La Valdichiana toscana confina con Umbria e Lazio, e Cortona è uno dei comuni che toccano la terra umbra.
Come tutte le terre di confine, posta in posizione strategica, Cortona ha una storia abbastanza movimentata.
Ve la racconto brevemente.
Cortona etrusca
Era una importante lucumonia e faceva parte della dodecapoli etrusca.
Il suo nome era Curtun ed era attiva già nel tardo periodo villanoviano.
Grazie alla sua posizione strategica che permetteva il controllo di ampi territori, divenne molto potente.
Agli Etruschi si devono le imponenti mura di tre chilometri che circondano tuttora la città.
Ma ci hanno lasciato anche le tombe nobiliari “a melone” che si trovano nei dintorni e un monumentale altare funerario con delle sfingi, unico in Italia.
Una curiosità: a Cortona gli archeologi hanno rinvenuto anche una lamina di bronzo con una lunga iscrizione in lingua etrusca.
Tutto ciò, manco a dirlo, fece molto gola alla sorgente Roma che nel 310 a.C. con un sanguinoso scontro sul Trasimeno se ne impossessò.

Cortona romana
E si arriva, dunque, al periodo romano.
I Romani la chiamarono Corito e le fecero perdere molto della sua originaria importanza.
Anche perché fecero passare la via Cassia da Chiusi ad Arezzo senza alcun collegamento con la città che fu servita solo da alcune strade basolate minori, visibili ancora oggi.
Tuttavia, restano alcune tracce di questo periodo in alcuni toponimi.
La frazione di Metelliano deriva il nome dalla gens Metellia che la occupava.
Centoia, nei pressi della via Cassia, era un posto di blocco militare e sede di una centuria.
Nella seconda guerra punica, poi, Annibale assediò ed assaltò Cortona e nei pressi si svolse la famosa battaglia del Trasimeno.
A seguito di questo, c’è una frazione che si chiama Ossaia: lì furono ammassati i cadaveri dei caduti divenendo, quindi, un ossario.
Notevoli, nelle vicinanze, i resti di una villa nobiliare romana.
Nel 450 d.C. i Goti presero possesso di Cortona.
Il Medioevo
E si arriva al Medioevo, con la fama e l’importanza di questa città ridotta ormai al minimo.
Non si sa molto degli eventi dell’Alto Medioevo.
Per certo si sa che dal XIII secolo in poi la città è un libero comune che si trova invischiato nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini divenendo terreno di scontri alternativamente fra Arezzo e Perugia, Siena e Firenze.
In questo periodo di lotte e discordie si inserisce la figura mistica di Santa Margherita da Cortona.
L’odio con Arezzo rimase sempre alto, tanto che nel XIV secolo Papa Giovanni XXII concesse alla città lo status di diocesi, perché era impossibile mantenere rapporti col Vescovo di Arezzo.

Dal XV al XIX secolo
Il Rinascimento rappresentò, ci si passi il bisticcio di parole, davvero una rinascita per Cortona.
Nel 1411 entrò a far parte della Repubblica Fiorentina e ne diventò una parte importante soprattutto dal pinto di vista militare.
Questo, un secolo dopo, le costerà il coinvolgimento nella guerra combattuta fra Firenze e l’esercito spagnolo di Filiberto d’Orange.
In compenso divenne sede di un capitanato e Cosimo I de’ Medici costruì una nuova fortezza: quella del Girifalco.
Ma è dal punto di vista artistico che Cortona tornò a nuovo splendore grazie alla presenza di pittori straordinari come il Beato Angelico e Luca Signorelli.
Nel ‘700, con i Granduchi di Toscana ci fu tutto un rifiorire culturale, dovuto forse anche alla bonifica della campagna e al miglioramento delle infrastrutture.
Sta di fatto che nacque l’Accademia Etrusca che richiamò l’attenzione degli intellettuali di tutta Europa curando, fra l’altro, la versione italiana del Dizionario Enciclopedico del Diderot.
Seguirono di nuovo anni tristi nel periodo napoleonico, ma da questo, se non altro, nacque un forte desiderio di libertà che portò Cortona a aderire al Regno d’Italia con il plebiscito del 1860.
Il XX secolo
Si iniziò con un discreto sviluppo economico che portò alla modernizzazione nelle campagne e alla valorizzazione di prodotti d’eccellenza come i bovini di razza chianina.
Ma in questo secolo ci sono anche due guerre mondiali e Cortona ha partecipato con un alto tributo di sangue, specialmente durante l’occupazione tedesca, con una rappresaglia che costò la vita a diversi suoi cittadini.
Oggi
Tradizioni e folclore vengono tenuti ben vivi.
Concedetevi una giornata alla “Mostra scambio del Modernariato”, ogni quarta domenica del mese.

Oppure un assaggio di “chianina” alla Sagra delle Bistecca a Ferragosto.
Conosciuta in tutto il mondo, poi, è la Mostra Antiquaria a cavallo di agosto e settembre.
Interessantissimo e innovativo, inoltre, nel periodo estivo da luglio a settembre il “Cortona on the Move”, festival internazionale di visual narrative.
Potremmo dire in chiusura che Cortona è la dimostrazione che “terra di confine” non è sinonimo di “terra desolata”.
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