Etruschi e non solo

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Si chiama Costa Etrusca perché c’erano gli Etruschi, indubbiamente.

Ma non ci sono solo tracce degli Etruschi.

Populonia, e insieme Baratti, rappresenta l’unico esempio conosciuto di una città etrusca sul mare.

Ma tutta l’area e il suo entroterra propongono spunti archeologici e storici che vanno dall’antichità a tempi più recenti.

Volete saperne di più?

Seguitemi in questa testimonianza di vita vissuta.

La mia prima volta

Non dimenticherò mai la prima volta che ho visto Baratti.

Ero, allora, un giovane studente non ancora in grado di guidare e fortemente attratto dalla civiltà degli Etruschi

Avevo visto sul mio libro di storia dell’arte la fotografia della tomba del Bronzetto di Offerente e avevo deciso che dovevo assolutamente vederla da vicino.

Convincere mio padre non fu facile.

La famiglia da sempre era orientata alla Versilia e in più, quando venne la data programmata, la giornata – ancorché in primavera – offriva tutto il campionario di Giove Pluvio.

Pover’uomo, guidava tutti i giorni e passare una domenica con il tergicristallo che andava in su e in giù davanti agli occhi non era certo il massimo.

Baratti e, in alto, Populonia

Lo convinsi, comunque e partimmo.

Giunti a sud di Cecina – come succede spessissimo – la situazione meteo si era ribaltata e il Golfo di Baratti ci si presentò in un tripudio di sole.

Mi saziai lo spirito con la Necropoli di San Cerbone e lo stomaco con un monumentale fritto di pesce mangiato sul mare.

Da allora ho avuto Baratti nel cuore e Baratti ha avuto me come frequentatore abituale.

La mia vita è stata legata per anni – e tuttora lo è – a questa magica insenatura di cui sono un visitatore pressoché quotidiano.

Oltre la costa: la Val di Cornia, non solo Etruschi

Pino piano ho scoperto che Baratti è solo una delle tante stupende perle che questa zona offre.

Intendo dire che tutta la Val di Cornia offre a chi ci abita e a chi la visita.

C’è tutto quello che compone il sale della vita.

La porta di accesso al borgo di Suvereto

Ci sono paesaggi ampi e sereni, storia, archeologia, arte e poi terme, mare e campagna.

C’è la possibilità di fare tante attività divertenti, salutari, corroboranti, senza omettere una enogastronomia di indiscusso livello.

Non mi stanco mai di macinare chilometri su strade e stradine che mi portano a scovare angoli imperdibili con la loro flora e la loro fauna che stimolano emozioni differenti al cambiare della luce e della stagione.

Chiamatele, se volete, emozioni

Come non sentirsi appagati dalle viuzze che si inerpicano verso la rocca di Campiglia o di Suvereto svelando ad ogni angolo un pezzo di storia medievale?

E come non estasiarsi a vedere i colori che cambiano con le stagioni nei tanti parchi, da quello di Montioni a quello della Sterpaia sul mare?

Inoltre, non è emozionante trovare tre giovani cinghiali che vengono tranquilli ad una fermata dell’autobus in cerca di qualcosa da mangiare?

E dove lo mettete il divertimento a camminare per i borghi in occasioni di sagre in cui tutti sono vestiti come nel medioevo (fingendo di non notare, magari, gli orologi) e offrono prodotti cucinati alla maniera di quei tempi?

E affacciarsi dalle mura di Campiglia Marittima e vedersi sotto la Pieve di San Giovanni e all’orizzonte la distesa del Tirreno fino all’ Isola di Montecristo, come può sembrarvi?

Come si fa, poi, a non andare per una degustazione alle Cantine Petra?

Fenicotteri all’ Oasi WWF di Orti-Bottagone

E di ammirare le schermaglie e i corteggiamenti dei fenicotteri nell’Oasi di Orti-Bottagone sentendosi come parte di un documentario della BBC, come vi sembra?

Potrei continuare fino a diventare tedioso, quindi la soluzione è una sola: venire a toccare con mano di persona!

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