I cinque comuni della Val d’Orcia

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I cinque comuni della Val d’Orcia, quali sono?.

Riprendiamo, quindi, la nostra – chiamiamola così – “serie dei 5” iniziata con i borghi della Costa Etrusca e poi con quelli della Provincia di Arezzo.

I cinque comuni della Val d’Orcia, quali sono?

Diciamo intanto che la Val d’Orcia è un’ampia area di campagna in Provincia di Siena che circonda a nord e ad est il Monte Amiata.

È attraversata dal fiume Orcia, tributario dell’Ombrone con cui si congiunge giusto sul confine fra le province di Siena e Grosseto.

È nota per i suoi paesaggi sereni caratterizzati da morbide ondulazioni con cipressi, vitigni e ulivi, nonché per i borghi medievali che la costellano e per i prodotti enogastronomici di fama internazionale.

Costituita come Parco Naturale Artistico e Culturale, è nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

Bene…dopo questa sviolinata diciamo che i cinque comuni che coprono questo suggestivo territorio sono, rigorosamente in ordine alfabetico: Castiglion d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia.

Vediamoli brevemente uno ad uno

I cinque comuni della Val d’Orcia, vediamo il primo: Castiglion d’Orcia

Vista dall’alto di Castiglione d’Orcia sovrastato dalla Rocca Aldobrandesca

Nell’alto medioevo si chiamava Petra ed era un possedimento degli Aldobrandeschi.

Nel 1300 apparteneva a Siena e poi fu concessa ai Piccolomini e ai Salimbeni in cambio di ingenti favori economici. Ironia della sorte, questi ultimi usarono proprio Castiglione come base per la loro rivolta contro i senesi.

Era un centro importante per la sua collocazione sulla via Francigena.

Notevolmente interessante il centro storico con chiese e piazzette, ma soprattutto è da vedere la Rocca Aldobrandesca.

Negli immediati dintorni si trova anche un’altra rocca, quella di Rocca d’Orcia, detta Rocca di Tentennano dal nome dell’antica famiglia etrusca – i Tetena – che governavano la contrada.

Una curiosità: è l’unica fortezza in Val d’Orcia a non essere mai stata espugnata con la forza.

Il secondo: Montalcino

Lo skyline di Montalcino

Chi non conosce Montalcino? Non fosse altro che per il suo pregiato vino rosso, il Brunello di Montalcino, ottenuto da sole uve Sangiovese secondo un’invenzione della famiglia Biondi-Santi, brand tuttora esistente, nel 1888.

È un incantevole borgo medievale in cui sembra ancora di muoversi nel 15° secolo.

La rocca è praticamente intatta, e caratteristico è il Palazzo dei Priori con una torre stretta e lunga.

Nella Piazza del Popolo ci sono delle gelaterie che propongono il gelato al gusto di Brunello…non perdetevelo!

Il terzo: Pienza

La Pieve di Corsignano del 12° secolo, subito fuori le mura di Pienza

Anche questo è un nome che tutto il mondo conosce e apprezza come “città ideale” del Rinascimento, voluta dal grande umanista Enea Silvio Piccolomini, poi Papa Pio II.

L’architetto Bernardo Rossellino, con la guida di Leon Battista Alberti, realizzò in pochissimi anni un complesso di bellissime strutture come la Cattedrale, il Palazzo Piccolomini, il Comune ecc. cancellando l’aspetto del povero paesino di un tempo che si chiamava Corsignano.

Notevole la vecchia Pieve di Corsignano ad un paio di chilometri, rimasta essenziale nel suo puro stile romanico del 12° secolo, con torre campanaria circolare e simbologie di origini longobarde.

Oltre alle tante specialità della Val d’Orcia – come, tanto per dirne una, i pici – non dimenticate di assaggiare il formaggio pecorino di Pienza nelle sue tante varianti.

Il quarto: Radicofani

L’antica Rocca sovrasta il paese di Radicofani

Ultimo avamposto sulla via Francigena prima di entrare nel Lazio, la Fortezza di Radicofani, tuttora intatta, dai suoi quasi 800 metri di altitudine è visibile da chilometri in ogni direzione.

E questo ne determinò l’importanza strategica in ogni tempo.

Ospitò Ghino di Tacco – detto il Robin Hood della Val d’Orcia, nella seconda metà del 13° secolo – e successivamente ebbe un ruolo importante nella sorveglianza dei confini fra Granducato e Stato Pontificio.

Visitate la chiesa romanica di San Pietro, quella di Sant’Agata e il Palazzo Pretorio.

Il quinto: San Quirico d’Orcia

La Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta

Tutto San Quirico è un borgo da vedere e lasciarsi trasportare dall’atmosfera che vi regna.

Due sono le cose da non perdere assolutamente: la Collegiata dei Ss. Quirico e Giulitta (…e non Giuditta) e gli “Horti Leonini“, un ampio giardino all’italiana realizzato alla fine del ‘500.

Siamo anche qui sul percorso della via Francigena, e addirittura si fermò fra il 990 e il 994 anche un Arcivescovo di Canterbury.

Accanto alla Collegiata è ancora visibile l’edificio del vecchio “hospitale”.

San Quirico inoltre era il “meeting-point”, si direbbe oggi, per mercanti umbri e marchigiani che formavano le carovane per raggiungere poi Siena e Firenze.

Il nostro consiglio è sempre il solito: non fate le cose di corsa, prendetevi il vostro tempo per vedere tutto e assaggiare tutto con la dovuta calma.

Le strade hanno parecchie curve e ad ogni curva vi si apre davanti uno scenario nuovo, quindi non correte, godeteveli tutti!

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