La Montagna Pistoiese

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La Montagna Pistoiese occupa più della metà della Provincia di Pistoia.

Si estende a nord e a nord-ovest della città sulla dorsale meridionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

In questa area si trovano due vette che sfiorano i 2000 metri, il Corno alle Scale e l’Alpe delle Tre Potenze.

È una zona di montagna con un fascino innegabile, vediamo di saperne di più.

Uno dei tanti ruscelli nelle Foreste Pistoiesi

La Montagna Pistoiese, il suo territorio

È un luogo dove è facile trovare paesaggi idilliaci e forti al tempo stesso.

Gli ingredienti di questo sono i tanti fiumi che lo attraversano come il Reno, il Lima, il Limentra, l’Ombrone e altri.

Insieme metteteci ampie zone di foreste sia cedue che di conifere.

Per non parlare delle selve di castagni che si trovano sopra ai 1500 m, o delle aree a pascolo oppure delle numerose mirtillaie.

Non per nulla la Regione Toscana ha costituito quest’area in un unico complesso chiamato “Foreste Pistoiesi”.

Tutto questo condito da un clima piuttosto rigido che la rende la zona più fredda di tutta la Toscana.

L’inverno è freddo e nevoso e questo fa la felicità di chi frequenta l’Abetone per praticare lo sci e altri sport invernali.

Terra di confine…con quello che ne consegue

La Montagna Pistoiese traccia il confine fra il nord ed il centro dell’Italia.

Questo vuol dire che da qua ci è sempre passata un sacco di gente e, per questo, ha da sempre solleticato interessi economici, strategici e militari di tutti in tutte le epoche.

Gli aspetti economici

In quanto a questi, se e quando si sono manifestati, non sono mai andati a vantaggio delle popolazioni locali.

La gente di montagna è abituata a vivere con poco, magari di sole castagne, e a sopportare le intemperie, ma su queste terre forse si è un po’ esagerato.

Una breve sosta fra gli alberi, e poi…via di nuovo

Basti pensare che dopo anni di tentennamenti, si decise di mettere mano ai lavori per la Strada Porrettana soprattutto per dare lavoro – e quindi cibo – a migliaia di persone dopo anni di maltempo e carestia.

La manodopera di questa gente era molto richiesta perché avevano fama di essere ottimi carbonai, boscaioli e scalpellini.

Ma sta di fatto che si sono verificate parecchie migrazioni.

Alcune erano locali o stagionali come la transumanza verso la Maremma.

Ma quello che portò allo spopolamento di queste lande, fu una vera e propria emigrazione verso la Germania, ma anche verso Sati Uniti e Canada fra fine ‘800 e inizio ‘900.

Gli aspetti strategico-militari

Basti ricordare, per questo, che ci sono state tre battaglie ricordate dalla storia.

La Battaglia di Lancisa nel 216 a.C. durante la seconda Guerra Punica.

Approfittando che Roma era impegnata con i Cartaginesi, alcune popolazioni galliche che ancora popolavano il territorio si ribellarono.

I Romani subirono una rovinosa sconfitta, al punto che inserirono l’evento fra le damnatio memoriae ufficiali.

Poi, nel 62 a.C. alla confluenza del torrente Maresca con il Reno, le truppe Romane intercettarono i ribelli di Catilina e ne fecero strage.

Dopo questa, detta la Battaglia i Pistoia, i pochi superstiti si rifugiarono nei boschi in alta montagna e costituirono un nucleo da cui in epoca medievale sorse un abitato che si chiamava Catiliano, ovvero l’odierna Cutigliano.

Ancora oggi riecheggia dai libri di storia la frase: “Vile, tu uccidi un uomo morto”.

Fu detta da Francesco Ferrucci mentre veniva pugnalato da Fabrizio Maramaldo.

Il fattaccio avvenne durante la Battaglia di Gavinana combattuta nell’agosto del 1530 fra le truppe della Repubblica Fiorentina e quelle imperiali di Carlo V.

Ma oltre a queste tre battaglie, più recentemente, durante la Seconda Guerra Mondiale, qua passava la Linea Gotica.

E tante sanguinose ed eroiche pagine sono state scritte dalle brigate partigiane che operavano su questi monti.

Un sentiero nelle Foreste Pistoiesi

Per concludere

La Montagna Pistoiese, e di conseguenza le Foreste Pistoiesi, offre momenti magici per tutti.

Qua flora e fauna propongono una varietà interessante che coniuga i tratti tipici dell’Appennino con alcuni di quelli alpini.

Un’esperienza diversa può essere quella di percorrere i sentieri non sempre segnalati che collegano le varie piazze da carbone, ovvero quello che resta delle vecchie carbonaie.

Sono interessanti testimonianze di come si viveva una volta sfruttando il legname dei boschi.

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