La Riserva Naturale Diaccia Botrona

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La Riserva Naturale Diaccia Botrona è un’area protetta in Provincia di Grosseto.

Lo sapevi che la Toscana ha il 10% del proprio territorio destinato ad aree naturali protette?

E che la Provincia di Grosseto è forse quella col più alto numero di Parchi e Riserve, sia lungo la fascia costiera che nell’entroterra?

Questa Riserva Naturale si trova a Castiglione della Pescaia, praticamente quasi in paese, ed ha una storia che ci porta molto indietro nel tempo.

La Riserva Naturale Diaccia Botrona, un po’ di storia

Nella preistoria in questo punto dell’attuale costa toscana, c’era un golfo in cui sfociavano sia il Torrente Bruna che il Fiume Ombrone.

I sedimenti di questi due corsi però portarono piano piano a chiudere quasi del tutto il golfo ed a creare un lago interno salmastro: il Lago Prile.

Sulle sponde di questo lago, quasi dirimpettaie, prosperarono due importanti città della Dodecapoli Etrusca: Roselle e Vetulonia.

I loro floridi affari si basavano anche sul commercio del sale estratto, appunto, dal lago.

I fiumi però continuarono a depositare detriti, la comunicazione col mare si chiuse e il lago divenne sempre meno salato per poi impaludarsi.

La zona alla fine dell’Impero Romano fu considerata malsana e rimase afflitta dalla malaria fino alle bonifiche più recenti realizzate in Maremma.

Un “inquilino” della Riserva Naturale Diaccia Botrona

Diaccia Botrona, oggi

Attualmente quest’area è una vasta zona palustre, inserita nelle liste SIC (Siti di Interesse Comunitario), ZPS (Zone di Protezione Speciale) e in quella delle “zone umide di valore internazionale” secondo la Convenzione di Ramsar.

È divisa in due zone: la Diaccia e la Botrona.

Sono separate dall’argine che va dalla “Casa Ximenes” all’ Isola Clodia.

La parte verso il Bruna è palude d’acqua dolce, l’altra ha caratteristiche di laguna salmastra.

Casa Ximenes è la “Casa Rossa” dove attualmente si trova l’accesso alla Riserva.

Il Granduca la fece costruire come centro direzionale per la bonifica.

L’Isola Clodia era in realtà un piccolo rilievo che si alzava un tempo sull’acqua.

Le rovine dell’Abbazia di San Pancrazio al Fango, sull’ Isola Clodia

Doveva essere un sito abbastanza ameno, perché il Senatore romano Clodio si costruì una villa, sui resti della quale nel 12° sec. fu costruita l’Abbazia di San Pancrazio al Fango i cui ruderi sono ancora visibili.

Diaccia Botrona ospita il maggior numero di uccelli acquatici svernanti di tutte le aree simili, inoltre vi si trova una flora caratteristica con numerose specie acquatiche rare.

Come vedete dunque, c’è materia per passarci una parte delle vostre vacanze a Castiglione della Pescaia, che offre anche tante altre cose, non ultime esperienze enogastronomiche di tutto rilievo, sia per cucina di mare che per quella maremmana.

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