Il Monte Amiata

Condividi ora!

ll Monte Amiata domina la Toscana del sud con la sua forma conica di antico vulcano. Il toponimo proviene dal latino ad meata che significa alle sorgenti con riferimento alle sorgenti dei fiumi Flora, Vivo, Albegna e Paglia.

Altre teorie però attribuiscono il nome all’etrusco mons tuniato, riferito a Tinia, la divinità più importante del mondo etrusco, il Giove romano.

Cenni di storia

Il Monte Amiata è stato protagonista fin dall’antichità della vita della Toscana del sud. Le prime tracce di insediamenti umani risalgono alla preistoria.

I molti borghi di antiche origini testimoniano di una storia fatta di fortificazioni, insediamenti religiosi, risorse naturali come la castagna, il legno di castagno, le sorgenti, le acque termali. Ma l’Amiata è anche una terra legata alla spiritualità: dimora di Tinia, eremi, conventi. Perfino i Cavalieri Templari lasciarono tracce i questo territorio, come all‘Ospedaletto di San Tomé a Rocchetta di Fazio, frazione di Semproniano.

L’ Abbazia di Sant’Antimo

Il Monte Amiata e i suoi borghi

I paesi del Monte Amiata sono uno più bello dell’altro, a voi scegliere il vostro preferito.

Potete ammirare le abbazie longobarde di Abbadia San Salvatore e l’Abbazia di Sant’Antimo a Castelnuovo dell’Abate. Oppure ricercare tutti i castelli medioevali come ad Arcidosso, a Montelaterone e Piancastagnaio, le chiese rinascimentali e barocche di Castel del Piano, le ceramiche e il parco Peschiera a Santa Fiora. La Peschiera di Santa Fiora, oggi parco naturale, era nata come risorsa idrica e ospita numerose specie ittiche.

Ma sul Monte Amiata troviamo anche realizzazioni artistiche moderne come il Giardino di Daniel Spoerri a Seggiano. Spoerri è uno dei più celebri esponenti del Nouveau Réalisme degli anni Sessanta e ha creato questo suggestivo parco-museo nei primi Anni Novanta. Il parco ospita circa un centinaio di opere di quasi 40 artisti. Le sculture nascoste tra il verde dei boschi e degli uliveti, propongono un’esperienza singolare, che ricorda le atmosfere del Parco dei Mostri di Bomarzo.

La Peschiera a Santa Fiora

5 buoni motivi per andare sul Monte Amiata

1. In inverno potete andare a sciare sul Monte Amiata: 10 Km di Piste da Sci Alpino, 8 Impianti di risalita, 12 piste con impianto di innevamento programmato, piste da Sci Nordico, sentieri per ciaspolate e tracciati per sci escursionistico. Non manca niente!

2. Nelle altre stagioni potete seguire percorsi naturalistici come la visita della Riserva di Bosco Rocconi, nel comune di Roccalbegna. Con la bella stagione vi invito ad attraversare a nuoto le “Strette”, una gola scavata dalle piene nel corso di migliaia di anni che presenta pareti verticali tanto vicine da poterle toccare con la sola apertura delle braccia.

La Balena Bianca a Bagni San Filippo

3. Non potete mancare le terme libere di Bagni San Filippo! Seguite il percorso nel bosco fino alla cascata della Balena Bianca e farete il bagno in un torrente che sgorga a 48 gradi alla fonte.

4. In autunno non perdetevi il periodo delle castagne, prodotto di punta del Monte Amiata che ha ricevuto anche la certificazione IGP!

5. E ovviamente se andate sul Monte Amiata dovete visitare i suoi borghi, non ve ne pentirete! I principali sono 8: Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel’Azzara, Castel del Piano, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Santa Fiora e Seggiano. Oltre a questi ci sono le numerose frazioni, spesso nate da antiche fortificazioni o insediamenti religiosi.

Panorama di Seggiano

E allora, scarpe comode e partiamo!

Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com

Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *