Gossip…rinascimentale

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Forse non pensate che il gossip sia argomento adatto a queste pagine.

Ma oggi vogliamo parlare – o sparlare, se preferite – di due personaggi eccellenti fra i tanti cui ha dato i natali la Toscana e che tutto il mondo ammira e ci invidia.

Ed ora che ho stuzzicato la vostra curiosità, andiamo a vedere di chi si tratta.

Leonardo e Michelangelo

Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti vissero negli stessi anni e furono attivi nello stesso ambiente.

E come gli artisti che calcano lo stesso palcoscenico, ebbero le stesse ubbìe come quelli che litigano per aver il nome scritto più in alto sul cartellone o perché qualcuno si è messo fra loro e il pubblico.

Ma partiamo col dire cosa li accomunasse.

Forse poco, oltre al genio e all’arte con la A maiuscola, solo due cose in fondo.

Una grandissima considerazione di se stessi, che era naturalmente più che giustificata, e un profondo, anche se inconfessato, sentimento reciproco di rispetto e stima.

Gossip a parte, vediamo l’ambiente

Successe quello che succede continuamente anche al giorno d’oggi negli ambienti dove si mette in gioco la propria personalità e il proprio talento.

Che è poi quello che avviene anche in natura quando un giovane maschio alfa cerca di detronizzare il vecchio capobranco.

Intanto, va detto che Michelangelo contava ben ventitre primavere meno di Leonardo.

Particolare della Cappella Sistina affrescata da Michelangelo Buonarroti

Quando le sue qualità iniziarono ad emergere fu accolto sotto l’ala nientemeno che di Lorenzo il Magnifico il quale, da quel grande mecenate che era, intuì subito le sue enormi potenzialità.

Il genio di Leonardo a quel tempo era già conosciuto ed apprezzato universalmente.

E qui iniziamo ad entrare nel gossip.

Per un artista era importante emergere per avere accesso alle corti signorili più potenti.

Inutile fare i romantici: a quel tempo l’arte e la fama erano importanti come ora ma anche le ricche commissioni che ne potevano derivare non lo erano da meno.

Più era potente il signore nelle cui grazie si entrava e più denaro entrava nelle tasche dell’artista grazie a commissioni più grandi e più continuative.

I due personaggi

Ed eccoci al cuore del gossip, per non dire al pettegolezzo: i due artisti non potevano essere più diversi come carattere e come comportamento.

Leonardo era affabile, spiritoso, elegante, estroverso, generoso ed amava vivere e assaporare più possibile il mondo in cui viveva.

In sostanza, si sapeva vendere bene ed era ricercato per la sua compagnia e per il suo ingegno che lo portava ad interessarsi di tutto.

Michelangelo era introverso per non dire scontroso. Amava isolarsi e ce l’aveva col mondo intero.

Non curava molto la sua persona, viveva di conflitti interiori ed era considerato antipatico.

Si dice anche che la gente lo evitasse perché fosse anche un gran tirchio.

L’ Ultima Cena di Leonardo da Vinci

Però starno a dirsi, Giorgio Vasari – non propriamente, quindi, uno che passava di lì per caso – fu affascinato dall’artista maledetto che era in Michelangelo e non dalle buone maniere di Leonardo.

Nel suo ”Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti” definì Buonarroti il migliore artista del Rinascimento.

Invece, definì Leonardo come uno talentuoso e capace, ma che avrebbe fatto meglio a non occuparsi di troppe cose contemporaneamente come usava fare.

Gli scontri fra i due giganti

Leonardo criticava apertamente, perfino in un suo trattato, la pittura michelangiolesca con i suoi eccessi anatomici.

Michelangelo sbeffeggiava Leonardo per la sua poca professionalità nel prendere impegni ben sapendo che poi non li avrebbe potuti onorare.

Quando Michelangelo ebbe finito il David, Leonardo brigò perché la statua venisse collocata in una posizione defilata.

Per fortuna nostra e del Buonarroti, i fiorentini la vollero davanti a Palazzo Vecchio e lì rimase.

Ma si arrivò anche allo scontro diretto.

Nel 1503 il Gonfaloniere della Repubblica di Firenze Piero Soderini, volendo decorare il nuovo Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio affidò a Leonardo una parete su cui rappresentare la Battaglia di Anghiari.

I fiorentini sono sempre stati spiriti arguti, così affidò a Michelangelo la parete di fronte per dipingervi la Battaglia di Cascina.

Dato il feeling che legava i due “colleghi”, non potevano stare nello stesso posto contemporaneamente.

Così, Leonardo si mise a lavorare nel salone utilizzando una tecnica di sua invenzione simile all’encausto.

Michelangelo lavorava invece dalla sua bottega.

E come finì?

Leonardo fallì miseramente, si stancò di dover ammettere gli insuccessi e se ne tornò a Milano e da lì poi andò a Parigi.

Michelangelo non iniziò nemmeno, ebbe una commissione dal Papa e dovette andare a Roma.

Quindi zero a zero e palla al centro.

Il Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze

Per finire il gossip: cosa successe fra i due?

L’allontanamento di entrambi da Firenze fece praticamente azzerare i rumors fra i due sommi artisti.

Sicuramente Firenze era tropo piccola per due personaggi di cotanto calibro.

Si potrebbe concludere dicendo che questa rivalità ebbe il pregio di spingere entrambi a studiare le tecniche dell’altro e stimolò tutt’e due a fare sempre meglio, criticandosi ma anche pungolandosi per superarsi.

Una cosa è certa: in questo match a due i veri vincitori siamo noi che possiamo godere dei capolavori che sia Leonardo che Michelangelo ci hanno lasciato.

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