Carrara: le Cave di Marmo

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Le Cave di Marmo di Carrara sono conosciute in tutto il mondo così come il marmo che da esse si estrae.

L’Unesco le ha dichiarate Patrimonio dell’Umanità nel 2015.

Visitarle con tour guidati o in autonomia è un’esperienza unica che vi farà capire anche il duro lavoro e la storia che le accompagna.

Le Cave di Marmo di Carrara: vediamone un po’ di storia

Le Alpi Apuane ospitano ricchi bacini marmiferi, i più noti sono quelli di Carrara, divenuti autentico tesoro per un territorio famoso nel mondo.

Storicamente, i più grandi scultori e architetti si recavano personalmente alle cave per scegliere i marmi migliori ed ognuno aveva i suoi trucchi per indovinarne le venature più nascoste.

Il Mosè di Michelangelo, tutto in marmo “statuario” di Carrara

Anche Michelangelo Buonarotti aveva questa abitudine, e salì quassù per scegliere il marmo bianco statuario più puro per i suoi capolavori come il Mosè e la Pietà conservata nella Basilica di San Pietro.

Il Marmo bianco di Carrara è stato utilizzato anche per costruire innumerevoli e importanti monumenti.

Fra questi il Pantheon e la Colonna Traiana e pure decorazioni e parti di chiese come la Basilica di Santa Croce a Firenze e il Duomo di Siena.

In epoca moderna, con le sue 165 cave attive in tutte le Alpi Apuane, sono molteplici gli impieghi del marmo di Carrara.

Architetti di tutto il mondo cercano questo marmo per le rifiniture di appartamenti e case di lusso, ma anche per la realizzazione di grandi opere come aeroporti e moschee.

L’estrazione del marmo

L’escavazione dei giacimenti di marmo, secondo le fonti storiche, risale all’epoca romana (155 a.C.).

Nell’arco di due millenni il processo di estrazione del marmo ha subito numerosi cambiamenti.

Dall’estrazione per frattura fino al XVI secolo, i cavatori passarono all’uso di mine esplosive sino al 1800.

Ci si rese conto, però, del grosso danno all’ambiente che questa tecnica creava per non parlare dello spreco di materiale.

Nel 1895 sperimentarono, con un successo pressoché generale, il filo elicoidale.

Negli anni Settanta le cave adottarono quello diamantato, tecnica che riduce molto la quantità di detriti.

Per quanto riguarda il sistema di trasporto, le tecniche iniziali per portare i blocchi a valle erano molto rudimentali e poco efficaci.

Quello più usato consisteva semplicemente nel fare letteralmente rotolare i blocchi a valle!

Dal tempo dei Romani fino a pochi decenni fa si praticava la spettacolare tecnica della lizzatura.

Così si faceva la “lizzatura”

I cavatori fissavano saldamente Il blocco di marmo ad una slitta di legno trattenuta a monte da un sistema di funi scorrevoli.

Una squadra di uomini faceva scendere gradualmente la slitta lungo il pendio allentando le funi e controllando il percorso.

Alla lizzatura partecipavano dodici uomini ed era un lavoro di squadra molto rischioso.

Tra il 1876 e il 1964, le cave sfruttarono anche la Ferrovia Marmifera per il trasporto su rotaia dei blocchi di marmo.

Questa ferrovia collegava i tre bacini marmiferi di ToranoMiseglia e Colonnata attraverso una ardita serie di viadotti, ponti e gallerie.

Oggi la tecnologia nelle cave ha compiuto grossi progressi.

Le cave hanno sostituito in gran parte il rischioso lavoro dell’uomo con dei macchinari più sicuri, più veloci e più rispettosi dell’ambiente.

L’antico metodo della lizzatura viene ricordato in una rievocazione storica molto conosciuta e seguita che si celebra ad agosto.

Visitare le cave

Visitare le cave di marmo vi permetterà di ripercorre secoli di storia e di scoprire un mondo fatto di duro lavoro, fatica e spettacolare bellezza.

La visita può essere fatta in autonomia con la propria auto o con tour guidati.

Nel primo caso potrete visitare i bacini marmiferi e ammirare il panorama seguendo il tracciato della ex Ferrovia Marmifera.

Nel secondo caso i tour vengono effettuati per lo più con automezzi 4×4 ed è una scelta che vi consigliamo per poter visitare anche le cave meno accessibili ed ancora attive.

I Ponti di Vara

Grazie alle guide, poi, conoscerete la storia dei metodi estrattivi, di trasporto e di lavorazione del marmo dai tempi dei Romani ad oggi, nonché aneddoti e usi e costumi dei cavatori.

Inoltre, sono molte le attività collegate ai tour guidati tra cui corsi, trekking e altre esperienze … ma vi assicuro che l’aperitivo al tramonto è impagabile!!!

Le Cave di Marmo di Carrara: qualche nota in più

Si ripercorre la via della ex Ferrovia Marmifera tra gallerie scavate nella roccia e ponti spettacolari come i Ponti di Vara alla scoperta dei bacini marmiferi di Colonnata, Torano e Fantiscritti, della loro storia, dei borghi che vi sono nati attorno e della vita dei cavatori.

Il Bacino di Fantiscritti è ancora attivo e ha sia una cava a cielo aperto che una sotterranea che vi affascinerà.

Si percorrono i tunnel per la visita della cava sotterranea per poi arrivare nella galleria del Ravaccione chiamata anche Cattedrale del Marmo, spettacolare per i suoi spazi immensi e un paesaggio lunare.

La Cava 177 è la più antica da cui sono nate le più grandi e famose sculture e opere d’arte.

Qui si può vedere quella che era la lavorazione del marmo e la storia di utensili e macchinari utilizzati negli anni.

La Cava Cima di Gioia si trova sulla vetta che domina dall’alto il paese di Colonnata e da cui si può scorgere il mare.

In questo incredibile scenario nel Maggio del 2017 lo Street Artist brasiliano, Eduardo Kobra, conosciuto in tutto il mondo per i suoi coloratissimi e penetranti murales, ha raffigurato nella parete più alta, una delle sue più belle opere: un David di 10 metri per 11.

Il paese di Colonnata merita una nota particolare.

Un degno spuntino dopo la visita alle cave

Come sicuramente sapete, è famoso per il suo lardo.

Il “Lardo di Colonnata” è un cibo antico e lo si può acquistare e conoscerne la lavorazione visitando le “larderie”.

La miglior cosa, per apprezzarne il gusto, è fare una sosta in uno dei ristoranti del paese!

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