta al fatto che costituiva una tappa quasi obbligata sulla via imperiale che collegava la Cassia all’Aurelia.

Infatti, sul lato destro della chiesa si trova un fabbricato con la indubbia struttura medievale che probabilmente costituiva l’ambiente per gli alloggi dei canonici e per i temporanei ospiti.

Passando sotto un agile archetto si accede ad uno spiazzo erboso su cui si affaccia anche un piccolo elegante chiostro.

Ultima tappa alla seconda delle Abbazie: San Galgano

L’Abbazia di San Galgano

E qui la fantasia galoppa.

Non solo per la leggenda del cavaliere Galgano Guidotti – poi San Galgano – ma soprattutto per quanto di materiale ci resta della sua storia: la sua spada infissa nella roccia!

Ma non si trattava di Re Artù?

Beh, quella di Artù è fatta di chiacchiere, quella di Galgano è lì, ben visibile!

Del resto, fra i cavalieri della Tavola Rotonda c’era un Galvano, quindi non possono non nascere dei dubbi intriganti.

La spada si trova nell’ Eremo di Montesiepi che domina l’abbazia vera e propria.

Attualmente la sua notorietà è dovuta più al fatto che sia senza tetto che alle sue linee eleganti.

Nel medioevo questa abbazia fu molto potente, dominando tutta la valle del Fiume Merse con coltivazioni, gualchiere e altre attività produttive.

Missione conclusa

A questo punto il nostro Templare ha assolto il suo compito e torna alla base di partenza.

Voi potete fare altrettanto o andare verso casa vostra.

L’importante è che vi siate goduti il giro, che abbiate percorso i vari chilometri in modo rilassato, che abbiate fatto le soste giuste al momento giusto e che torniate alle vostre occupazioni rasserenati e spiritualmente arricchiti.

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