I giardini che ispirarono Versailles

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I giardini che ispirarono Versailles sono a Firenze, e sono i Giardini di Boboli.

Volete conoscerne la storia? Ve la raccontiamo, seguiteci!

I giardini che ispirarono Versailles, come nacquero?

Correva l’anno 1418 allorché il signor Luca Pitti acquistò alcuni terreni oltrarno.

Voleva costruirsi una magione degna del suo rango in una zona nuova della città, lontano dai miasmi e dalla confusione del centro.

La costruzione di quello che sarà Palazzo Pitti iniziò solo quaranta anni più tardi ed i Medici, che erano soliti apprezzare le cose belle, ne divennero presto proprietari.

Inizialmente Niccolò Tribolo si occupò della realizzazione del giardino.

I Medici avevano già avuto modo di apprezzare le sue capacità nella realizzazione di altre due loro ville, quella di Castello e quella della Petraia.

Niccolò, però, morì presto e la famiglia incaricò Bartolomeo Ammannati di terminare i lavori.

I Giardini di Boboli

Si estendono fra il Forte di Belvedere e Palazzo Pitti e rappresentano forse il più rilevante esempio di giardino all’italiana del 16° secolo.

Gli architetti hanno sviluppato viali, siepi e terrazze arricchite da statue e fontane, tanto che non è sbagliato definire Boboli un museo a cielo aperto.

L’Anfiteatro

Iniziamo con l’Anfiteatro, dominato da un prezioso obelisco egizio e da una vasca in granito di epoca romana.

Si possono ammirare anche la pittoresca “Fontana delle Scimmie” e la “Fontana del Nettuno“, che i fiorentini con la loro ben nota arguzia hanno ribattezzato la “Fontana della Forchetta“.

La Kaffeehaus con dietro in alto il Forte di Belvedere

Tanti sono gli ambienti particolari come il padiglione rococò, chiamato Kaffeehaus, da cui, con alle spalle l’imponente Forte di Belvedere, si domina una vista stupenda su tutta Firenze.

Ma la cosa forse più preziosa – e, volendo, un po’ bizzarra – è la Grotta del Buontalenti che fu iniziata dal Vasari.

Un angolo della Grotta del Buontalenti

Contiene elementi altamente decorativi come stalattiti, spugne e statue con allegorie legate all’alchimia.

È composta da tre stanze con affreschi, decori, giochi d’acqua e una pregevole “Venere che esce dal bagno” del Giambologna.

…e tanto altro ancora

Quello che vi abbiamo indicato rappresenta solo una minima parte di un’affascinante e complessa opera rinascimentale e tante altre cose attrarranno sicuramente la vostra attenzione.

Tanto per citarne alcune, ci sono numerose piante odorose e rare, siepi di bosso curatissime, grotte e sculture come quella del cosiddetto Bacchino.

E qui c’è una curiosità: lì vicino sbocca il Corridoio del Vasari che parte dagli Uffizi, e passa sopra al Ponte Vecchio.

Questa opera ebbe un ruolo determinante durante l’ultima guerra per collegare in tutto segreto le due parti di Firenze sulle opposte sponde dell’Arno.

Vale dunque la pena di programmare una visita ben articolata a Boboli, meglio se potrete dedicargli più di una frettolosa giornata.

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