Davanti al Duomo di Siena

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Davanti al Duomo di Siena trovate il Museo Archeologico Nazionale.

E allora? Direte voi.

Siena è come un portagioie in cui si mettono alla rinfusa i gioielli e quelli che si usano meno rimangono sotto, un po’ più nascosti.

Vediamo di saperne un po’ di più su questo gioiello che è il complesso museale di cui vi parliamo e che non sempre è preso in considerazione quanto meriterebbe.

Davanti al Duomo di Siena c’era una volta un ospedale

E non un ospedale qualsiasi!

È stato uno dei più antichi e grandi ospedali europei: il Santa Maria della Scala.

Fu uno dei primi ospizi per pellegrini nel medioevo ed ha mantenuto le sue funzioni sanitarie fino agli anni ’90 del secolo scorso.

Un corsia con un’ambientazione davvero unica

La sua storia

La sua attività copre praticamente un millennio della storia di una città come Siena, che di storia ne ha fatta tanta.

Sorse sulla via Francigena ad opera dei canonici della Cattedrale.

Ma c’è anche una leggenda medievale che lo attribuisce a un certo Sorore, un calzolaio morto nell’ 898.

Oltre tutto, si fa risalire l’appellativo “della Scala” ad una visione della madre di costui riguardo a una scala che portava i bambini abbandonati in Paradiso.

Sta di fatto che il nome di Santa Maria della Scala compare ufficialmente per la prima volta in un documento del 1090.

Però, trattandosi di una donazione, è intuibile che l’esistenza della struttura dovesse essere ben antecedente.

La Sagrestia Vecchia

Ad un’istituzione di questo genere, soprattutto se ben organizzata e conosciuta, era legata tanta della ricchezza che ruotava nel Medioevo a Siena grazie ai pellegrini.

Per questo motivo fu ben supportata non solo dal potere ecclesiastico ma anche dal governo cittadino.

Sta di fatto che nel ‘400 lo “spedale”, anche grazie a lasciti e donazioni, gestiva autonomamente un ricco complesso di proprietà soprattutto agrarie ben produttive.

Tuttora il suo emblema si ritrova diffuso su tante mura nel senese.

Già dai primi anni di attività, però, non ci si limitò alla sola funzione di accoglienza per i pellegrini.

Si dava anche assistenza a malati e infermi nonché ricovero a poveri e bambini abbandonati.

Qua professarono la loro fede caritatevole sia Santa Caterina da Siena che San Bernardino.

Davanti al Duomo di Siena: il punto di vista artistico

Al nucleo originale che oggi risulta al centro della facciata, si aggiunse nel 1257 la chiesa della Santissima Annunziata – sopraelevata con una fila di finestroni nel XV secolo – e, a seguire, il Palazzo del Rettore e la Casa delle Balìe.

Dal 1200 in poi la grande ricchezza di questa istituzione richiamò i più quotati pittori e scultori di Siena e oltre.

Questi hanno lasciato opere uniche nei vari ambienti in cui la struttura si articolò, rendendola a buona ragione uno dei tre più importanti poli artistici della città insieme al Duomo e al Palazzo Pubblico.

Le splendide volte affrescate del Pellegrinaio

Eccezionale il Pellegrinaio che con diversi interventi fra il 1320 e il 1400 assunse l’imponenza delle sue volte a crociera affrescate successivamente da vari artisti che ci hanno lasciato una importante testimonianza della missione ospedaliera dell’epoca con un ciclo di affreschi che sono la punta di diamante di questo complesso museale.

Tanto altro da vedere

Non dimenticate le Cappelle, quella delle Donne, quella della Madonna e quella delle Reliquie.

Visitate le Corsie, la Sagrestia Vecchia e il Passeggio, oltre alla già detta chiesa della Santissima Annunziata.

Al piano inferiore trovate la Corticella, il Fienile, l’Oratorio di Santa Caterina della Notte, il Tesoro col reliquiario contenente il Sacro Chiodo della Croce e altro ancora.

Il Chiasso di Sant’Ansano

Curioso il Chiasso di Sant’Ansano, che un tempo era una strada che poi è stata coperta ed inglobata nella struttura per assolvere al compito di asse di comunicazione fra i vari reparti.

Senza escludere – ovviamente – i reperti esposti nella parte del Museo Archeologico Nazionale vero e proprio e che provengono da scavi archeologici condotti nella provincia di Siena.

Di cose da vedere ce ne sono tante, quindi, e vale anche la pena di soffermarcisi a meditare un po’.

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