L’ Università di Pisa

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Una delle glorie toscane è senz’altro la storica Università di Pisa.

Non è la più vecchia, ma il suo percorso storico è costellato di tante perle, piccole e grandi.

E senza contare le due punte di diamante che sono le Scuole Superiori Sant’Anna e Normale.

Vediamo di saperne di più.

Una delle glorie toscane: l’ Università di Pisa, un po’ di storia in breve

La più vecchia Università in Italia e forse in Europa è indubbiamente quella di Bologna che è documentata come “schola” già nella seconda metà dell’anno 1000.

Seguirono in ordine cronologico Padova, Napoli, Siena, Macerata, Roma, Perugia e Firenze.

Si giunge al 1343 e nasce ufficialmente anche l’Università di Pisa che si sa comunque attiva come schola fin dall’XI secolo.

Fu Papa Clemente VI che, con la bolla “In supremae dignitatis” emessa a Avignone, concesse allo Studio Pisano il riconoscimento di Studio Generale.

Venne dotato degli insegnamenti di teologia, diritto canonico e civile, medicina “et qualibet alia licita facultate“.

Nel 1355 seguì anche il diploma di riconoscimento dell’Imperatore Carlo IV.

Tra la fine del ‘400 e per tutto il ‘500, l’Ateneo conobbe fasi alterne di crisi e di espansione sempre connesse ai fatti politici toscani ed ebbe addirittura un breve periodo di chiusura.

Dai Medici in poi

Il cortile della Sapienza, voluto da Lorenzo dei Medici

Lorenzo il Magnifico fece costruire come sede Universitaria un edificio apposito, ovvero il Palazzo della Sapienza.

Prima di trasferirsi a Padova, Galileo Galilei insegnò a Pisa per tre anni.

Con i Lorena l’Ateneo riprese nuova vita e aumentò le cattedre con, fra l’altro, botanica, fisica sperimentale e chimica.

L’annessione della Toscana all’Impero Napoleonico portò l’Università ad essere una succursale dell’Università di Parigi.

Questo portò ad includere altre Facoltà e ad introdurre gli esami di profitto, le tesi di laurea e i diversi titoli di studio.

Con la Restaurazione, Leopoldo II tra il 1824 e il 1838 cercò di potenziare i laboratori di ricerca e il perfezionamento all’estero dei ricercatori.

Il buon nome dell’Ateneo fece sì che Ippolito Rosellini prendesse parte alle spedizioni in Egitto di Champollion.

Fra i nomi noti, Cosimo Ridolfi ebbe la nuova cattedra di Agraria e Pastorizia.

Altri docenti, famosi nei loro campi, furono anche, fra gli altri, Pasquale Villari, Luigi Russo, Ulisse Dini e Antonio Pacinotti.

Una nota importante: nel 1969 a Pisa è nato il primo corso di laurea in informatica e nel 1983 il primo corso di dottorato in informatica.

Le glorie odierne

Su “Pisa Today” del 30 luglio 2021 si legge: “Su un totale di 23 progetti… sono stati selezionati tre atenei toscani: l’Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore.”

Questo a proposito dello European Institute of Innovation and Technology, che è un organismo indipendente dell’Unione Europea nato per rafforzare la capacità d’innovazione in Europa.

Comunque i tre atenei sono anche sempre presenti nelle graduatorie delle migliori Università nel mondo nei primi 200 posti.

La Sede della Normale

E per finire, una curiosità.

Si sa che per accedere alle Scuole Superiori dell’ Ateneo Pisano, occorre avere titoli e capacità abbastanza fuori dall’ordinario.

Premesso questo, tanti scherzano sul fatto che si chiami “Normale”, visto che lì dentro di menti “normali” ce ne sono poche.

Ebbene, fu fondata da Napoleone.

Per “Normale” ci si riferiva alla sua missione didattica primaria di formare docenti per la scuola media superiore, che avessero il compito di impartire le “norme”, ovvero i fondamenti del sapere, al popolo intero.

Nei suoi duecento anni di storia, questo istituto ha formato una lunga schiera di personaggi noti. 

Si va dai premi Nobel come Giosuè Carducci (letteratura) e Enrico Fermi (fisica), a filosofi come Giovanni Gentile e numerosi Presidenti della Repubblica fra cui Carlo Azeglio Ciampi.

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