La Versilia

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La Versilia, a volere essere pignoli, storicamente corrisponde al bacino idrografico del fiume omonimo.

Per questo dovrebbe comprendere solo i Comuni di Pietrasanta – che era l’antico capoluogo – e Forte dei Marmi, sulla costa, oltre a Seravezza e Stazzema all’interno.

Pietrasanta, l’antico Capoluogo della Versilia

La Versilia odierna

La Versilia, come viene concepita oggi, arriva sulla costa più a sud di Viareggio fino a Torre del Lago Puccini.

Sono 30 chilometri di spiagge ampie e fini apprezzatissime da generazioni di villeggianti.

Mi ricordo ancora quando, sonnecchiando sulla panchetta posteriore della nostra “Topolino”, a inizio primavera accompagnavo i miei genitori in giornate spesso piovose alla ricerca della casa per trascorrervi le ferie di agosto.

Ma per lo più, la Versilia è sempre stata sinonimo di eleganza, raffinatezza e dolce vita.

VIP e personaggi di rilevanza internazionale l’hanno frequentata da sempre e per loro – o grazie a loro – sono sorti locali esclusivi che hanno fatto la storia.

Fino dagli anni 30 la Versilia è stato un luogo di villeggiatura privilegiato e nulla come il libro “Vestivamo alla marinara” di Susanna Agnelli può rievocare quell’atmosfera.

Sulla spiaggia noi bambini costruivamo castelli di sabbia, vulcani ed enormi piste per la corsa delle biglie di vetro, spinte da un sapiente colpo d’unghia dell’indice.

Oppure, facevamo una gara di castelli di sabbia.

Per i più grandi c’era la frequentazione di locali come “La Bussola” o la ricerca di qualche avventura galante che non durasse oltre l’autunno.

L’alta borghesia veniva conquistata dall’apparenza semplice e pur sofisticata di un abito di lino bianco o di un maglioncino di filo cotone in colori pastello.

La spiaggia di Forte dei Marmi

La spiaggia

Lunghissima, ampia e con subito dietro la pineta e le ville affacciate sul mare… le stesse cose che affascinano anche oggi e che rendono la Versilia una meta dove il mare diventa una scusa rispetto all’importanza di esserci e di sentirsi parte di quel mondo.

E sulla spiaggia, poi, c’è il mondo affascinante e un po’ misterioso delle cabine… piccoli luoghi bui sempre abbastanza freschi per quelle persianine che facevano passare la brezza di mare.

Una volta dentro ti dovevi un attimo abituare prima di riuscire a vedere qualcosa.

Trovare il necessario per cambiarsi il costume con i piedi ancora bagnati e pieni di sabbia era difficile.

Ancor più cercare di non ritrovarsi troppa sabbia nel costume asciutto!

Ma le cabine avevano anche un loro odore, un buon odore di legno e vernice e sale e per me da ragazzino la più bella era quella del bagnino con dentro cime e cimette, galleggianti, remi e rastrelli tutto in una pittoresca e a modo sua ordinata confusione.

E quando al tramonto si andava con lui sul pattino a calare i tramagli, era una vera avventura.

Ai giorni nostri

Oggi forse si sono perduti aspetti e sapori di quelle piccole avventure di cui vi parlavo.

La gioventù attuale ha altre esigenze, altri mezzi per divertirsi, altre aspettative e, per dirla tutta, forse ha perso il gusto di divertirsi molto con cose semplici.

Il mare della Versilia al tramonto

Eppure, la Versilia è ancora ricercata.

Certo, si organizzano eventi in continuazione, sono sorte strutture in linea con le richieste del turista moderno, ma quelle spiagge, quelle pinete, quelle enormi montagne biancheggianti mantengono intatto il loro appeal indipendentemente da tutto ciò.

E, se volete sapere la mia personalissima opinione, lo offrono soprattutto quando attorno a loro regna la quiete.

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