Fenomeno toscano: Peccioli

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Per essere annoverato fra “i Borghi più belli d’Italia” ed avere in casa al tempo stesso una delle più imponenti discariche della Toscana bisogna davvero essere un fenomeno!

Sto parlando di Peccioli, piccolo comune di 5000 abitanti in Valdera fra Pontedera e Volterra, che reinventandosi lo smaltimento dei rifiuti ha dato vita a quello che in Europa è conosciuto come “sistema Peccioli”.

Se la cosa è conosciuta in Europa, non mi risulta sia altrettanto in Italia e nemmeno in Toscana, quindi spendiamoci due parole.

Panoramica del Borgo di Peccioli

Un po’ di storia

Come dicevo all’inizio, il nostro “fenomeno” non è un paesello qualsiasi.

Fa parte di un club di élite, quello dei Borghi più belli d’Italia ed ha pure la bandiera arancione del Touring Club.

Il territorio risulta abitato fino dal neolitico e a seguire vide la presenza di etruschi prima e romani dopo.

Ci fu la dominazione Longobarda e dal basso Medioevo in poi il fenomeno dell’incastellamento coinvolse anche Peccioli, come tutti i borghi italiani.

Sotto la Repubblica di Pisa e per volere di Castruccio Castracani nel XIV secolo il borgo assunse una notevole importanza e le caratteristiche che ancora oggi si vedono.

Durante il periodo mediceo e, successivamente, quello granducale Peccioli mantenne una notevole tranquillità politica fino a divenire sede di cancelleria.

Fine della storia.

Ai giorni nostri

Quando ero ancora un ragazzo, la sezione “cacciatori” della mia famiglia quando non organizzava qualche spedizione in Maremma, andava a passare qualche giorno da un amico contadino a Peccioli, appunto.

Era, come soleva dire mio padre, solo un’occasione per portare a spasso il fucile, ma la campagna era bella, il vino buono e la compagnia piacevole, cosa pretendere di più?

Questo per dire che da sempre questa zona è stata a vocazione rurale, grazie anche all’abbondanza di acqua del fiume Era.

Solo più recentemente si è sviluppato un po’ di agriturismo anche facilitato dalla vicinanza con la superstrada Firenze-Pisa-Livorno.

Un angolo di Peccioli, oggi

Ed ecco il fenomeno: il sistema Peccioli

Ad un certo punto, qualcuno pensò bene di collocare in questa bella campagna una discarica di rifiuti.

Questo era indubbiamente un problema.

È vero che si sta parlando di un’area poco nota e poco frequentata della regione.

Ma non è lontano da un mare che offre luoghi favolosi dell’Alta Maremma come il Golfo di Baratti e tutta la Costa Etrusca.

E sono luoghi frequentati non solo da un turismo balneare ma anche dagli interessati alla scoperta dei grandi vini e delle città d’arte della Toscana.

Si dovette, quindi, trasformare il “problema in opportunità”.

Quando si parla di rifiuti, un po’ per ignoranza e un po’ per diffidenza, è difficile convincere la gente che possono diventare una buona cosa.

Ci riuscì il Sindaco Renzo Macelloni che materializzò “il sogno di realizzare qualcosa che non esisteva, insieme all’ambizione di farlo in modo da essere un riferimento internazionale nell’arte ed architettura del futuro puntando sull’innovazione sostenibile per generare le risorse economiche necessarie dalla gestione di una discarica di rifiuti urbani senza rischi per l’ecosistema del territorio ed il disagio psicologico dei cittadini”.

Come è accaduto questo fenomeno?

Negli anni si è costituita una società fra il Comune, socio di maggioranza, e qualche centinaio di cittadini.

Ed hanno visto ripagare la loro fiducia nell’innovazione con un rendimento del 16% nel 2021.

Lo scopo era quello di gestire in proprio la discarica impiegando tecnologie all’avanguardia compatibili con la tutela dell’ambiente.

Ma detto così è ampiamente riduttivo.

Il progetto ha travalicato i limiti di un trattamento virtuoso dei rifiuti e si è espanso in un ambito meno materiale.

Nelle discariche sono così stati costruiti ben due teatri all’aperto dove si svolgono eventi di tutti i generi.

Il Comune ha anche coinvolto numerosi artisti contemporanei che hanno realizzato opere di alto valore.

Non è questa la sede per elencare tutte le cose straordinarie che sono state ideate e portate a termine a Peccioli nell’ambito di questa fantastica idea.

Le coloratissime facciate ideate da David Tremlett

Vi consiglio vivamente di andare a toccare con mano di persona e vi assicuro che non sarà una giornata gettata via.

Così oltre alla Pieve di San Verano dell’XI secolo, oltre al tabernacolo di Benozzo Gozzoli e oltre a tanti musei, potrete ammirare le modernissime opere permanenti di Alicja Kwade e Patrick Tuttofuoco e aggirarvi attoniti fra le strade con le variopinte facciate volute da David Tremlett.

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