Il Lago degli Idoli

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Il Lago degli Idoli si trova in Casentino ed è un importantissimo sito archeologico non conosciuto da molti.

È situato nei pressi delle sorgenti dell’Arno, sul Monte Falterona a 1380 m.s.l.m. ed era un luogo di culto e di pellegrinaggio per gli antichi Etruschi.

Perché si chiama il Lago degli Idoli

Per la verità fino a circa un paio di secoli fa si chiamava Lago di Ciliegeta dal nome della località dove si trova.

Ma accadde che in una calda giornata del 1838 una pastorella che aveva portato il suo gregge a pascolare nei pressi, decise di rinfrescarsi.

Immerse i suoi piedi nel lago e sentì una sporgenza spigolosa sul fondo melmoso.

La curiosità – si dice – è femmina e quindi tanto fece che estrasse dal limo l’oggetto che le aveva punto il piede e lo ripulì nell’acqua del laghetto.

Grande fu il suo stupore quando vide che si trattava di una statuetta luccicante.

Forse pensando che fosse un’immagine della Madonna perduta da un viandante religioso o forse perché l’unica persona erudita di sua conoscenza era il parroco, la portò a lui.

E questi non tardò a convincersi che si trattasse di una statuina etrusca in bronzo di pregevole fattura.

Quattro delle tante statuette rinvenute nel Lago degli Idoli

Cosa accadde

A questo punto avvenne quello che sarebbe avvento da lì a qualche decennio nel Klondike quando fu trovata la prima pepita d’oro.

Si costituì un’associazione di archeologi dilettanti che rastrellò sistematicamente il fondo del laghetto.

Anzi per non rischiare di lasciare qualcosa arrivarono addirittura a prosciugare il piccolo specchio d’acqua.

Va detto che i reperti furono tantissimi e per la maggior parte di valore.

Si recuperarono 650 statuette di bronzo raffiguranti figure umane, oltre a immagini di parti del corpo e di animali, fibule, armi, frammenti di bronzo e di ceramica e tanto altro.

Per la verità offrirono tutto al Granduca Leopoldo II ma questi, che aveva appena sborsato una fortuna per i materiali archeologici egiziani che oggi vediamo al Museo Archeologico di Firenze, rifiutò autorizzando de facto la vendita degli oggetti a privati.

Così i pezzi migliori oggi sono a giro per il mondo fra Londra, Baltimora, Parigi e San Pietroburgo.

Come potete immaginare, negli anni successivi molti dilettanti – specialmente in tempi più recenti quelli dotati di metal detector – hanno continuato le loro ricerche.

Solo nel 2003 la Comunità Montana del Casentino promosse un’attività sistematica multidisciplinare che ripristinò la zona per valorizzarne sia il contenuto archeologico che quello naturalistico.

E trovarono molti altri pregevoli resti.

Cosa era il Lago degli Idoli

A questo punto gli archeologi hanno potuto costruire delle ipotesi abbastanza concrete.

Si può supporre che il sito sia stato frequentato fra il VI e il III sec. a.C.

Gli Etruschi consideravano sacro il Monte Falterona e questa zona era un passaggio obbligato nei loro spostamenti da Nord a Sud e viceversa.

L’acqua è un elemento essenziale per la vita e il fiume che dal Falterona portava al mare aveva un significato importante per la popolazione pastorale che viveva in montagna d’estate e si spostava al mare in inverno.

Da particolari reperti – immagini di arti come ex-voto e resti di armi – sembra lecito supporre che la sacralità del luogo suggerisse ai soldati di cercare qui la guarigione a qualche ferita più problematica.

Il lago assomigliava ad un tempio le cui pareti erano gli alberi e molti attraversavano queste foreste, allora frequentate da animali pericolosi e da predoni non da meno.

Il Lago degli Idoli immerso nella Foresta Casentinese

C’erano dei riti che i sacerdoti celebravano regolarmente e si chiedevano favori agli Dei o si ringraziavano per quelli ricevuti.

Insomma, il Lago degli Idoli era uno dei più importanti santuari del mondo etrusco.

Il Lago degli Idoli oggi

Ci si arriva seguendo dei sentieri ben segnalati e all’arrivo ci aspetta un angolo del Casentino davvero sereno e affascinante.

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