Dalla montagna al mare…

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Dalla montagna al mare è il primo spostamento che deve fare un blocco di marmo di Carrara per poi raggiungere destinazioni varie in tutto il mondo.

E storicamente il porto da cui sono salpate tante navi per consegnare il prezioso bene in ogni continente è il porto di Carrara.

Dalla montagna al mare…come cominciò

L’ “antenato” del porto di Carrara fu il porto di Luni, città romana fondata nel II sec. a.C.

Inizialmente questo scalo gestì soprattutto i commerci verso Gallia e Spagna.

Presto però Roma iniziò ad apprezzare le qualità del marmo delle Apuane.

Iniziò, così, una vera e propria epoca d’oro per il commercio di questo prodotto che terminò con l’inizio delle invasioni barbariche.

Intanto, le terre costiere divennero acquitrinose e malsane per l’insabbiamento della foce del fiume Magra e la popolazione se ne andò.

Di conseguenza i commerci si azzerarono e pirati di ogni tipo solcarono quei mari per saccheggiare quel poco che si trovava sulla costa.

Le Apuane incombono sul porticciolo turistico

Dalla montagna al mare…la ripresa

Si dovette arrivare fra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, per vedere rifiorire il commercio del marmo e il riavvio del lavoro nelle cave.

Il Papato e le nuove potenti casate fiorentine, venete e lombarde ambivano a circondarsi di opere artistiche.

Per le mirabili dimore che realizzavano occorrevano materiali pregiati e la domanda del marmo bianco di Carrara riprese il via alla grande.

A questo punto il traffico navale per il trasporto dei blocchi di marmo raggiunse un livello europeo.

Si studiarono sistemi ingegnosi per far scendere i blocchi dalle cave alle spiagge dove le imbarcazioni venivano arenate e caricate.

Pensate che si utilizzarono questi sistemi faticosissimi e rischiosissimi fino alla metà dell’Ottocento.

Dalla montagna al mare…la svolta

Il punto di svolta si ebbe dopo il matrimonio della contessa di Massa Carrara con il Duca d’Este nel 1741.

La contessa possedeva sia le cave che 12 km di costa e il padre dello sposo subodorò subito l’affare.

Incaricò un ingegnere inglese di realizzare un bacino artificiale per lavorare con più tranquillità a carico e scarico di marmi e altre merci.

Ma dovette passare quasi un secolo perché l’industriale Walton costruisse il primo pontile espressamente attrezzato per il carico dei blocchi di marmo.

E, dalla montagna al mare, non si limitò al pontile, ma realizzò anche il collegamento fra le cave e il pontile stesso con binari e locomotori.

Presto costruì anche una seconda struttura simile, perché la richiesta di marmo aumentava velocemente.

Il carico di un bastimento viareggino

Da questo punto in poi i vascelli – tipici i “Barcobestia” viareggini – iniziarono ad essere in grado di fare navigazioni transoceaniche.

Trasportavano marmo sul continente americano e in estremo oriente e riportavano granito dal Brasile e dall’India.

Alla fine, nel 1922 il Ministero dei Lavori Pubblici iniziò la lenta realizzazione di un vero e proprio porto.

Tanto lenta che la nuova struttura fu pronta giusto per essere distrutta dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale.

Alla fine del conflitto grazie all’impulso dato dalla Compagnia dei Lavoratori Portuali, i lavori ripresero e nel 1954 il porto, così come lo vediamo oggi, fu inaugurato.

Oggi

Intanto, nel 1953 un’associazione di privati aveva ottenuto dal Demanio Marittimo una concessione per realizzare un Club Nautico al fine di supportare l’attività diportistica e agonistica.

L’iniziativa ebbe subito un grosso successo.

Il porto di Marina di Carrara si trova in una posizione geografica favorevole: è vicino a scali portuali importanti come Livorno, La Spezia e Genova, inoltre è assai prossimo a due caselli autostradali ed ha alle spalle una vasta Zona Industriale.

Attualmente esiste un ampio progetto di adeguamento di tutta l’area portuale e delle sue componenti, comprese nuove banchine anche per il traffico passeggeri e bacini di carenaggio.

Il nuovo progetto per il porticciolo turistico

In questa ottica si è anche prevista la realizzazione di un vero e proprio porticciolo turistico indipendente che potrà ospitare fino a 1400 imbarcazioni da diporto.

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