La Montagna Alta in Toscana: Cutigliano

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La Toscana ha la sua “Montagna Alta“, costellata di borghi la cui storia risale al primo Medioevo.
Cutigliano è uno di questi e vedremo insieme tre motivi per conoscerlo meglio:

1) Il borgo e la sua storia
2) La sua gente 
3) I suoi panorami

Il borgo e la sua storia

Cutigliano deve la sua importanza alla posizione strategica che occupa e le sue origini risalgono all’anno Mille.

All’epoca si trovava nel Comune di Lizzano da cui si staccò intorno al 1255.

Per mantenersi libera, Cutigliano affrontò diverse battaglie fra cui le peggiori e più cruente furono fra il 1320 e il 1330.

Prima di tutto per allontanare i Lucchesi, sempre in guerra sul versante pistoiese.

Ma anche contro i ribelli della Valdinievole che dal Castello di Lucchio attaccavano i popoli della Montagna Alta.

In queste zone esistevano delle cariche specifiche.

Il Palazzo Pretorio

Il libero Comune di Pistoia conferì Il titolo di Capitano della Montagna ad un ministro che gestisse gli affari quassù in quanto era risultato chiaro che con il Podestà non si riusciva a governare.

Il Capitano della Montagna inizialmente risiedeva a Castel di Mura.

Dopo qualche anno si spostò a Lizzano e poi a Cutigliano ma con l’obbligo di spostarsi ogni 3 mesi nelle altre sedi.

Per motivi politici nel 1373 Pistoia acconsentì che il ruolo del Capitano di Montagna dovesse essere ricoperto da persona di parte Guelfa fiorentina.

A partire dal 1377 la residenza si alternò ogni 4 mesi fra San Marcello, Lizzano e Cutigliano.

Nel 1512 però a Lizzano avvenne uno scandalo di notevole gravità, anche se non è dato conoscerne la natura.

Per questo motivo il paese perse il diritto di ospitare il Capitano e da allora la sua residenza si alternò di 6 mesi in 6 mesi fra San Marcello e Cutigliano.

Nel 2017 il comune di Cutigliano venne fuso con quello dell’Abetone e ora infatti si chiama Abetone Cutigliano.

La sua gente

Ma la storia dice anche che Cutigliano era ed è comunque una terra di confine ed era facile che chi fuggiva alla fine si ritrovasse quassù insieme a coloro che erano stati banditi dalla città.

In questo modo nel tempo il popolo fu composto da ribelli, guerriglieri e anche contrabbandieri.

Nel XIV secolo il Comune istituì il presidio del Capitanato Estivo che serviva principalmente a sedare le sommosse dei montanini che poca voglia avevano di pagare le gabelle.

Poi istituì anche una dogana (la Doganaccia) sul valico che congiungeva le vie fra Lizzano e Cutigliano, ma in meno di cinquant’anni venne abbandonata visto che i soliti montanini avevano reso la vita impossibile alle guardie.

La Montagna Alta ai giorni nostri

Forse il carattere dei padri si è tramandato ai figli donando agli abitanti di Cutigliano grandi capacità di manualità, forza e spericolatezza.

In ogni parte del borgo ci sono opere in pietra serena.

Infatti qui gli scalpellini abbondavano come anche i carbonai, altro mestiere pesante e solitario.

Pensate che fra quegli operai che passeggiavano sulle travi a centinaia di metri dal suolo sui primi grattacieli di Manhattan… c’erano dei Cutiglianesi!

Anche in tempi più attuali è una bella prova quella di calare la stella cometa più lunga d’Europa fra il Cappel d’Orlando e il paese di Pian degli Ontani

A Cutigliano c’è anche una funivia che porta in alto alla Doganaccia che fin dagli anni ‘50 è una piccola stazione sciistica.

Il Lago Scaffaiolo

Quassù c’è uno dei primi parchi avventura italiani e ottime piste per il downhill con tracciati di eccellenza per i bikers di tutto il mondo. 

Non vi basta? nei boschi si può fare orienteering proprio fra Pian di Novello e la Doganaccia e vi assicuro che non è come farlo in pineta al mare…

E se vi va una bella passeggiata si può arrivare allo Scaffaiolo, il lago dove c’è uno dei primi rifugi del CAI.

I panorami della Montagna Alta

Ora però pensiamo al panorama… Intorno a Cutigliano ci sono dei punti come il Monte Spigolino da dove nelle giornate terse si vede il mare di qui e di là… si avete capito bene, sia il Tirreno che l’Adriatico!

Quindi a Cutigliano si va per vedere il vecchio e l’antico, girare fra i vicoli e le piazzette, osservare e acquistare i prodotti artigianali fra cui intagli in legno ma anche ottime confetture di frutti montani e altre delizie gastronomiche.

Quattro chiacchiere sulla panchina mentre si espone un po’ di merce varia

Poi ci si ferma nella piazzetta principale e si scopre che sulla panchina ci sono i cutiglianesi a tu per tu con i turisti, tutti nel salottino buono a scambiarsi pareri, così all’aria aperta e frizzante della montagna.

Forse l’animo burbero degli avi si è mitigato trasformando le caratteristiche stesse del luogo in nuove opportunità.

I vecchi avventurieri si sono riciclati ma a me piace pensare che qualcuno di loro sappia ancora raccontare di maghi e streghe che si aggirano per le faggete e lungo i corsi d’acqua nella miglior tradizione dei paesi di montagna.

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