L’Argentario, meta turistica da sempre

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L’ Argentario, più propriamente chiamato il Promontorio di Monte Argentario, si innalza per 635 metri sulle acque del Mar Tirreno e si propende verso le due isole di Giglio e Giannutri.

Come nasce?

L’Argentario, tanto tanto tempo fa…

In ere geologiche passate era esso stesso un’isola.

La sua vicinanza al continente mercé il gioco delle correnti e i detriti riportati dal Fiume Albegna ne decise, però, la trasformazione in promontorio.

Si crearono infatti due cordoni di sabbia che racchiusero una laguna salmastra che prende il nome dal paese che si affaccia su di essa: Orbetello.

Il mulino a vento nella Laguna di Orbetello

Questi cordoni oggi sono noti come Tombolo della Giannella sul versante a nord e Tombolo della Feniglia su quello meridionale.

E questo è il primo capitolo della sua storia.

L’Argentario in epoca etrusco-romana

Del popolo etrusco si sa ancora troppo poco soprattutto sulle sue origini.

Per certo era latore di una civiltà impensabile per quei tempi.

Otto, nove secoli prima di Cristo queste contrade erano abitate da gente primitiva.

Vivevano in povere capanne, coltivavano con scarso profitto la terra e allevavano bestiame solo per scopi essenziali.

Sicuramente la comunicazione fra le varie comunità non era un fattore rilevante.

Gli Etruschi, per contro, erano ultra-dinamici, erano navigatori, mercanti, ingegneri e costruttori.

E soprattutto avevano uno stile di vita che teneva in altissima considerazione quanto di bello e di buono l’esistenza poteva offrire.

L’Argentario divenne un centro importante sia come base per la navigazione lungo costa e alle due isole di fronte, sia come snodo commerciale.

Qua confluivano i più svariati prodotti provenienti dall’entroterra da ricche città come Vetulonia, Vulci, Chiusi o Volsinii (l’attuale Orvieto).

Ad un certo punto, si sa, agli Etruschi si sostituirono i Romani.

Anche loro videro validi motivi addirittura per fondare una colonia, quella di Cosa.

Da qui potevano controllare tutti i traffici in quell’area e si hanno tracce di ricche residenze della famiglia dei Domizi Enobarbi fino sull’ Isola di Giannutri.

Un aspetto delle rovine di Cosa

Dal Medioevo in poi…

In buona sostanza l’interesse per questo Monte che si innalzava dal mare è sempre stato grande a causa della sua posizione strategica.

Così è passato per molte mani, per lo più alquanto ingorde, dai tempi dell’alto medioevo fino a giorni più recenti.

Fu in mano agli Aldobrandeschi ed agli Orsini, fu in mano ai Medici e anche perfino agli Spagnoli che ci hanno lasciato diverse belle opere di fortificazione.

Passò al Granducato di Toscana e successivamente – è ovvio – al Regno d’Italia.

Durante l’ultima Guerra Mondiale subì svariati bombardamenti con danni elevati e numerose perdite umane.

Ma lasciamoci tutto questo alle spalle e pensiamo ad oggi.

Il moderno Argentario

Le coste dell’Argentario sono di una bellezza unica, dirupate, frastagliate e coperte di vegetazione come sono.

La costa del Monte Argentario

Offrono calette e punte che si tuffano in un mare limpido e ricco, per la gioia di chi ci si immerge o ci butta un amo.

In più punti il suo profilo a tratti impervio è stato stemperato con dei terrazzamenti per la coltivazione del vitigno Ansonica Costa dell’Argentario da cui si produce l’omonimo vino bianco che rappresenta una perla dell’enogastronomia toscana.

Molti isolotti – l’Isolotto, l’Isola Rossa, l’Argentarola, lo Scoglio del Corallo, la Formica di Burano – movimentano la linea costiera rendendola ancora più affascinante e naturalisticamente interessante.

L’Argentario, come potete capire, offre la possibilità di fare vacanze di tutti i tipi e, per di più, per tutti, grandi e piccini, godendo in tanti modi di un ambiente unico e irripetibile.

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