La Chimera di Arezzo, un bel mostro

Condividi ora!

La Chimera di Arezzo, sapete cos’è?

Arezzo è una bellissima città Toscana che offre tanto sia allo sguardo del turista che per chi vuole interessarsi della sua storia e del suo passato.

Passato in Toscana vuol dire Etruschi e Arezzo ne conserva tante testimonianze.

Io però non riesco a pensare ad Arezzo senza automaticamente vedermi negli occhi la famosa Chimera.

Quest’opera in bronzo, mi ha davvero colpito anni fa in una mostra sugli Etruschi, e dire che ne ho visti tanti di musei e di reperti ma resto sempre affascinata dalle figure mitologiche e dai misteri.

Se anche tu come me sei un appassionato di mitologia e di Etruschi, oggi voglio svelarti alcuni dettagli della Chimera di Arezzo.

Sei pronto ad attivare la tua immaginazione? La Chimera ti trasporterà in un passato remoto che qui in Toscana ci circonda e ci rende orgogliosi di cosa furono gli Etruschi.

La Chimera di Arezzo, cos’è?

Ma cos’è una Chimera? La Chimera è un animale mitologico che ha il corpo di leone, una testa di capra in pratica impiantata sulla schiena e la coda di serpente.

Questo secondo la mitologia Greca che ci dice anche che questa bestiola terrorizzava gli abitanti della Licia.

In realtà molte sono le civiltà antiche che nei loro miti hanno un leone.

Nell’antico Egitto si parlava di un dio rappresentato da un leone che sputa fuoco.

Nella cultura Ittita si sono incisioni e testi che parlano di un leone alato e con testa da uomo.

Poi ci sono le interpretazioni come per i tavoli nei bar dove i vecchietti giocano a carte e discutono dei fatti del giorno…

C’è sempre stata infatti una diatriba sulla coda della Chimera, chi dice coda di serpente e chi come Omero diceva di drago…

Un’opera splendida

Ma torniamo a noi e alla Chimera di Arezzo. La nostra Chimera è a dir poco superba!

Sul corpo del leone ben proporzionato, magro e scattante si vedono costole, vene e tendini mentre le zampe anteriori sono dettagliatissime come anche la criniera.

Ed è proprio il gusto etrusco del 400 a.c. che imprime questa drammaticità alla postura e all’espressione della fiera.

Ma il mito dice anche che la bestiola sputasse fuoco e che l’eroe Bellerofonte in groppa al suo destriero alato Pegaso, riuscì ad ucciderla in modo davvero strano.

Bellerofonte sul suo Pegaso uccide la Chimera in un quadro di Rubens

Lanciò il suo giavellotto nella bocca della Chimera e il fuoco che le usciva dalla bocca sciolse il piombo. Fu questo ad ucciderla, non il dardo! Ditemi voi se non fu fortuna…

La statua in bronzo fu rinvenuta il 15 di novembre del 1555 durante la costruzione di fortificazioni medicee fuori da Porta San Lorentino, dove oggi c’è una copia della Chimera.

Cosimo I dei Medici la volle subito per la sua collezione e la sistemò in Palazzo Vecchio per poi trasferirla nel suo studiolo a Palazzo Pitti, dove, come dice Benvenuto Cellini, “…era solito pulirla personalmente

Venne trovata anche la coda e restaurata ma non sappiamo come mai, venne posizionata in modo sbagliato.

Particolare della coda della Chimera che morde il corno della capra

Ora infatti la coda morde un corno della capra mentre avrebbe dovuto anch’essa attaccare Bellerofonte…

L’originale di questa meraviglia alta circa 78 cm., si trova nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze ma per Arezzo è il simbolo del Quartiere di Porta del Foro, che è anche uno dei quattro che ad Arezzo partecipano alla Giostra del Saracino.

Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com

Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *