Il Valdarno Inferiore

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Intanto chiariamo che si dice “il” Valdarno, al maschile, contrariamente a quanto potrebbe sembrare corretto in quanto “valle” in italiano è femminile.

E non chiedeteci perché, per favore.

Va detto poi che c’è Valdarno e Valdarno.

Più esattamente ce n’è uno Superiore e un altro Inferiore.

E noi vogliamo portarvi in quello Inferiore, a valle di Firenze.

Da Montelupo al mare

Il Masso della Gonfolina, sull’Arno

Consideriamo il percorso dell’Arno dal Masso della Gonfolina fino a Bocca d’Arno, per circa novanta chilometri.

Se così attraverserete il Valdarno Inferiore, vi troverete in un territorio suggestivo, caratterizzato da pianure rigogliose e colline coperte da ricca vegetazione.

E passerete da centri artistici noti, per esempio, per la produzione di ceramica come Montelupo Fiorentino.

Ci saranno centri industriali come Empoli col suo vetro verde, il comprensorio del cuoio di Santa Croce sull’Arno o come la Piaggio a Pontedera, dove è nata la mitica “Vespa”.

Ripercorrerete una parte della Via Francigena e troverete oasi naturalistiche come il Padule di Fucecchio e città d’Arte come Pisa.

E ovunque una superba enogastronomia che culmina a San Miniato col tartufo bianco e il rigatino arrotolato finocchiato.

È un territorio che ha sempre fatto gola a tutti per la sua ricchezza naturale e la sua posizione strategica.

Narra la leggenda che fu Ercole a spaccare il Masso della Gonfolina che bloccava il deflusso delle acque del fiume impaludando tutta la zona.

Sicuramente furono gli antichi romani ad effettuare una prima bonifica, anche se parziale, e la successiva colonizzazione di quest’area.

Seguì un’altra bonifica attorno all’anno Mille e da questa nacquero i primi Comuni.

Poi venne il medioevo con le lotte fra Firenze e Pisa e più tardi il Granducato con ulteriori bonifiche e iniziative.

Montelupo Fiorentino

Cosa vedere nel Valdarno Inferiore

Seguiamo la corrente dell’Arno ed andiamo verso occidente.

I chilometri da fare non sono certo tanti.

Tante sono però le cose da vedere e di cui godere, quindi, dedichiamo a questa avventura almeno un intero weekend in modo di fare tutto con calma.

Montelupo Fiorentino

La sua importanza mondiale nella produzione di ceramiche artistiche ebbe origine nel XIII secolo grazie ad acqua, argilla e legname di cui era ricca questa zona.

I suoi più grossi clienti furono i nobili fiorentini a cominciare dalla famiglia dei Medici, ma anche Strozzi e Frescobaldi.

Da non perdere il Museo della Ceramica con in mostra oltre mille esemplari prodotti negli ultimi sette secoli.

Empoli

Si pensa a questa città e viene in mente il vetro verde.

In effetti vi si trova un interessantissimo museo che mostra i prodotti delle fornaci empolesi fino dalla seconda metà del Settecento.

Ma, purtroppo, sono in molti a non conoscere il piacevole centro storico con il Palazzo Pretorio e la Collegiata di Sant’Andrea, solo per citare le prime cose che vengono in mente.

San Miniato

La Torre Federiciana domina la valle, ma è il tartufo bianco che domina le tavole.

Nel Valdarno Inferiore, San Miniato era una stazione importante della Via Francigena.

Questo ha lasciato dei veri tesori artistici come, fra gli altri, la Cattedrale duecentesca con una facciata unica.

È riportata una decorazione fatta da dischi di ceramica che riproducono la disposizione degli astri nelle costellazioni dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore.

Padule di Fucecchio

Nel Padule di Fucecchio

Si trova sulle rotte migratorie fra la costa e l’interno e quindi ci si trova a poter osservare fino a duecento specie di uccelli diversi, di cui una settantina si fermano a nidificare.

Sono ottime occasioni per chi ama il birdwatching e la fotografia naturalistica ed è divertente muoversi sui barchini spinti dalle pertiche fra i canneti.

Pontedera

La città è legata alla Piaggio e a una icona come la Vespa, ma pensare solo a questo – per cui si può visitare un interessante museo – sarebbe riduttivo.

Piano piano Pontedera è diventata un polo di arte contemporanea.

Oltre alle gallerie, ci sono tante opere all’aperto come le panchine d’autore – una di Giò Pomodoro – e uno dei mosaici più grandi d’Italia, il Muro di Enrico Baj.

Pisa

Siamo alla fine del Valdarno Inferiore e Pisa non ha certo bisogno di presentazioni o inviti ad andarci.

Ma non limitatevi a Piazza dei Miracoli con la famosa Torre che – se già non lo sapete –  non è l’unica a essere “Pendente” a Pisa.

Percorrete le stradine del centro storico, respirate l’atmosfera di questa vivace città universitaria la cui “Normale” è fra i primi atenei al mondo.

Percorrete i lungarni e godetevi il gioiellino che è Santa Maria della Spina.

Arrivate fino alla fine estrema del Valdarno e lì vicino visitate una imponente e insolita basilica medievale, San Piero a Grado, la chiesa senza una facciata.

Interno della Basilica di San Piero a Grado

Concludendo

Come sempre, queste nostre pagine vogliono avere solo lo scopo di darvi degli spunti per le vostre vacanze.

Nel Valdarno troverete sicuramente tantissime altre cose da vedere e apprezzare, quindi, programmate il vostro viaggio con la dovuta elasticità e non ponetevi limiti di tempo: se non sarà sufficiente un weekend, ne programmerete un altro!

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