Chiusi, da Porsenna ad oggi

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Lars Porsenna, Lucumone di Chiusi, è una figura che tutti conosciamo, perché ce ne parlano a scuola fino dai primi anni.

La sua vita è storia e le sue imprese sono leggenda.

Vediamo com’era Chiusi allora e come si è trasformata lungo questi, più o meno, 3000 anni.

E vedremo come anche questa sia un’altra ”terra di confine”

Gli Etruschi

Grazie alla posizione strategica, la Lucumonia di Chiusi era la più importante della dodecapoli ed il suo lucumone era in pratica il re dell’Etruria.

L’etrusca Clevsins controllava i traffici sui fiumi Clanis e Tevere, allora navigabili, e quelli sulla via di accesso dall’Etruria interna alla Val d’Orcia e quindi al mare, passando per Roselle.

E, nell’altra direzione, controllava anche un vasto territorio che arrivava fino al Lago Trasimeno.

Si sviluppava sui tre colli sui quali sorse poi anche la città medievale e la vallata che da quassù dominava era estremamente fertile.

Non è più una teoria che gli ultimi tre re di Roma fossero etruschi e quando i romani si ribellarono all’ultimo di essi, Tarquinio il Superbo, Porsenna intervenne col suo esercito a rimettere a posto le cose ottenendo ulteriori cospicui vantaggi.

Le catacombe

I Romani

Ma, si sa, alla fine nel III sec.a.C. Roma prevalse e alla lunga fece scomparire la civiltà etrusca.

Diversamente da quanto avvenne per Cortona, Clusium – come fu ribattezzata dai Latini – mantenne la propria importanza e continuò inizialmente a reggersi con leggi proprie.

Era amministrata da famiglie di nobili etruschi, legati all’aristocrazia romana, che ottennero la realizzazione di importanti infrastrutture quali la via Cassia e nuovi porti fluviali.

L’importanza di questa città è comprovata anche dal fatto che vi era stanziato il comando della Quarta Legio.

Gli Etruschi furono sempre aperti a culture e religioni nuove e fu grazie alle loro origini, quindi, che i chiusini non ebbero difficoltà a offrire rifugio ai primi perseguitati cristiani.

Prova ne è che sono visitabili due catacombe paleocristiane ed è documentata la presenza di un vescovo già dal II sec. d.C.

L’ Alto Medioevo

Per i Goti, Chiusi rimase un centro molto ambito, al punto che durante le due guerre con i Bizantini ci furono molti scontri per il suo controllo e il re Ostrogoto Vitige vi tenne fissa una guarnigione di mille uomini.

I Bizantini, dopo la vittoria, ricostruirono con magnificenza e splendore quello che le guerre avevano distrutto.

Seguì il periodo dei Longobardi che fecero di Chiusi un potente ducato che nemmeno i Franchi nella loro conquista dell’Italia riuscirono a piegare.

Il Chiostro di San Francesco

Per secoli ci furono scontri con perugini e orvietani, finché questi ultimi costruirono una grossa diga sul fiume Clanis allagando tutto il fondovalle.

Restarono sommersi da questo lago artificiale la via Cassia e i porti fluviali, isolando completamente Chiusi che perse piano piano il controllo sul territorio.

Chiusi dopo il Mille

Dalla fine dell’XI secolo e per quasi tutto il XII secolo, nonostante le difficoltà, si assiste a un rifiorire, anche architettonico, della città di Chiusi.

In particolare del suo vescovado, che regola i conti con alcuni nobili del circondario legati alla città-stato di Orvieto, e si rimpossessa di enti ecclesiastici di cui in precedenza aveva perduto il controllo.

È in questo periodo che si assiste a un grande splendore della scuola di arti liberali chiusina in cui operarono teologi-giuristi di grande livello.

Alla fine del XII secolo, con la morte dell’imperatore del Sacro Impero Germanico Enrico VI e con la prima grande ondata di malaria, Chiusi si indebolisce al punto da essere per l’ennesima volta riconquistata dalla città-stato di Orvieto.

Fu libero comune dal 1337 al 1355, poi fu sottomessa a Siena e dal 1556 a Firenze.

Chiusi durante il governo dei Medici rifiorì grazie ai lavori di bonifica della Valdichiana portati avanti da Cosimo I.

La Concattedrale di San Secondiano

L’ Era Moderna

Nella storia moderna di Chiusi non appaiono figure di rilievo come Porsenna.

La bonifica voluta dai Granduchi, riportò ad alti livelli la coltivazione delle campagne, compresa l’organizzazione degli allevamenti di bovini di razza chianina.

Questa è una razza che è apprezzata da più di 2000 anni.

I romani trovavano che il suo manto bianco la rendeva ideale per i sacrifici ai vari dei.

In epoche successive veniva sfruttata quasi esclusivamente come forza lavoro.

Attualmente è una razza molto apprezzata sul piano gastronomico, fino ad essere esportata un po’ ovunque.

A questo si possono aggiungere i prodotti tipici della Val di Chiana come olio e vino, soprattutto il Valdichiana Toscana DOC prodotto da vitigni autoctoni.

Resta comunque in tutti i tempi l’importanza strategica della posizione in cui sorge Chiusi e questo non escluse la seconda guerra mondiale, durante la quale subì un pesante bombardamento aereo da parte degli anglo-americani e il passaggio non incruento delle truppe naziste.

Chiusi turistica

Il centro storico di Chiusi è una vera chicca. Già il solo aggirarvisi dentro è suggestivo.

Non dimenticate di dedicare un po’ più di tempo all’antichissima Concattedrale di San Secondiano e al Labirinto di Porsenna, ma anche ai diversi palazzi nobiliari.

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