I retoni a Bocca d’Arno, un salto nel tempo

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Un salto nel tempo: i “retoni” a Bocca d’Arno, un luogo dove il tempo si è fermato, dove le ore scorrono silenziose, un luogo sospeso tra il mare e la Alpi Apuane.

Questo luogo, altrettanto sorprendente quanto insospettabile,  è la foce del fiume Arno, al margine Sud del Parco di San Rossore, a pochi chilometri da Pisa.

Vuoi immergerti in questa atmosfera?

Niente di meglio che passare una giornata su uno dei numerosi “retoni” costruiti a Bocca d’Arno.

I “retoni” a Bocca d’Arno: perché sono detti anche “bilance”?

ll nome corretto di queste capanne di pescatori su palafitte, è “bilancia” o “bilancino” per il particolare meccanismo di immersione della rete che somiglia, per l’appunto, ad una vecchia bilancia; la pesca avviene immergendo la rete sul fondo per alcuni minuti per poi tirarla su e recuperare il pescato.

Bocca d’Arno e i “retoni” o “bilance”

Queste capanne si svilupparono molto nel dopoguerra. In quel periodo la pesca fu una fonte di mantenimento importante nella fascia costiera della provincia di Pisa.

I “retoni” a Bocca d’Arno: cosa sono?

È proprio in quegli anni che fu inventato il “Bilancino a Crociera”, usato ancora oggi, che permette di utilizzare reti quadrate fino a 22 metri di lato, da qui il soprannome di “retoni”.

Sono costruite lungo le rive del fiume e alcune addirittura su scogli affioranti nel punto in cui l’acqua dolce dell’Arno incontra l’acqua salata del mare.

Struttura di una “bilancia”

Un’esperienza da fare

Alcuni pescatori offrono la possibilità di assistere di persona alla pesca e passare una giornata in queste capanne, sospesi sull’acqua, con la vista delle bianche Alpi Apuane sullo sfondo.

Il panorama è mozzafiato.

In un unico colpo d’occhio puoi abbracciare il mare, il fiume, la magnifica spiaggia del Gombo, la pineta secolare e le montagne.

Semplicemente unico.

È molto suggestivo assistere al tramonto da una di queste capanne e rimanere per la pesca notturna per un’esperienza veramente emozionante.

L’ Arno

L’Arno nasce sul Monte Falterona, sull’Appennino Tosco Emiliano ed è il principale corso d’acqua della Toscana.

Dopo aver percorso 241 km e attraversato Firenze e Pisa, l’Arno sfocia nel Mar Ligure (o nel Mar Tirreno, come qualcuno erroneamente ipotizza), pochi chilometri dopo aver lasciato Pisa.

Nonostante attraversi 4 province, due città importanti e un territorio densamente popolato e industrializzato, le opere degli ultimi 20 anni lo hanno reso nuovamente un habitat prediletto per numerose specie di pesci e altri animali che vivono lungo le sponde.

In particolare la zona di Bocca d’Arno, inserita nel Parco di San Rossore, è stata oggetto di numerose bonifiche che le hanno restituito la sua identità naturale.

Una “bilancia” in un quadro di Luigi Gioli

Un luogo da visitare assolutamente e restare in ammirazione davanti a questa fusione naturale degli elementi.

Scenari molte volte immortalati nei quadri dei Macchiaioli e ancora oggi ritroviamo un’atmosfera autentica ed emozionante.

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