Chi viene a Lucca e non mangia il Buccellato…

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Chi viene a Lucca e non mangia il Buccellato è come non ci fosse mai stato!

Così recita un vecchio adagio lucchese.

Voi lo avete mai assaggiato il Buccellato?

Chi viene a Lucca e non mangia il Buccellato…..che origini ha questa squisitezza?

Intanto vediamo di cosa si tratta.

È fatto di una pasta dolce e morbida, ricca di uva passa e semi di anice.

All’esterno presenta una crosticina di colore bruno, perché prima di essere infornato, l’impasto viene spennellato con un miscuglio di uovo e zucchero.

Storicamente si pensa tragga addirittura origini dall’epoca romana.

Un tipo di pane, allora, era costituito da panini messi a corona ed era chiamato “buccellatum” (formate da “buccellae”, ovvero “bocconi”).

Un tipo di pane nell’antica Roma era costituito da una corona di panini più piccoli (“buccellae“)

In effetti la forma originale quattrocentesca era a ciambella per poterselo mettere attorno al braccio e portarlo più comodamente a casa.

Di questa rivisitazione arricchita del vecchio pane romano ce ne sono diverse versioni in Italia, da quella veneta al sapore di grappa a quella siciliana al sapore di agrumi.

Tuttavia, Lucca è sicuramente la patria d’eccellenza per questo dolce tradizionale.

Assurge addirittura agli onori della cronaca nel 1485 quando compare nei documenti di un processo ad una donna incolpata di aver ucciso il marito servendogli un Buccellato avvelenato.

Il Buccellato, oggi

Chi viene a Lucca e non mangia il Buccellato non sa cosa si perde!

Oggi per opportunità di mercato le forme che si trovano nei negozi non sempre sono anulari, ma anche allungate perché sono più pratiche da mettere in un sacchetto di carta.

Fette di Buccellato con un bicchiere di Vin Santo

In ogni caso è un dolce i cui avanzi non vengono mai sprecati e non solo perché difficilmente rimane qualcosa.

C’è un’antica usanza per cui, una volta raffermo, si ricavano delle fette che si bagnano nell’uovo e poi si friggono.

Si ottiene così una variante deliziosamente calda e succulenta.

Nella “città dall’arborato cerchio” – come D’Annunzio chiamò Lucca – si è soliti proporre il Buccellato come dessert ed in questo caso è quasi di rigore accompagnarlo con un bel bicchiere di Vin Santo toscano.

Ma ci si può anche fare una ricca prima colazione…con il caffellatte al posto del Vin Santo, però!

Come si fa il Buccellato?

È un dolce la cui preparazione può anche essere fatta in casa.

In una ciotola mescolate 500gr di farina, 150gr di zucchero, 50gr di burro (ammorbidito a temperatura ambiente), 2 uova, 20gr di lievito di birra sbriciolato e sciolto con poco latte, e 150ml di latte.

La ciambella è pronta per essere infornata. Dovrà prima essere spennellata di uovo e zucchero

Impastate tutti gli ingredienti (anche usando la planetaria) e ad un certo punto aggiungete i semi di anice e l’uvetta messa in ammollo precedentemente, poi ben strizzata.

Impastate ancora fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Fate una palla e mettetela a lievitare in luogo tiepido per circa un’ora/un’ora e mezzo.

Create poi dei filoncini oppure formate delle ciambelle, comunque praticate dei tagli sulle superfici per favorire la lievitazione.

Adagiate il tutto in una teglia rivestita di carta-forno e fate lievitare ancora un’ora sempre in luogo tiepido.

Cuocete in forno per circa 30 minuti a 180°C…..e buon appetito, golosoni!!!

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