Calafuria: un tratto di costa eccezionale

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Calafuria, un tratto di costa eccezionale, perché?

Per la sua storia.

Per il fascino della sua morfologia, quasi selvaggia e la bellezza dei suoi fondali.

Volete saperne di più? Seguiteci in queste poche righe

Calafuria: un tratto di costa eccezionale, la sua storia

A cavallo fra il ‘500 e il ‘600, la difesa di Livorno e del suo strategico porto era affidata ad un sistema difensivo accuratamente progettato.

Partiva dal Fosso Reale con la Fortezza Nuova e la Fortezza Vecchia.

Arrivava verso Nord a Porto Pisano e scendeva verso Sud con la Torre del Marzocco.

Poi si trovava il Forte dei Cavalleggeri – che era dove ora si trova la Terrazza Mascagni – la Torre dell’Ardenza e il Castello di Antignano.

Infine, in pochi chilometri, furono edificate la Torre del Diavolo, quella di Calafuria e quella di San Salvatore.

Queste ultime tre torri si ergevano tutte nella zona del Romito, la cui costa frastagliata obbligava ad erigere delle torri che potessero rimanere in vista l’una dell’altra per scambiarsi segnali ottici.

Calafuria com’è oggi

Ai giorni nostri è rimasta la Torre del Diavolo, inglobata nel Castello del Boccale, la Torre di Calafuria e la Torre di San Salvatore trasformata nel Castello Sonnino.

Il Castello Sonnino costruito attorno all’antica Torre di San Salvatore

La Torre di Calafuria, recentissimamente restaurata, ha una posizione spettacolare: su uno sperone roccioso e praticamente sul mare che quando è mosso arriva quasi all’ Aurelia.

La sua spettacolarità continua anche sott’acqua.

Infatti è un sito “cult” per i subacquei toscani e non che affrontano non senza problemi discesa e salita lungo la falesia per arrivare all’acqua.

Una volta lì, però, la fatica è ricompensata da un fondale spettacolare dove è anche facile trovare rametti di “corallum rubrum”, chiaro indice del buon stato di salute di questa costa.

Rametti di corallo (corallum rubrum) fiorito sui fondali di Calafuria

Si è da qualche anno costituito un comitato per la tutela della Costa di Calafuria.

In effetti l’ “oro rosso” livornese ha corso il rischio di essere danneggiato dagli “ingegni” dei corallari sardi.

Questi avevano ottenuto in un primo momento l’autorizzazione a “strascicare” lungo questo tratto di mare.

Questo modo di fare corallo, come tutti i sistemi di pesca a strascico, avrebbe provocato la completa distruzione dei fondali.

Qualche curiosità

Vi vogliamo segnalare due curiosità riguardo alla Torre di Calafuria.

Alla sua base, scavate nella roccia si trovano quelle che popolarmente sono dette “le piscine”, e questo sembrano veramente, con tanto di comodi gradini per entrarvi.

In realtà in epoca etrusco-romana erano piccole cave di arenaria.

Un fotogramma del film “Il sorpasso” un attimo prima dell’incidente fatale

L’altra riguarda il famoso film “Il Sorpasso”: a meno di 1 km da qua, sul ponte del Romito, si svolge il tragico epilogo del film.

Anche questo misto di storia, attualità e selvaggia bellezza della natura rende interessante questo angolo di Toscana.

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