Il mondo sotterraneo di Pistoia

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C’è un mondo sotterraneo a Pistoia.
Volete scoprire cosa può esserci di nascosto sotto una città antica?

Spesso pensiamo di conoscere una città, soprattutto se ci viviamo da qualche anno.

Invece scopriamo all’improvviso che ignoriamo delle cose pure interessanti.

Magari, può essere che questo avvenga perché non le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

Vi accompagneremo in un tour un po’ fuori del normale che sarà anche in un certo senso un viaggio nel tempo.

Un mondo sotterraneo, cosa si nasconde sotto Pistoia?

Diciamo subito che si tratta di un percorso di soli 650 metri per il quale, però, è obbligatorio essere guidati.

È un vero e proprio sito archeologico e rappresenta il circuito ipogeo più lungo della Toscana.

Si parte dal vecchio Ospedale del Ceppo.

Prima curiosità: si chiama così perché fu fondato nella seconda metà del ‘200 sul luogo in cui fu trovato un ceppo morto di un vecchio albero miracolosamente fiorito in pieno inverno.

Ha subìto molteplici rimaneggiamenti ed ora presenta un loggiato con sopra un lungo fregio in terracotta policroma invetriata opera di Benedetto e Santi Buglioni, antagonisti nel ‘500 di Giovanni della Robbia a cui sono invece attribuiti i medaglioni fra gli archi.

Altra curiosità: prima di imbucarsi sottoterra, si visita l’anfiteatro anatomico più piccolo al mondo, dove non più di una decina di studenti potevano assistere alle lezioni di anatomia e chirurgia.

Accanto troverete una sala con l’esposizione di ferri chirurgici del 18° e 19° secolo perfettamente conservati.

Giro turistico nel mondo sotterraneo

Cocci vari “buttati” nel letto del torrente Brana

Ed ora superiamo un piccolo brivido ed iniziamo il percorso nel sottosuolo di Pistoia.

Si camminerà lungo il letto del torrente Brana, che ai tempi era l’immondezzaio dell’ospedale.

La guida vi farà vedere i “butti” da cui rifiuti vari, frantumi di ceramiche per alimentazione e di contenitori per medicamenti venivano “buttati” nel torrente.

Ed era la stessa acqua in cui poco più oltre le massaie lavavano i panni…e poi si stupivano se ogni poco si scatenava un’epidemia!

Continuando il nostro avanzare da minatori, ci troviamo davanti alla ruota cinquecentesca usata in un mulino di origine medievale.

Ma non è solo questo ciò che troviamo in quei pochi metri di cunicoli.

Sotto le volte a mattoncini troviamo un antico frantoio acquistato dall’ospedale per ricavare l’olio che serviva per la farmacia e in parte anche per venderlo e ricavare somme utili al mantenimento della struttura.

Vi stupirete di vedere anche i resti di un convento, dei lavatoi medievali, di una torre, di una porta e di un ponte, tutto rigorosamente sottoterra.

Arrivando infine sotto Piazza San Lorenzo, potrete dire come Padre Dante “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

La ruota cinquecentesca dell’antico mulino medievale

Per finire

Apprezzerete ancor di più il percorso che avete appena fatto se penserete ai tanti pellegrini che venivano a Pistoia per vedere la reliquia di San Jacopo che lega la città toscana a Santiago di Compostela in Galizia.

Arrivavano sfiniti e, spesso, malati e l’ospedale rappresentava per loro la benedizione del santo.

Pistoia è una bella città, ricca di storia e di arte, e anche se è stata Capitale Italiana della Cultura nel 2017, purtroppo è sempre stata un po’ snobbata dai soliti circuiti turistici, stretta com’è fra Firenze e Pisa.

Motivo in più, quindi, per dedicarle una visita che non sia tanto di sfuggita e che includa anche l’ambiente sotterraneo di cui vi abbiamo parlato e che è veramente unico.

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