Il Valdarno Superiore

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Vi abbiamo già parlato del Valdarno Inferiore, quindi ora ci sembra corretto parlarvi anche del Valdarno Superiore.

E quindi andiamo a vederne un po’ di caratteristiche.

Fra Pratomagno e Chianti

È una regione abbastanza piccola fra il Pratomagno e le colline del Chianti.

Il primo la limita a nord-est e le seconde si trovano a sud-ovest.

Altri due confini potrebbero essere dati dalla Val di Sieve a nord e la Val di Chiana a sud.

Se date un’occhiata a una carta della Toscana, realizzate che si tratta della valle che si apre lungo un tratto d’Arno di appena una trentina di chilometri.

L’itinerario nel Valdarno Superiore

Ma se poi approfondite la vostra occhiata vi rendete conto che il Valdarno Superiore è nel cuore della Toscana.

Costituisce un baricentro fra Firenze, Arezzo e Siena…e non è dire poco.

Logisticamente, inoltre, è raggiungibile da ben due caselli dell’Autostrada del Sole, Valdarno e Incisa-Reggello.

E per rimanere in tema di strade, questa zona era molto trafficata anche nell’antichità.

Da qua passava la Cassia Vetus, più vicino al Pratomagno, quella che oggi è conosciuta come la “Strada dei Setteponti”.

Mentre un’altra Cassia, la Cassia Adrianea, passava più a valle sulla sponda sinistra del fiume.

Ed è grazie a questo che si potrebbe dire che il Valdarno Superiore è sempre stato un po’ il “crocevia della Toscana”.

Quali sono le principali attrattive nel Valdarno Superiore?

Geograficamente parlando, il Valdarno Superiore ha inizio alla “Valle dell’Inferno” vicino a Levane e finisce alla “Stretta dell’Incisa”.

Questo significa che si articola in due province distinte, Arezzo e Firenze.

In più, l’area aretina accoglie l’ondulata Valdambra con i suoi dolci declivi e le memorie storiche.

Questo per dire che non avrete che l’imbarazzo della scelta a muovervi in quest’angolo di Toscana fra l’aspetto naturalistico e paesaggistico, quello storico e quello enogastronomico.

Seguendo l’Arno nel senso della sua corrente, vogliamo indicarvi la prima cosa interessante da vedere, proprio all’inizio del Valdarno Superiore.

È la Riserva Naturale Valle dell’Inferno e Bandella.

Ha questo nome perché sembra abbia ispirato Dante nella stesura della prima cantica della Divina Commedia.

L’altra parte del nome si riferisce all’ansa di Bandella dove, dopo la costruzione della diga dell’ENEL, si è formata una zona paludosa.

Piano piano si sono stabilite flora e fauna tipiche delle zone umide senza tuttavia cancellare quelle che caratterizzavano la zona in precedenza.

Ne è derivato un ambiente con una biodiversità unica.

Lo scenario delle Balze del Valdarno

Uno scenario naturale tipico del Valdarno Superiore

Il punto di forza dello scenario di questa zona sono le famose “balze”.

Le Balze del Valdarno sono dei rilievi dall’aspetto lunare costituiti da detriti di sabbia, argilla e ghiaia che si sono stratificati dopo il prosciugamento di un lago due milioni di anni fa.

Gli agenti atmosferici li hanno erosi modellandoli in forme ardite che attrassero anche l’attenzione del grande Leonardo da Vinci.

Ma tutta la campagna è una tavolozza di colori.

Il verde scuro delle querce che si staglia sull’ocra delle crete, il verdeggiare delle vigne e, accanto, l’argento degli olivi.

E quindi non stupitevi della produzione di ottimi vini e di un olio veramente sopraffino.

La Pieve di San Pietro a Gròpina

Borghi, pievi e castelli

Questa valle ebbe fino dal tempo degli etruschi un grosso valore strategico.

Quindi non stupiscano nomi che hanno un sentore ben più antico del medioevo come Loro Ciuffenna, Gròpina o Cennina.

Era una terra opulenta e vi sorsero edifici importanti, religiosi, civili e militari.

Non dimenticate di visitare la Pieve di San Pietro a Gròpina e arrivate fino alla Torre di Galatrona.

Ma non trascurate il Castello dell’Incisa che sorge ora in un ambiente ameno ma la cui pietre hanno visto battaglie sanguinose.

I Fiorentini costruirono tre borghi fortificati: San Giovanni, Terranova e Laterina.

Il Castello di Incisa

Nei dintorni di questi che oggi sono centri modernissimi ed attivi, rimangono tantissime tracce delle antiche glorie.

Come abbiamo detto, sono pochi chilometri, ma hanno una densità altissima di luoghi da non perdere assolutamente.

Ancora una volta vi invitiamo a godervi questi posti con la dovuta calma, ve ne troverete avvantaggiati nel corpo e nella mente.

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