Da Pistoia a Sasso Marconi

Condividi ora!

Da Pistoia a Sasso Marconi, se vado per l’autostrada faccio 115 km, pago un ticket e ci metto un’ora e mezzo, salvo code per lavori o incidenti.

Se invece faccio la Porrettana faccio 90 km, non pago nulla e ci metto al massimo 2 ore.

Con questo ragionamento, quando abitavo a Pistoia anni fa e dovevo andare verso Nord preferivo sempre fare la Porrettana.

Sarà che non amo la guida autostradale, sarà che preferisco una guida più “guidata”, ma era soprattutto il fatto che la Porrettana ha un bel tracciato.

Da Pistoia a Sasso Marconi, una strada che ha una storia

Si sta parlando di quella che ufficialmente si chiama Strada Statale 64 Porrettana.

L’Amministrazione Pubblica la istituì nel 1928 per collegare Pistoia con Ferrara superando l’Appennino Tosco-Emiliano e seguendo, almeno in parte, il corso del Fiume Reno.

Ma non fu una novità.

Il tracciato originario fu iniziato nel 1816, dopo cinquant’anni di discussioni e di riprogettazioni.

Accadde qualcosa di grosso che fece decidere le Amministrazioni interessate ad intraprendere i lavori.

Infatti, scarsi raccolti per quattro anni consecutivi e una grossa nevicata impedirono perfino il raccolto delle castagne, tradizionale base di sostentamento per le popolazioni montane dell’Appennino.

Dare il via ai lavori significò impiegare 1800 uomini che poterono così sfamare le famiglie.

Da Pistoia a Sasso Marconi, il tracciato

Si dovrebbe parlare più propriamente di tracciati, perché quello previsto originariamente cambiò svariate volte.

Gli ingegneri di allora ebbero a considerare in più punti la forza devastante del Reno in periodo di piene, tanto che arrivarono a ridurre il numero dei ponti e a rinforzare molti argini.

Attualmente fra Ponte alla Venturina e Lama di Reno, la strada passa per lo più sul fondo valle ed è abbastanza veloce in quanto priva di curve strette.

Eppure, la parte più bella – e soprattutto i bikers saranno d’accordo con me – è quella in Provincia di Pistoia.

Una casetta nel bosco lungo il Torrente Limentra

Il tratto toscano

Fino a qualche decennio fa la strada valicava il Passo della Collina.

Questo tratto è ancora percorribile ed è molto bello nonostante il fondo piuttosto dissestato.

Ora la statale sfrutta un tunnel – chiamato “il Traforo” – e successivamente segue il corso del Torrente Limentra.

Una nota geografica: qualche chilometro prima, provenendo da Pistoia, si taglia il 44° parallelo: la cosa è segnalata da un cartello e da…un ristorante che porta questo nome.

È questo il tratto molto guidato che piace a me.

La strada è piuttosto stretta, con curve e tornanti, quindi, occorre essere prudenti e reprimere velleità rallistiche.

Ma è sicuramente spettacolare: paesini sui cucuzzoli, boschi, il torrente di fianco che in inverno fa dei salti affascinanti e delle casette in pietra che sembrano quelle delle favole.

Sono poco più di trenta chilometri veramente eccezionali.

E se ve la volete prendere comoda, potete fare delle piccole deviazioni ed inerpicarvi verso piccoli borghi come Sambuca Pistoiese.

Se, poi, arrivate a Riola potrete ammirare le stranezze della Rocchetta Mattei, oppure potreste fermarvi a Porretta Terme per visitare gli antichi stabilimenti termali.

Qualcosa di orientale sull’Appennino Tosco-Emiliano: la “Rocchetta Mattei” a Riola

Qua siamo già in Emilia-Romagna ma sempre con un piede in Toscana, quindi, sull’enogastronomia non ci sono discussioni da fare.

Solo un consiglio: terminate il vostro pasto assaggiando un po’ di dolci tipici locali, come i necci, o gli zuccherini montanari oppure il Tortino Porretta, ormai esportato in tutta Italia.

Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com

Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *