Altri tesori da scoprire in Val di Cornia: i suoi borghi

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Altri tesori da scoprire, oltre alla sua enogastronomia, in Val di Cornia sono i tanti borghi, per lo più medievali, che punteggiano le sue colline.

Ve ne abbiamo già parlato tempo fa, adesso approfondiremo un po’ l’argomento a proposito di quelli più conosciuti: Suvereto e Campiglia Marittima.

Altri tesori da scoprire

…che si integrano alla perfezione con i tesori di cui vi abbiamo già parlato – quelli enogastronomici – e quelli di cui vi parleremo, le sagre.

Qualcuno ha definito la Val di Cornia il “Giardino della Toscana”.

La Val di Cornia, “Giardino della Toscana”

Ebbene, sicuramente il verde e i colori della natura non mancano.

Gli arredi sono proprio i borghi antichi ma anche semplicemente le tante costruzioni d’epoca che si annidano semi-nascoste dagli ulivi o in fondo ad un vigneto.

Dove andiamo? A Suvereto

Vogliamo farvi lasciare la costa, dopo aver visitato il centro storico di Piombino ed il romantico Golfo di Baratti sovrastato dal borgo quattrocentesco di Populonia.

Vi vogliamo portare pochi chilometri nell’interno a visitare per primo Suvereto, a buona ragione inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia ed insignito della Bandiera Arancione dal Touring Club.

È collocato su una lieve altura – poco più di 100 m.s.l.m. – a circa 10 km in linea d’aria dal mare.

Il suo nome compare per la prima volta nel 973 e significava “bosco delle sughere”.

Altri tesori da scoprire: l’olio…

Attualmente gli ulivi sono più diffusi delle sughere e la produzione di olio extravergine d’oliva caratterizza da tempo l’economia locale.

Un secolo fa erano attivi sedici frantoi.

Al giorno d’oggi ve ne sono due grandi e moderni, oltre ad alcuni impianti aziendali per la frangitura delle olive e diverse aziende che si occupano dell’imbottigliamento.

…e il vino

L’altra risorsa è il vino, grazie a una viticoltura molto curata che, con l’istituzione del DOC Val di Cornia nel 1989, sta producendo vini che hanno ricevuto e ricevono l’apprezzamento di moltissimi consumatori.

Nel 2000 arrivò la specifica di “Sottozona Suvereto”, dedicata a un vino rosso di grande pregio.

Poi, nel 2011, arrivò anche l’attribuzione del marchio DOCG Suvereto.

È un vino che risulta ideale sposato ai tanti piatti di cinghiale che ristoranti e trattorie locali propongono usualmente.

Quando camminerete per Suvereto, vi sembrerà di tornare al medioevo perché tutto è come allora.

I più conoscono il Palazzo del Comune e la Rocca Aldobrandesca.

Suvereto: il Chiostro di San Francesco

Per gli intenditori, però, c’è anche una vera chicca: il Chiostro di San Francesco, che vi porterà a scoprire alcuni angolini veramente suggestivi e dei panorami unici.

E dopo dove andiamo? A Campiglia Marittima

Facendo meno di 10 km, vi troverete sulla piazzetta antistante la Porta Ribellino orientata a sud-ovest e vi affaccerete su un panorama eccezionale.

Campiglia Marittima: la pieve di San Giovanni e, all’orizzonte, l’Isola di Montecristo

Oltre la Pieve di San Giovanni – una delle rarissime in Toscana a proporre l’enigma del quadrato magico del SATOR – vi si aprirà davanti il Mar Tirreno fino all’Isola di Montecristo.

Ma non è per questo che Campiglia merita il titolo di “Marittima”.

Questo appellativo, così come tanti altri borghi in Toscana e la splendida Massa Marittima ne è uno degli esempi più noti, deriva dal latino “maretima” che voleva dire “della maremma”.

Va anche detto che per “maremme” si intendevano le terre impaludate lungo la costa toscana.

Dalla parte opposta, dalla Rocca dei Della Gherardesca, lo sguardo spazia sulla Val di Cornia.

La Rocca stessa è stata restaurata alla fine del secolo scorso e merita una visita non fugace, con la cisterna, il museo e le mura con una suggestiva bifora.

Il nome di Campiglia compare per la prima volta nel 1004 e anche qui, muovendosi per i saliscendi delle sue stradine sembra di essere ancora a quei tempi.

Il Palazzo Pretorio e le Porte creano scorci emozionanti e sono scenario naturale di rievocazioni storiche estremamente coinvolgenti.

Cos’altro vedere a Campiglia

Campiglia ha anche altri piccoli tesori situati nelle sue vicinanze, come i forni fusori etruschi nei pressi della Chiesa della Madonna della Fucinaia.

Oltre a questi non perdetevi la Rocca di San Silvestro ed il relativo Museo Archeominerario che propone dei percorsi che saranno esperienze uniche per grandi e piccini.

E non dimenticate che l’arte della lavorazione del metallo risale addirittura ai nostri avi etruschi che popolarono queste terre molto prima che la potenza di Roma dirompesse.

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