I tartufi e la loro ricerca

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I tartufi sono un dono prezioso – e gustoso – che Madre Natura ci fa.

Se siete estimatori di questi frutti della terra, almeno una volta nella vita avrete desiderato di andarveli a cercare.

Vi solletica l’emozione della ricerca?

Vi stimola l’idea dell’aria frizzante dell’alba nel bosco accompagnati solo da un cane scodinzolante e felice di essere in libertà assieme al suo padrone?

Oppure vi spinge unicamente il desiderio di appagare le vostre voglie senza spendere delle cifre esose?

Può non essere così semplice…vediamo un po’.

Prima di tutto: cosa sono i tartufi?

Sono corpi fruttiferi di funghi ipogei, ovvero sotterranei, e si trovano normalmente fra i 10 e i 35 cm di profondità.

Appartengono al genere “tuber” ed emanano un tipico profumo penetrante e persistente che si sviluppa solo a maturazione avvenuta.

Questo ha lo scopo di attirare gli animali selvatici, nonostante la copertura di terra, per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.

Crescono in simbiosi con alberi come il pioppo, il tiglio, il salice e la quercia fra le cui radici si sviluppano.

Il terreno non deve essere asciutto, deve avere un’acidità di un determinato livello e meglio se è argilloso-calcareo con presenza di silice.

Detto questo, vediamo come ci si deve comportare quando andiamo a cercare tartufi.

In cerca di tartufi: cosa si deve fare

La raccolta è regolamentata da normative a carattere regionale, quindi occorre informarsi su quelle della Regione in cui ci intendiamo muovere.

Genericamente parlando, ci sono zone riservate nonché periodi ed orari ben definiti e, per esempio, non si può andare di notte.

Ma, prima di tutto, occorre avere il patentino di tartufaio.

Questo tesserino ha una durata quinquennale con tassa annuale e viene rilasciato solo a coloro che hanno almeno 14 anni e che hanno superato un apposito esame.

Non potremo raccogliere più di 2 kg di tartufi al giorno, a meno che la raccolta non avvenga su un terreno di nostra proprietà.

Inoltre, la ricerca senza il cane è vietata.

Quindi, oltre al patentino, ci dobbiamo procurare un cane addestrato…e, credetemi, sarà più bravo lui di noi col fiuto che si ritrova!

Cosa non si deve fare

Se, grazie al nostro “socio” animale, troviamo tuberi non maturi o avariati non li dobbiamo prendere per poi buttarli.

Vanno lasciati dove sono e contribuiranno con le loro spore a far nascere nuovi tartufi per le stagioni successive.

Non si devono lasciare buche aperte: vanno accuratamente riempite con la stessa terra rimossa perché altrimenti si rischia di danneggiare, anche irrimediabilmente, la tartufaia.

Non dovete aspettarvi di trovare alla prima uscita un tartufo da primato, sarà più facile che vi occorrano diverse camminate nei boschi prima di tornare a casa con qualche tubero apprezzabile.

Tenete presente che l’attività del tartufaio è tutta da vivere in un ambiente fatto di natura bellissima e di gusto sopraffino.

Il maiale

Una nota…storica.

Un tempo si utilizzava anche il maiale per la ricerca dei tartufi.

Ora questo è proibito e comunque dava diverse difficoltà.

Prima di tutto il maiale è un animale meno gestibile del cane per andare a giro per i boschi.

Poi è un ottimo scavatore, riesce ad andare molto più in profondità ma così facendo può danneggiare l’ambiente.

Infine, è più ingordo ed una volta che ha raggiunto il tubero, se lo mangia e non è semplice toglierglielo di bocca.

E, per finire, il bosco

Il bosco ha un fascino innegabile ed è un vero patrimonio naturale, quindi occorre conoscerlo, apprezzarlo e rispettarlo.

Pericoli ce ne sono, indubbiamente, per noi e per il nostro collaboratore a quattro zampe.

Ci si può perdere, ci si può trovare ad affrontare animali piccoli e grandi che possono nuocerci, possiamo cadere e farci male.

Occorre stare attenti anche a cosa può mettere in bocca il cane, anche perché se noi siamo rispettosi dell’ambiente non è detto che chi ci ha preceduto lo sia stato.

Quindi attenzione ad oggetti taglienti, avanzi di cibo oramai avariati e amenità del genere.

Non sempre nei boschi abbiamo segnale, quindi sarà bene informare a casa che percorso intendiamo fare, almeno approssimativamente, in modo da poter essere raggiunti da eventuali soccorsi.

Curiamo di avere il vestiario adeguato ed un kit di primo soccorso.

Visti i pericoli del bosco, si capisce che si può essere tartufai principianti ma non si deve essere tartufai improvvisati.

Il rispetto delle norme di sicurezza, dell’ambiente e dei nostri fedeli collaboratori, i cani, deve essere una base di partenza imprescindibile.

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