Il tesoro di Cavriglia

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Poco fuori dal paese di Cavriglia c’è un piccolo grande tesoro nascosto: il Roseto Botanico Carla Fineschi.

Siamo nel Valdarno superiore, ai piedi delle colline del Chianti, sul confine fra le provincie di Arezzo e Siena.

Zone, quindi, dalla natura ricca e dalla storia assai antica e tutto qua lo testimonia.

Ma non vi vogliamo parlare di etruschi o feudatari medievali, e nemmeno di viti e ulivi con vino e olio eccellenti.

Il Roseto Botanico Carla Fineschi: un vero tesoro nascosto

Il “Giardino delle Rose”, come viene chiamato comunemente dai locali, ospita quasi ben 7000 varietà di rose fra specie selvatiche, specie antiche e ibridi.

Addirittura, sono presenti delle specie ritenute ormai estinte accanto a varietà provenienti da tutte le parti del mondo.

Potete facilmente immaginare quale sia il tripudio di colori e di profumi quando, a maggio e giugno, queste piante raggiungono il loro massimo splendore!

Il giardino è strutturato ad aiuole secondo schemi tassonomici precisi e rappresentano un vero e proprio museo vivente a cielo aperto.

Le aiuole, poi, sono separate da dei vialetti così che è agevole leggere i cartellini con le informazioni identificative di base applicati ad ogni pianta.

Il giardino si sviluppa fra degli edifici rustici che ospitano anche animali di vario genere.

Stupendi sono i pavoni che, proprio a maggio e giugno, arricchiscono i colori delle rose con un altro genere di fioritura: lo splendido ventaglio della loro coda che esibiscono come corteggiamento proprio in quel periodo.

Tesoro nascosto, ma non poi tanto

Non per gli addetti ai lavori, almeno.

Il giardino nasce nel 1967 per iniziativa del Professor Gianfranco Fineschi, docente all’Università Cattolica di Roma e che negli anni ha arricchito le sue acquisizioni botaniche con varietà reperite in tutto il mondo.

Porta il nome di Carla Fineschi in memoria della moglie che ha collaborato alla crescita e allo sviluppo del giardino, grazie alla sua elevata capacità organizzativa e alla sua profonda dedizione.

Il Roseto già svolge un’intensa attività culturale e scientifica mantenendo rapporti con università e istituzioni di tutto il mondo.

Ma, soprattutto, tende sempre di più ad assumere una connotazione di laboratorio botanico vivente aperto a tutti gli enti di ricerca che desiderano utilizzarlo.

Concludendo

Cavriglia può sembrare un po’ fuori mano, ma se pensate che nel raggio di 20 km trovate perle del Chianti come Radda, Gaiole, l’incantevole borgo di Volpaia, il castello di Albola o la Badia a Coltibuono, ecco che vi rendete conto che si tratta solo di allungare un po’ una bella gita all’aria aperta.

Considerate che nel periodo di fioritura di cui vi abbiamo parlato, le giornate si sono ormai allungate e che nel giardino c’è un piccolo vivaio in cui potrete acquistare piantine da portare a casa ricevendo consigli su come accudirle sia che le teniate in appartamento sia che abbiate la fortuna di avere un po’ di terreno.

Arrivati a Cavriglia non avrete difficoltà a raggiungere il Roseto Botanico, perché l’itinerario è ben segnalato e, comunque, tutti vi daranno le indicazioni necessarie, all’occorrenza.

Per visitarlo vi verrà chiesto un piccolo contributo di pochi euro che vengono evoluti nella manutenzione del giardino.

Dimenticavo: oramai non c’è più il rischio di rimanere senza pellicola, ma i fotografi tengano presenti due suggerimenti: portare un obiettivo adatto alle riprese ravvicinate e, magari, avere in tasca una scheda di memoria in più perché una volta lì….vi troverete in pieno raptus fotografico!

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