L’ Alto Mugello

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L’ Alto Mugello, non vuol dire propriamente il Mugello.

Qualcuno chiama questa zona la Romagna Fiorentina (o Romagna Toscana), come mai?

Siamo sul versante romagnolo dell’Appennino, ma amministrativamente siamo sempre in Provincia di Firenze, ecco spiegato l’arcano.

Bene, vi voglio parlare di una bella girata da fare su queste colline.

Sono solo poco più di 40 chilometri, ma sono chilometri bellissimi che percorrono tutta la zona del marrone, inteso come frutto.

Partirò virtualmente da Marradi per arrivare a Firenzuola, ma voi, ovviamente, potrete anche fare la strada in senso inverso!

Vediamo i centri che si trovano su questo percorso e che fanno parte, appunto, del cosiddetto Alto Mugello.

Marradi

Uno scorcio della Strada del Marrone del Mugello a Marradi

Liguri, Etruschi e Galli popolarono per primi queste lande, ma furono i Romani a costruire la prima strada che le collegava con Firenze.

E furono i Romani a stabilirvi un “Castellum”, ovvero una struttura di appoggio ai viandanti di passaggio.

Il nome Marradi deriva da “marrato”, ossia “zappato”, riferito ad un campo posto lungo la sponda destra del fiume Lamone.

In seguito alle invasioni barbariche di Goti e Longobardi, il territorio passò sotto il dominio ecclesiastico.

Al periodo feudale risalgono dunque la fondazione delle principali Abbazie vallombrosane di Santa Reparata e Santa Maria di Crespino.

Oltre a queste, sorse l’Eremo camaldolese di Gamogna che dipendeva dalla Badia di Acerreta della Valle, fondata da San Pier Damiani.

Nel XIV secolo Firenze incorporò l’intero territorio ed è in ricordo di questo che ogni lunedì mattina si tiene un grande mercato.

Inizialmente, poi, i Lorena trascurarono queste terre fino alla seconda metà del ‘700 allorché realizzarono la costruzione di una chiesa, di un teatro e di un ospedale.

Il 20 agosto 1885 nacque il poeta Dino Campana.

Ma al di là di questi dettagli storico-culturali cosa porta oggi il turista medio a Marradi?

Soleggiati crinali, boscose vallate, fiumi e ruscelli che si alternano a secolari castagneti, è questo il paesaggio in cui è nata anche la “Strada del Marrone del Mugello di Marradi“.

Un esempio di cosa si può cucinare con il Marron Buono

Ed il “Marron Buono”, che è un marchio IGP, anima non solo la gastronomia – speciale la torta di marroni – ma anche una frequentatissima sagra in ottobre che si può addirittura raggiungere da Firenze con un trenino d’epoca a vapore.

Palazzuolo sul Senio

Facendo appena 12 chilometri, da Marradi ci si arrampica fino ai 700 m. del Passo Carnevale per poi scendere a Palazzuolo sul Senio.

È un piccolo borgo medievale di poco più di 1000 abitanti, immerso nel cuore verde dell’Alto Mugello a 437 m.s.l.m.. 

Insignito del titolo “Villaggio ideale d’Italia” dalla CE, Palazzuolo sul Senio è un’oasi di relax in cui ritrovare i propri equilibri.

È il luogo ideale per gli amanti del trekking, della mountain bike, delle escursioni a cavallo e del mototurismo, grazie al fatto di essere un crocevia di passi appenninici tra Toscana e Romagna.

Offre itinerari emozionali a contatto con la natura, antiche tradizioni e una cucina d’eccellenza.

La storia di Palazzuolo risale, manco a dirlo, agli Etruschi ma l’apice fu raggiunto nel Basso Medioevo sotto la signoria degli Ubaldini, potenti feudatari che cedettero il potere alla Repubblica Fiorentina solo nel 1362.

Palazzuolo sul Senio

I vicoli e l’impronta medievale del borgo fanno da cornice perfetta per “Medioevo alla corte degli Ubaldini”, una rievocazione storica che, per lo spazio di un week-end a metà luglio, riporta l’intero paese al tempo degli antichi signori del luogo.

L’ Alto Mugello, ultima tappa: Firenzuola

Facciamo altri 30 chilometri, uscendo dalla Valle del Senio per scendere nella valle del Santerno.

Prima di scendere, ovviamente, occorre salire.

Lo facciamo raggiungendo il Passo del Paretaio a 950 m.s.l.m sulla Strada della Faggiola, molto “guidata” e con panorami stupendi e arriviamo a Firenzuola.

Anche qua, occorre andare molto indietro nel tempo per sapere chi viveva nella zona.

I primi abitanti furono i Liguri Magelli e gli Umbri oltre a, naturalmente, gli Etruschi.

Poi, arrivarono i Romani e per prima cosa costruirono una strada che attraversava l’Appennino: la via Flaminia Minor che si snodava per lo più sul crinale dei monti a 800 metri di altezza e collegava Bononia con Arretium.

Questo portò anche alla costruzione di punti di appoggio e di controllo e qualcuno di questi divenne un castrum.

Nel Medioevo crebbe l’interesse per il controllo strategico del Mugello e delle valli del Santerno, del Senio e del Lamone.

Nel XIV secolo si ebbero continui scontri fra gli Ubaldini e la Repubblica Fiorentina, che alla fine prevalse e incorporò questi territori.

Il Palazzo Comunale di Firenzuola

La Repubblica Fiorentina

Il 9 aprile del 1332 Firenze pose la prima pietra del borgo in posizione strategica per controllare i traffici dalla Romagna attraverso il Passo della Futa.

Durante il ‘400 Antonio da Sangallo ristrutturò le fortificazioni in funzione delle nuove tecnologie belliche. La Nova Civitas Fiorentina venne poi distrutta da un forte terremoto a metà del ‘600 e pure colpita da una grave epidemia di peste.

Si narra che durante questo evento una giovane monaca, suor Diomira Allegri, si recò in cima a una collina e pregò affinché Firenzuola non venisse mai più distrutta dal terremoto.

Per questo i cittadini ancora oggi dicono che “Firenzuola sarà scossa, ma non percossa”.

Situata nell’alta valle del Fiume Eterno (il Santerno) Firenzuola sembra quasi isolata dal resto del mondo.

Offre paesaggi suggestivi come le cave di Pietra Serena, tanto amate dal Brunelleschi.

Siamo in un territorio aspro, dalla terra dura e dalle colline brulle.

E si novella che sia terra di maghi… lasciata la valle è infatti la Natura che si impone con strade impervie, campi incolti e radure che sembrano magiche, da come sono nascoste da imponenti antichi castagni o da impenetrabili pinete.

È in questo contesto che San Giovanni Gualberto costruì nel 1034 la Badia Vallombrosana di Moscheta.

Oggi la vocazione turistica di Firenzuola è evidenziata dall’esistenza, nel territorio comunale, di oltre 126 km di sentieri per escursioni.

Questi portano a ben nove punti panoramici e quattro rifugi, oltre che a quattro interessanti cavità naturali.

Panorama dal Passo del Paretaio

Alto Mugello: conclusioni

Per chiudere, vi suggeriamo di fare questi pochi chilometri con la dovuta calma.

Questo non solo per la sicurezza vostra e degli altri, vista la tortuosità delle strade, ma anche per non perdervi la caratteristica principale dell’Alto Mugello: la serenità.

Non fate tutto in un giorno pensando che “infine sono solo 40 chilometri”.

Impegnate un intero week-end e godetevi anche la cucina tradizionale locale.

Alloggi di varia natura e livello non mancano e noi possiamo aiutarvi in questo, lo sapete.

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