Il sale lontano dal mare: le Saline di Volterra

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Il sale lontano dal mare sembra non poter esistere.

A volte da bambini ci si fanno delle starne idee…la mia, non essendoci mai stata, era che Saline di Volterra si chiamasse così per volontà di qualcuno che si era alzato male la mattina inventandosi questo nome (come tanti altri strani in tutta Italia) e che nulla avesse a che vedere con le saline intese come posti dove si lavora e si raccoglie il sale.

Questo anche perché non essendo sul mare… 

Il sale lontano dal mare, come si raccoglie

Ma come sapete, il sale si raccoglie in tanti modi e non solo per evaporazione dell’acqua di mare.

Nella zona di Volterra, ci sono ampi depositi di sale nel sottosuolo (e vedi che comunque avevo quasi ragione: una volta almeno c’è stato il mare…) e questo sale si estrae non come nelle miniere di salgemma ma con un sistema molto ingegnoso e in pratica migliorando quello che la natura fa già di suo.

Si preleva un campione per l’analisi

Infatti, esistono delle fonti di acqua salata – dette moie – che sono state sfruttate fin dal tempo degli Etruschi.

In pratica le sorgenti di acqua dolce arrivano ai depositi di sale del sottosuolo e lo sciolgono portandolo in superficie.

Da qui partivano le carovane di asini carichi del prezioso carico di sale da portare nei magazzini di terre lontane.

Saline di Volterra, arriviamo ai giorni nostri

Qui nacque un impianto industriale anche per volere del Granduca di Toscana.

La storia delle saline passa attraverso concessioni e appropriazioni, attraverso pagamenti di canoni e monopoli di stato e varie amenità del genere fino all’unificazione dell’Italia quando le saline passano allo Stato.

Agli inizi del ‘900 il giovane architetto Nervi realizza il padiglione che ancora oggi accoglie la cascata del sale.

Dopo la seconda guerra mondiale, la produzione subisce un declino con relativa riduzione del numero degli addetti ai lavori.

Nel 2014 gli impianti vengono acquistati dalla Locatelli di Bergamo (già proprietaria di impianti per il trattamento acque) che ne ha migliorato la produttività e la distribuzione, ampliando anche la gamma di prodotti per la vendita.

Oggigiorno a Saline di Volterra si estrae sale puro al 99,9%… il più puro d’Italia.

Nel loro shop troviamo anche sali aromatizzati alle diverse spezie e perfino la birra e il gin al sale.

Cosa fare alle Saline

L’impianto a Saline di Volterra è visitabile.

C’è un percorso espositivo che ripercorre la storia della Salina.

Si passa dal Monopolio di Stato alle testimonianze delle maestranze che hanno lavorato negli anni in questo particolare ambiente.

Poi si passa all’oggi e al contemporaneo.

Uno spettacolo allestito nel padiglione della cascata

Infatti, le Saline sono anche scenario di una reinterpretazione in chiave moderna di un ambiente che sembra veramente ultraterreno.

Nel padiglione della Cascata del sale infatti, vengono fatte esposizioni, mostre ed opere sperimentali di artisti contemporanei.

Sono state anche teatro di un videoclip.

Quindi abbiamo la produzione del sale, il percorso espositivo e arriviamo all’emporio dove appunto troviamo tanti prodotti e scopriamo anche vari utilizzi del sale anche in ambito non strettamente alimentare come scrub e acqua madre per la bellezza.

Un’esposizione di alcuni dei prodotti legati al sale delle Saline di Volterra

La caratteristica è sempre e comunque la purezza del sale che si produce: sinonimo di attenzione per il benessere del corpo e della nostra alimentazione.

I prodotti rispecchiano quindi la filosofia di uno stile di vita attento alla salute mentre gli oggetti e le immagini raccontano una storia fatta di emozioni, luoghi del passato ma che vivono il presente e si proiettano nel futuro.

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