I Templari in Toscana

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Normalmente l’argomento “Templari” suscita sempre un discreto interesse per il fascino di mistero che circonda da sempre questo antico ordine monastico-cavalleresco.

Ad esso sono sempre state attribuite sia le più grandi avventure che le più atroci nefandezze.

Nell’immaginario collettivo per lo più i Templari sono ritenuti un po’ come la CIA o il Mossad dei giorni nostri riguardo ad intrighi, potere e segretezza.

Perfino un certo tipo di filmografia hollywoodiana ha attinto ampiamente al mito di questo Ordine.

Ma vediamo alcune cose che possano chiarire un po’ meglio questo giudizio.

Il Castello della Magione a Poggibonsi è certamente una mansio dei Templari
Il Castello della Magione a Poggibonsi è certamente una mansio dei Templari

Come e perché nascono i Templari

Premettiamo che l’argomento non può che essere sostanzialmente nebuloso.

Troppe sono le storie inventate, i falsi miti e la mancanza di documenti certi per avere un pur minimo senso di autenticità.

Nacquero nel contesto della prima crociata, alla fine della quale la maggior parte dei combattenti tornò alle proprie case, mentre i pellegrini che volevano raggiungere Gerusalemme erano sempre più numerosi.

Si sa che all’inizio erano solo in undici e qualcuno dice addirittura in nove, anche se in breve raggiunsero i numeri di un piccolo esercito.

Si costituirono nel 1118 (o 1120) su incoraggiamento di San Bernardo da Chiaravalle e con l’approvazione del Re di Gerusalemme Baldovino II.

I loro erano principalmente compiti di pubblica sicurezza per pellegrini e religiosi che si muovevano sulle vie insicure della Palestina e quindi dovevano essere anche abili nell’uso delle armi.

Ma, e qui troviamo il primo equivoco, non erano dei veri monaci, o almeno non tutti.

Si dividevano in tre categorie: cavalieri, fratelli servi (o sergenti) e cappellani che erano gli unici ad essere anche dei sacerdoti.

Vero è che avevano delle regole assai rigide.

Anche i cavalieri, pur essendo laici, erano vincolati ai voti di castità, obbedienza e povertà.

Inoltre, erano tenuti a osservare frequenti celebrazioni religiose e digiuni, a fare elemosine, a consumare i pasti in silenzio ascoltando una lettura biblica, a portare capelli corti, barba e baffi.

Questo è chiaramente un simbolo dei Templari, ma non ci dice con certezza se ci fosse una loro sede
Questo è chiaramente un simbolo dei Templari, ma non ci dice con certezza se ci fosse una loro sede

I tesori dei Templari

Detto questo, non sembrerebbe una vita che potesse portare ad arricchirsi.

Com’è, quindi, che i Templari divennero anche una potenza economica?

Da che mondo è mondo mantenere in funzione un esercito costa e non poco.

Siccome santi, religiosi e monasteri sono prodighi di benedizioni ma non di vil pecunia, i Templari dovettero organizzarsi per affrontare gli enormi costi della loro attività.

E lo fecero in svariati modi, oltre a trovarsi degli sponsor e sollecitare donazioni.

Per far fronte a queste spese ogni attività produttiva o finanziaria era utile.

Così, in Europa si trasformarono in imprenditori agricoli o allevatori di bestiame, mercanti e banchieri.

Sfruttarono tutte le risorse possibili, purché economicamente redditizie, di qualsiasi genere.

Un posto di rilievo lo ebbe il commercio del sale, importante, oltre che per la conservazione dei cibi, anche per le sue proprietà astringenti utili nella concia delle pelli.

Per questo arrivarono a sfruttare le paludi costiere, trasformate facilmente in saline.

I Templari arrivarono a gestire anche l’estrazione di minerali, preziosi e non, oltre al trasporto fra Europa e Medio Oriente di oro e denaro.

A questo punto iniziamo a intravedere il perché della loro fine e come si inserirono in Toscana.

L’Hospitalis templare a Rocchette di Fazio

La loro fine

Diciamo subito che l’Ordine del Tempio non fu mai condannato, ma venne disciolto con bolla papale del 22 marzo 1312 e tutti i suoi beni furono passati all’Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni.

