I Medici furono una potente famiglia nobile toscana che ha generato numerosi personaggi che sono stati protagonisti della storia italiana.
Questi furono spesso anche dei grandi mecenati e uomini di straordinaria cultura e non solo politici di rango ed economisti di altissimo livello.
Hanno patrocinato figure artistiche straordinarie in ogni campo, basti pensare a Michelangelo, Marsilio Ficino o Pico della Mirandola, tanta per dirne alcuni.
E ci hanno lasciato ville e giardini favolosi che sono delle vere opere d’arte.
Chi erano i Medici
Risultano originari del Mugello fino dal XII secolo ed erano di umili origini.
Si occupavano principalmente di tessitura e di agricoltura nonché della mercatura dei relativi prodotti.
Inizialmente l’attività bancaria era sporadica finché, alla fine del XIV secolo, Giovanni di Bicci de’ Medici non fece una grande fortuna proprio con il banco che aveva fondato a Firenze.
Ufficialmente l’inizio del potere dei Medici si fa risalire al 1434 con la Signoria di Cosimo il Vecchio.
E durerà praticamente ininterrotto per tre secoli fino al 1737, anno della morte senza eredi del Granduca Gian Gastone de’ Medici.
Furono banchieri di papi e regnanti di tutta Europa e questo indubbiamente portò loro un grandissimo potere.
Personaggi come Lorenzo il Magnifico, Caterina o Anna Maria Luisa hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della Umanità tutta e non solo della Toscana.
Ma questa non è una lezione di storia e vi vogliamo parlare di cosa ancora ci parla della Famiglia de’ Medici: le loro ville sparse per tutta la Toscana.

Le ville dei Medici
Sono delle strutture rurali costruite o ristrutturate dalla famiglia Medici fra il XV e il XVII secolo.
Avevano diverse funzioni.
In parte erano una sorta di regge estive per la famiglia e in parte rappresentavano il centro economico e agricolo delle località in cui sorgevano.
Le prime ville che i Medici costruirono furono quelle nel Mugello, loro terra di origine.
Sono quelle del Trebbio e di Cafaggiolo ed hanno un severo aspetto fortificato tipico del Trecento in quanto, almeno in origine, servivano solo al controllo dei fondi agricoli di zona.
Un cambiamento
Quando Cosimo il Vecchio fece edificare le ville di Careggi e di Fiesole, si cominciò a vedere qualcosa di diverso.
Avevano forme austere, ma erano presenti anche aree di svago come cortili, logge e giardini.
Lorenzo il Magnifico amava molto la Villa di Careggi e vi trascorreva molto tempo riunendo attorno a sé artisti ed intellettuali nelle sue istituzioni culturali come l’Accademia Neoplatonica ed il Cenacolo di Marsilio Ficino.
Successivamente queste dimore divennero pensate sempre più per il soggiorno che per scopi di sicurezza o economici.

Nel periodo granducale, inoltre, si cominciò a costruirle anche fuori Firenze ed addirittura sparse per tutta la Toscana.
Le ville arrivarono a costituire un mondo attorno al quale si muoveva la corte dei Medici.
Rappresentavano il massimo livello dell’architettura, sia rinascimentale che barocca, raggiunto in Toscana e per questo sono molto diverse da case rurali toscane di altre potenti famiglie.
A queste si aggiunsero numerose fattorie e tantissimi casini di caccia in tutta la regione.
Si arrivò a poter dire che ogni membro della famiglia Medici aveva una propria villa di suo gradimento che, con la relativa tenuta, fungeva da luogo di piacere, di riposo o di rappresentanza.
L’ultimo dei Medici che si dedicò alle ville fu Ferdinando I.
Acquistò le ville di Montevettolini e di Artimino e ampliò quelle dell’Ambrogiana, della Petraia e di Castello.
Era solito spostarsi a Pratolino, al Trebbio o a Cafaggiolo per la caccia.
In primavera preferiva risiedere all’Ambrogiana e stava ad Artimino, in collina, nei mesi caldi di luglio e agosto.
I giardini
Cosimo I fece realizzare un primo giardino alla villa di Castello.
Gli architetti considerano questo un po’ il prototipo del cosiddetto “giardino all’italiana” che fu poi sviluppato ulteriormente nel Giardino di Boboli.
Un’osservazione a parte va fatta per la Villa di Pratolino.
Per questa, la più importante di quelle che i Medici avevano edificato sulle colline fiorentine, inizialmente fecero realizzare un giardino simile.
Purtroppo, la villa fu trascurata e poi abbandonata del tutto per grossi problemi di stabilità dovuti a delle grotte sotterranee su cui sorgeva.
I Lorena decisero di demolirla e all’inizio dell’Ottocento anche il parco fu ristrutturato secondo i canoni di quello che si definisce un “giardino all’inglese”.
Oggi il Parco Mediceo di Pratolino presso Vaglia, vicino a Firenze, è uno dei più belli e vasti di tutta la Toscana.

In conclusione
Fra palazzi, ville, fattorie, casini di caccia, giardini e parchi i Medici ci hanno lasciato circa una cinquantina di strutture distribuite in tutta la Toscana.
Tutte stupende, al punto che nel 2013 l’UNESCO ha incluso nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dodici di queste ville e i due giardini di Boboli e di Pratolino.
Le ville sono, in ordine alfabetico, quelle di Artimino, Cafaggiolo, Careggi, Castello, Cerreto Guidi, Fiesole, La Magia, La Petraia, Poggio a Caiano, Poggio Imperiale, Seravezza e del Trebbio.
Di queste ville, alcune sono dei musei come la Petraia, Poggio a Caiano e Cerreto Guidi mentre altre ospitano delle prestigiose istituzioni come quella di Castello che è sede dell’Accademia della Crusca.
Altre ancora sono andate in mano a privati che le gestiscono a fini personali o come cornici di eventi.
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