Altopascio, ieri e oggi

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Per lo più oggi Altopascio è conosciuto solo come casello autostradale sull’autostrada A11 che collega Firenze con Pisa.

Ma, giusto a proposito di casello, converrebbe uscirne per andare a passare qualche ora in questo interessante borgo della provincia di Lucca.

Altopascio, infatti, ha uno “ieri” notevole che risale a oltre il medioevo.

Altopascio, ieri

Sicuramente abitato in epoca romana, Altopascio assurse a centro importante grazie alla Via Francigena.

Si trovava, e si trova, su un itinerario chiamato localmente Via Francesca Romea.

Si tratta, comunque, dello storico cammino che congiungeva Canterbury, al di là della Manica, con Roma attraversando la Francia.

Aggiungiamo anche che questa zona era piena di acquitrini e non per nulla qua vicino si trova tuttora il Padule di Fucecchio.

La Via Francigena ad Altopascio

La Via Francigena, inoltre, qua trovava sul suo percorso anche dei boschi, notoriamente mal frequentati da delinquenti di tutte le risme.

La situazione di quest’area risultava essere, dunque, notevolmente a rischio per i pellegrini.

Costoro si trovavano, quindi, nella necessità di avere assistenza e soccorso in questi posti pericolosi e malsani.

Fu in questa ottica che, probabilmente nei primi anni dell’XI secolo, sorse lo Spedale di Altopascio.

Questo aveva non solo lo scopo di dare asilo ai pellegrini ma anche quello di mantenere sicuro e in buono stato quel tratto di Via Francigena.

In passato si diceva che l’onnipresente Matilde di Canossa ne fosse stata la fondatrice, tanto che un abate islandese di passaggio nel suo diario lo chiama “Mathildarspitali”.

C’è un documento risalente al 1084 che cita per la prima volta lo Spedale, che, però, non sorse certamente in poco tempo, almeno non come struttura organizzata.

La fondazione dell’ordine

Sta di fatto che lo Spedale divenne presto così importante che, per poter onorare gli scopi per cui era nato, si vide necessario fondare addirittura un ordine religioso cavalleresco: i Cavalieri del Tau.

In breve da Altopascio questo ordine si diffuse anche al di fuori dell’Italia e sono in molti a ritenerlo il più antico fra quelli sorti in tutta Europa.

La torre dello Spedale, alta più di cinquanta metri, aveva un fuoco sempre acceso sulla sommità e assieme ai rintocchi di una campana, chiamata la Smarrita, serviva da guida per i pellegrini che volevano raggiungere la sicurezza del rifugio.

Varie rappresentazioni del simbolo dei Cavalieri del Tau

Perché “Tau”

I cavalieri indossavano un mantello nero su cui era riportato un simbolo simile alla lettera greca tau (τ).

Questa lettera ha dei valori che si perdono nei tempi.

Alcuni la identificano con la croce su cui morì Gesù, altri ritengono che fosse la lettera iniziale della parola “Cristo”.

Sta di fatto che si ritrova anche a Santiago di Compostela, come simbolo dei taumaturghi e che nel Libro di Ezechiele indica la salvezza.

Ma può anche semplicemente riferirsi alla stampella intesa come sostegno dato al pellegrino.

Qualcuno, poi, vede un riferimento ai ferri del mestiere dei cavalieri di Altopascio – martello e scalpello – in quanto maestri nel costruire strade, ponti e barche.

Piazza degli Ospitalieri

Da ieri a oggi

Fra l’XI e il XII secolo attorno allo Spedale sorse il borgo murato, circondato da una robusta cerchia muraria.

Si edificò la chiesa di San Jacopo e si realizzarono due ampi cortili su cui si affacciavano i locali riservati ai frati cavalieri e quelli dedicati all’accoglienza dei pellegrini.

L’ordine cavalleresco divenne sempre più potente fino a vedere i propri beni estendersi da Lucca a Prato.

Come regola, i frati inizialmente seguivano quella di Sant’Agostino e successivamente furono assimilati a quella di San Giovanni di Gerusalemme.

Tutto andò bene fino al XIV secolo allorché Altopascio si trovò nel mezzo delle guerre fra il lucchese ghibellino Castruccio Castracani e Firenze.

E da qui iniziò un lento ma inesorabile declino.

Nel 1459 Papa Pio II soppresse l’ordine cavalleresco allo scopo di accaparrarsene i beni e successivamente, nel 1773, il Granduca Pietro Leopoldo I chiuse definitivamente lo Spedale.

Altopascio, oggi

Per prima cosa diciamo che i Cavalieri del Tau esistono tuttora come ONLUS.

È una confraternita privata di fedeli che svolge attività religiosa e il cui statuto è stato approvato con Decreto Episcopale.

Ed è grazie a loro che si promuovono iniziative volte alla riscoperta della Via Francigena come itinerario di pellegrinaggio.

La prima cosa con cui i frati rifocillavano il viandante, era una fragrante pagnotta di pane appena sfornato.

Il pane di Altopascio

E tuttora Altopascio è conosciuta con l’appellativo di “Città del Pane” e il suo prodotto rappresenta una eccellenza gastronomica nazionale.

Oggi in questo borgo si respira ancora l’atmosfera degli anni dei pellegrinaggi, tanto che gli viene riconosciuto un primato nazionale per l’accoglienza dei viandanti.

Per esempio, in occasione della festa di San Jacopo, il 25 luglio, si riproduce l’antico calderon de’ frati dello Spedale, e a chiunque lo chieda, si offre un bel piatto di zuppa come quella che un tempo ricevevano come ristoro i pellegrini.

Ed è emozionante percorrere la vecchia Via Francigena dopo aver visitato il cuore del borgo di Altopascio con la chiesa di San Jacopo Maggiore e la Piazza degli Ospitalieri.

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