L’ Amiata

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L’Amiata si erge quasi in solitaria fra Grosseto e Siena, sovrastando la Val d’Orcia e la Maremma e separando la provincia di Siena da quella di Grosseto.

Il nome Amiata viene fatto risalire dal latino “ad meata”, (alle sorgenti).

Una seconda ipotesi indica una derivazione da mons Tuniatus-Montuniata, con riferimento a Tinia, la massima divinità etrusca.
Antico vulcano ormai spento, la sua attività viene fatta risalire in un intervallo tra 300.000 e 230.000 anni fa. 

I suoi versanti, a partire da circa 800 metri, sono ricoperti fino alla sua vetta da una foresta di castagni, abeti e faggi; a diverse altezze troviamo rocce e laghetti di origine vulcanica, nonché le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia

La croce eretta sulla sommità del Monte Amiata

La croce monumentale dell’Amiata

Sulla vetta del monte Amiata troviamo una Croce in ferro battuto di 22 metri di altezza posizionata su una piattaforma di 8×8 metri.

Fa parte di una serie di 20 croci, volute da papa Leone XIII alla fine del XIX Secolo e posizionate sul territorio italiano.

Ne volle una per ogni secolo, compreso il XX secolo che stava per arrivare.

La croce del monte Amiata fu la nona in ordine di tempo ad essere realizzata e fu posizionata sulla sua sommità l’8 settembre 1910.

Poi, abbattuta nel 1944 dai tedeschi in ritirata, fu ri-elevata e sottoposta a restauri fino al 2010 quando in occasione del centenario, i lavori vennero terminati e la croce illuminata.

I punti di osservazione

Con i suoi 1738 metri è il monte più alto del territorio toscano, esterno alla catena montuosa dell’Appennino.

E proprio la sua particolare posizione offre una visibilità del territorio circostante davvero unica.

Il punto panoramico più visitato è ai piedi della Croce.

Da qui, in condizioni ambientali favorevoli, lo sguardo può spaziare per centinaia di chilometri.

Si arriva a veder il Gran Sasso, il monte Terminillo e i monti Sibillini.

Si spazia dall’Appennino Umbro a quello Ligure e dall’Arcipelago Toscano alla Corsica.

E nelle notti con ottima visibilità si arriva perfino a vedere le luci di Roma.

Una curiosità: il monte Amiata è l’unico punto dell’Italia continentale visibile dalla cima del Monte Limbara in Sardegna.

Inoltre, altri punti di osservazione si possono trovare passeggiando sui sentieri e sulle piste da sci per godere di panorami mozzafiato.

Uno dei rifugi sull’Amiata

I rifugi

Come in tutte le montagne, anche sull’Amiata troviamo una rete di rifugi.

Sono strutture dove gli antichi viandanti trovavano il ristoro nel risalire la montagna partendo dalle valli.

Oggi sono punti di riferimento per gite o escursioni per vivere appieno la ricchezza del monte durante tutto l’anno.

Qui Hotel e Ristoranti permettono soggiorni nella natura o semplicemente pranzare gustando piatti tipici toscani e amiatini immersi nella natura.

I rifugi principali sono tre e vanno dal borgo di Abbadia San Salvatore fino alla vetta dell’Amiata, dove troviamo il bosco di faggi più grande d’Europa.

L’ultimo rifugio si trova a poche centinaia di metri dal punto più alto del monte Amiata dove troviamo la Croce monumentale.

Si trova un’area ristoro e un punto panoramico unico da cui si gode un panorama davvero suggestivo. 

L’ economia sull’Amiata

È fortemente legata all’ambiente.

Così, l’enogastronomia ci porta tra filari di viti e oliveti da cui si ricavano oli e vino pregiati

Le foreste ci regalano la castagna, che ha già ottenuto la denominazione DOP, e il fungo toscano che sta acquisendo il marchio IGP. 

Poi, in inverno si verifica un’alta presenza di praticanti di tutti gli sport invernali e di chi vuole godere di vacanze rilassanti e corroboranti.

Persino nell’ambito dell’energia, si attinge all’ambiente.

Infatti, nella zona di Piancastagnaio e Bagnore, una centrale dell’Enel utilizza le emissioni di vapore geotermico per produrre energia elettrica.

Questo perché il sottosuolo è interessato ancora da fenomeni para-vulcanici.

Aree Protette

Lupi nelle aree protette del Monte Amiata

Le due province di Grosseto e Siena, si sono unite per creare un sistema di riserve naturali per preservare le biodiversità presenti sul Monte Amiata.

Troviamo riserve create per il ripopolamento di animali in via d’estinzione, come il lupo appenninico, o il capovaccaio, piccolo avvoltoio del Vecchio Mondo.

Inoltre, ci sono anche strutture per il recupero dei rapaci.

In tutte le aree protette sono stati creati sentieri di trekking ed aree attrezzate per favorire le escursioni nel periodo che va da inizio primavera a fine estate.

Turismo

Sei percorsi per gli amanti della mountain bike e del cicloturismo partono dalla strada principale inerpicandosi verso la vetta attraverso i boschi.

In inverno le stazioni sciistiche offrono la possibilità di praticare tutti gli sport invernali.

Vi possiamo dare un suggerimento?

Se vi trovate da quelle parti, non perdetevi l’esperienza spettacolare dello sci notturno.

Il monte Amiata è senz’altro la meta turistica ideale tutto l’anno.

Terme al naturale a Bagni San Filippo, sulle pendici del Monte Amiata

Foreste, terme, fauna, stazioni sciistiche sono pronte ad accogliere ogni tipo di turista, dalle famiglie ai single, dagli amanti del trekking ai praticanti degli sport invernali, per far vivere un’esperienza unica.

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