Quali sono i motivi che fanno apprezzare Capalbio?

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Sapete quali sono i motivi che fanno apprezzare Capalbio? Seguiteci!

Situato al confine con il Lazio, ultimo lembo della Maremma Toscana, troviamo un piccolo borgo immerso tra la campagna ed il bosco.

È Capalbio, un borgo che annovera luoghi magici, personaggi leggendari, storia, panorami mozzafiato e spiagge.

Il paese è posto su una collina circondata dalla macchia mediterranea, via via più fitta e misteriosa, regno indiscusso di cinghiali e caprioli che entrano spesso e con pregio anche a far parte della gastronomia locale.

La sua posizione strategica ed il suo patrimonio artistico hanno reso Capalbio un punto di riferimento durante il periodo rinascimentale.

Ancora oggi può vantare una cospicua ricchezza naturale e culturale destando molto interesse nei suoi visitatori.

Il camminamento lungo le mura di Capalbio con il panorama che si offre

Quali sono i motivi che fanno apprezzare Capalbio? Il paese

Possiamo raggiungere Capalbio percorrendo l’Aurelia, e che si arrivi sia da nord che da sud, possiamo vedere il paese già dalla statale.

Non ci resta che seguire le indicazioni e arrivare al borgo.

Bene, parcheggiamo dunque la nostra auto e andiamo, che la nostra visita abbia inizio!

Entriamo in paese attraversando la porta a doppio arco sormontata da una lapide del 1418 (data del restauro delle mura da parte dei conquistatori senesi) e da uno stemma dei Medici con iscrizione del 1602.

Possiamo ancora vedere il portone di legno e ferro che durante i secoli passati veniva chiuso al calar del sole per evitare attacchi indesiderati.

Percorriamo insieme Via Vittorio Emanuele II e costeggiamo le mura merlate che ancora oggi conservano il camminamento originale della ronda.

…a spasso nella storia

Saliamo a destra verso l’Arco Santo dove incastonato nel muro possiamo vedere un ritratto in marmo dell’Imperatore Adriano del 2° secolo d.C. proveniente probabilmente dalla Città di Cosa.

Se andiamo a sinistra troviamo una piazza con la Pieve di San Nicola.

La chiesa risale al 12°- 13° secolo ma dobbiamo il suo aspetto attuale alla ristrutturazione dell’inizio del 14° secolo; il suo interno è arricchito da meravigliosi affreschi rinascimentali.

Continuiamo salendo per Via Collacchioni fino ad arrivare alla Rocca.

Si tratta di una fortificazione a forma di “L” con un Torrione su base “a scarpa” e con un cortile chiuso.

Possiamo ammirare Palazzo Collacchioni che conserva all’interno il fortepiano di Conrad Graf suonato da Giacomo Puccini durante i suoi soggiorni nel suggestivo borgo di Capalbio. 

Mentre torniamo alla porta di accesso ci dirigiamo verso Piazza Magenta.

Nel periodo estivo ospita numerosi eventi culturali.

Qui possiamo percorrere uno dei vari tronconi di cinta muraria (a Capalbio la cinta muraria è doppia, ovvero è su due livelli, uno più alto e uno più basso) e da qua possiamo godere di una meravigliosa vista su uno splendido panorama.

Il fascino antico che ci trasmette questo piccolo borgo ce lo terrà nel cuore per molto tempo!

Infine, subito fuori le mura, possiamo visitare l’Oratorio della Provvidenza che custodisce la Madonna della Provvidenza attribuita al Perugino e al Pinturicchio

Quali sono i motivi che fanno apprezzare Capalbio? Luoghi di interesse

Il Giardino dei Tarocchi

Ora facciamo visita ad un parco magico, dove sogno e realtà paiono mischiarsi e veniamo catapultati in un mondo incantato, tra fascino e mistero.

Siamo nel Giardino dei Tarocchi, nato dall’ingegno dall’eccentrica artista Niki de Saint Phalle che si ispirò al Parco Guell di Barcellona e al Parco dei Mostri di Bomarzo.

Il Giardino dei Tarocchi apre le sue porte al pubblico nel 1998.

Situato sul versante meridionale della collina di Garavicchio, presenta 22 sculture alte fino a 15 metri, realizzate in acciaio e cemento e rivestite di ceramiche colorate e specchi che rappresentano appunto gli arcani dei Tarocchi. 

Un aspetto della Riserva Naturale del Lago di Burano, Oasi del WWF

Per un pomeriggio o una mattinata alternativa possiamo andare a visitare la splendida Riserva Naturale del lago di Burano.

È stata istituita nel 1980 ed è gestita dal WWF.

Occupa una superficie di 410 ettari di cui 140 sono “zona umida”.

Questo luogo è un importantissimo punto di svernamento per moltissime specie animali e presenta un ambiente veramente unico. 

L’Oasi del WWF di Burano, una delle più famose, oltre ad un centro visite offre percorsi attrezzati e capanni di osservazione da dove è possibile avvistare ogni tipo di fauna.

Robin Hood in Maremma

Una piccola curiosità: nel cimitero di Capalbio si trova la tomba di Domenico Tiburzi, il più famoso brigante maremmano, un uomo di umili origini che a seguito di problemi con la legge si diede alla macchia.

Un bandito, dunque, ma un bandito buono, che fece la storia dell’Italia post-unificazione. 

La leggenda narra che alla sua morte nel 1896 il parroco si rifiutò di seppellirlo in terra consacrata perché era un criminale senza Dio.

La popolazione di Capalbio si ribellò a questa decisione, perché Tiburzi era stato un paladino della povera gente, una specie di Robin Hood maremmano e pretendeva per lui una degna sepoltura.

Alla fine, giunsero ad un compromesso: decisero di seppellire il brigante sul confine del cimitero, metà dentro e metà fuori e senza croce.

In seguito, il cimitero è stato ampliato e la salma riposa ora in territorio consacrato.

È stata posta una targa di legno, sull’antica colonna romana a cui il cadavere era stato legato per le foto di rito con la dicitura “Domenico Tiburzi – Cellere 1836 – Capalbio 1896”.

Per ultimo, ma non per importanza, non dimentichiamoci degli oltre 12 chilometri di spiaggia fatta di dune, sabbia finissima e stabilimenti balneari dove possiamo trovare anche degli ottimi ristoranti. 

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