Certo ha lasciato nella storia un’orma indelebile il fatto che in Francia furono inquisiti per colpe inesistenti se non addirittura improponibili, imprigionati e arsi vivi.

Ma questo è un capitolo che va letto con il giusto ordine di idee.

Re Filippo IV, quello detto “il bello”, aveva contratto enormi debiti con i Templari e non potendo, o volendo, onorarli pensò bene di cancellare l’Ordine dalla faccia della Terra.

Voleva così prendere i classici due piccioni con la stessa fava: non saldare i debiti e impadronirsi dei capitali dei creditori.

E in effetti la legge canonica questo sanciva in caso di comprovata eresia.

In Italia, e in Toscana in particolare, ci furono dei processi, ma sembra che non siano arrivati mai a conclusioni tragiche.

Allo scioglimento dell’Ordine, i religiosi confluirono per lo più negli Agostiniani, anche grazie al grande bagaglio di conoscenze che vantavano per cui si riconobbero meglio in questo Ordine.

Perché molti Templari si dispersero per la Toscana

Non dimentichiamo che anche molte comunità eremitiche della Tuscia furono invitate a confluire negli Agostiniani.

E, guarda caso, tantissimi cavalieri laici che vollero mantenere la loro esistenza sulla linea della regola dei Templari si dispersero in solitudine fra il Chianti e la Maremma.

Un po’ perché la vastità e la natura dei luoghi permetteva loro di defilarsi senza sentirsi porre domande che potevano diventare scomode.

E un po’ perché la loro opera di assistenza ai pellegrini si era svolta ampiamente lungo la via Francigena.

Occorre ricordare che questa assistenza era stata ampliata fino ad erigere diversi “hospitalis”, “mansio” e “domus” lungo questa direttrice.

Altre zone, come quelle ai piedi dell’Amiata, avevano visto attività produttive avviate dai Templari.

Era, dunque, naturale che questi ultimi vi si sentissero un po’ come a casa loro.

I principali simboli templari
I principali simboli templari

Cosa ci resta dell’Ordine del Tempio in Toscana oggi

Non c’è dubbio che esiste un po’ di confusione sull’argomento.

Intanto, quello del Tempio non fu l’unico ordine con regole e scopi simili a sorgere durante il periodo delle crociate.

Basti ricordare i Cavalieri del Tau, quelli Teutonici, quelli di San Lazzaro, quelli del Santo Sepolcro o i già citati Ospedalieri di San Giovanni.

Senza dire che molte simbologie si assomigliavano, a partire dalla stessa croce che, all’occorrenza, poteva essere vista come una spada.

Lungo la via Francigena e in Maremma molti sono i segni o i simboli che a ben saper guardare spuntano in diverse costruzioni.

La simbologia identificativa Templare è abbastanza varia, ma i due simboli più certi nel loro significato sono la croce patente e i due cavalieri sullo stesso cavallo.

La prima, rossa, era riportata sul vessillo, sullo scudo e sulla spalla sinistra della veste, mentre il secondo era impresso sul sigillo ufficiale.

Ma, per come andarono i fatti che vi abbiamo descritto poco fa, non è detto che se troviamo una croce patente su un antico muro si possa dire che lì c’era una sede Templare.

Anche il mio meccanico ha una sticker col cavallino rampante sulla porta, ma nessuna Ferrari è mai entrata nella sua officina!

Dove andare

La Pieve di Santa Maria ad Lamulas presenta tantissimi simboli templari
La Pieve di Santa Maria ad Lamulas

Se ci muoviamo alle falde del Monte Amiata, troviamo tracce certe sia ad Arcidosso che alla vicina Pieve di Lamula.

E più ancora se ne trovano andando in giro per l’antico borgo di Rocchette di Fazio.

A Magliano, nella Maremma Grossetana, i resti dell’Abbazia di San Bruzio sembra risalgano ad una domus Templare.

A San Gimignano, per esempio, molti sono i simboli ma spesso sono mischiati con quelli degli Ospedalieri e questo non ci fa sapere con certezza se c’era una mansio Templare oppure no.

Ma per vedere una mansio templare certa, occorre andare a Poggibonsi, dove il Castello della Magione del XII secolo è fra le strutture del genere più intatte in Europa.

E allora, perché non fate dei tour fra Chianti e Maremma a caccia di simbologie Templari?

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