Il Nobile di Montepulciano

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Il Nobile di cui vi voglio parlare non è un conte o un duca di Montepulciano.

Lo avete capito tutti, vero?

Vi voglio parlare di un vino speciale: il Vino Nobile di Montepulciano.

La storia del Nobile di Montepulciano

Come tutte le persone di alto lignaggio, anche il Vino Nobile di Montepulciano vanta una storia di famiglia che risale molto indietro nel tempo.

Era il 789 allorché il chierico Arniperto offrì alla chiesa di San Silvestro a Lanciniano sul Monte Amiata un campo con vigne che si trovava nei pressi del “Castello di Policiano”.

Addirittura, nel 1350 si stabilirono regole per la commercializzazione di un vino prodotto nel territorio di Montepulciano…quasi un disciplinare ante litteram, quindi.

E la galleria degli antenati non finisce certo qui!

Nel 1685 il poeta Francesco Redi elogia le grandi qualità di questo vino nella sua opera “Bacco in Toscana”.

Ma occorre arrivare al 1787 per vedere su un documento l’appellativo “Vino Nobile”.

Si trattava di un omaggio di 28 fiaschi che il Governatore del Conservatorio di San Girolamo consegnò al Conservatorio fiorentino detto Il Conventino.

…e arriviamo al secolo scorso

L’appellativo nobiliare fu ripreso da Adamo Fanetti nel 1925.

In occasione della partecipazione della sua Cantina alla Mostra Mercato dei vini svoltasi a Siena, scrisse di proprio pugno l’etichetta, la cui grafia fu in seguito ripresa dalle altre cantine.

Successivamente il suo amico Tancredi Biondi-Santi, grande estimatore dell’iniziativa di Fanetti, si espresse in una frase che poi risulterà profetica: “questo vino avrà un avvenire”.

Fanetti deve essere considerato, a tutti gli effetti, il primo produttore di Vino Nobile di Montepulciano del secolo XX.

Proprio alle Cantine Fanetti si deve il lancio, la promozione, la diffusione del Vino Nobile a partire dagli anni successivi alla prima guerra mondiale.

Altre cantine – fra cui anche la Biondi-Santi, etichetta tuttora molto nota e quotata – seguirono l’esempio fino a fondare una cantina sociale, la Vecchia Cantina di Montepulciano, che raccogliesse anche il vino prodotto da piccoli coltivatori.

Una bottiglia col suo vitigno principale

Com’è il Vino Nobile di Montepulciano

Wikipedia lo definisce così: “Il Vino Nobile di Montepulciano è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) prodotto in Toscana, nel territorio del comune di Montepulciano in Provincia di Siena…è vinificato da un’antica selezione clonale del vitigno Sangiovese detto Prugnolo Gentile”.

Il disciplinare impone che le uve siano coltivate unicamente nei terreni collinari compresi tra i 250 ed i 600 metri sul livello del mare del comune di Montepulciano in Provincia di Siena.

Questi terreni sono prevalentemente argillosi con presenza di sabbie (tufo) che donano un colore intenso, un corpo pieno e l’ottima predisposizione all’invecchiamento.

Per quanto riguarda i vitigni devono essere unicamente il Sangiovese nella varietà Prugnolo Gentile, come si è già detto, per almeno il 70%.
Nel restante 30% o meno, possono entrare altri vitigni, idonei alla coltivazione nella regione Toscana, purché i vitigni a bacca bianca non superino il 5%.

Inoltre, sono esclusi i vitigni aromatici ad eccezione della Malvasia Bianca Lunga.

L’invecchiamento

Il Vino Nobile di Montepulciano deve essere sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno due anni, a partire dal 1º gennaio successivo alla vendemmia.

Tale maturazione può avvenire, a scelta del produttore: per 24 mesi in legno, oppure per 18 mesi minimo in legno più i restanti mesi in altro recipiente.

Si può poi optare anche per 12 mesi minimo in legno più 6 mesi minimo in bottiglia più i restanti mesi in altro recipiente.

Tutto ciò deve portare ad avere un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 12,50% e di 13% in caso di prodotti con la qualificazione “riserva”.

L’abbinamento con le carni rosse è perfetto

Caratteristiche organolettiche

Il disciplinare recita che il Vino Nobile deve avere un colore rubino tendente al granato.

Il suo odore deve essere un profumo intenso, etereo, floreale, caratteristico.

E vuole che il suo sapore sia asciutto, equilibrato e persistente, con possibile sentore di legno.

Concludiamo suggerendovi di abbinarlo a carni rosse, ma godetevelo pure anche da solo, sarà sempre un piacere unico.

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