Condividi ora!

No, non è un indirizzo; la Via Vandelli è uno dei tanti cammini che attraversano la Toscana per la gioia degli amanti del trekking.

Collega, oggi in sette tappe, la Provincia di Modena con quella di Massa Carrara ed attraversa, quindi, l’Appennino e le Apuane.

Già dicendo questo potete immaginare la potenza emozionale degli scenari che può offrire e le sensazioni che questi possono suscitare.

Parliamone, quindi, un po’.

Sul Monte Tambura

La Via Vandelli, una storia non antichissima

Nel 1741 il figlio del Duca Francesco III d’Este, Ercole, impalmò Maria Teresa Cybo-Malaspina che era Duchessa di Massa e Principessa di Carrara.

Non è dato sapere se fra i due ci fosse amore, ma, come usava spesso fra i nobili di allora, c’era sicuramente convenienza e, comunque, questo a noi poco importa.

Per certo il matrimonio permise al Ducato di Modena e Reggio di avere un importantissimo sbocco al mare.

E per sfruttare questo a Ercole venne la splendida idea di aprire una strada con la quale merci e persone potessero raggiungere il porto sul Mar Ligure.

Ma, è il caso di dirlo, “fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”.

Si trattava di attraversare Appennino e Apuane con la Garfagnana popolata da briganti e misteri che già avevano a suo tempo tolto il sonno a Ludovico Ariosto, governatore per gli Este di queste contrade dal 1522 al 1525.

Ercole, però, sapeva di avere a corte la persona giusta per realizzare questo progetto: l’Abate Domenico Vandelli, matematico, architetto e cartografo.

La “Finestra Vandelli”

La realizzazione del progetto

La cosa, come si diceva, presentava già di per sé diverse difficoltà, ma il Duca decise di complicare ulteriormente la situazione imponendo un capitolato ferreo.

Prima di tutto voleva costi contenuti e tempi di costruzione rapidi.

L’opera doveva durare nel tempo e prevedere un impegno di manutenzione minimo.

Inoltre, doveva consentire il passaggio di carri pesantissimi per i quali era tassativo evitare pendenze troppo ripide.

Il tracciato doveva, poi, passare lontano da centri abitati e non doveva entrare nei territori della Repubblica di Lucca, né del Granducato di Toscana, né dello Stato Pontificio.

Nonostante ciò, nel 1751 la Via Vandelli si può dire che fosse realizzata.

Restavano solo da costruire le stazioni di posta, gli ostelli, gli alloggi per i militari, le guardine per il pagamento dei pedaggi, spallette di sicurezza nei punti più arditi, cippi e altre strutture del genere.

Inoltre, si dovevano collegare piccole località, fabbriche, cave di pietra e di marmo e miniere che si trovavano nei pressi.

Ma occorreva ancora un po’ di tempo, anche perché i costi avevano già superato di gran lunga quanto preventivato grazie alle difficoltà intrinseche e a quelle create.

In questo l’Abate Vandelli dimostrò indubbiamente le sue non indifferenti qualità di ingegnere, geografo, matematico nonché direttore dei lavori.

Concepì, fra l’altro, nuove metodiche cartografiche che introdussero l’inserimento dei valori altimetrici.

Sue sono le Isoipsae Vandellis, linee che collegano tutti i punti ad uguale quota.

La Via Vandelli si può percorrere anche in mountain-nike

La Via Vandelli, un po’ di storia e un po’ di leggenda

Nel 1754 l’Abate presentò al Duca Ercole la relazione definitiva sul progetto realizzato, allegando le relative mappature quotate, convinto di aver fatto un lavoro eccellente per quei tempi e così realmente era.

Ma il Duca non apprezzò, anzi espose svariate critiche che turbarono il Vandelli che finì addirittura per suicidarsi.

La strada, tuttavia, fu subito apprezzata per quello che meritava.

Ebbe un immediato successo e venne frequentata da mercanti, viandanti e militari che affrontavano la dura avventura di percorrerla.

Fu persino organizzato un regolare servizio postale che la sfruttava.

I problemi si evidenziavano specialmente in inverno, con la neve ed il gelo.

Il Santuario di San Pellegrino in Alpe

Chi si avventurava in questa stagione su questa strada doveva affidarsi alla benedizione di San Pellegrino, un venerato viandante ex-brigante le cui spoglie riposano nel Santuario di San Pellegrino in Alpe.

La sua chiesa-ospizio risale al 1100 e si trova al culmine della salita a oltre 1500 m.s.l.m., dove passava anche una antichissima “Via del Sale”.

Ma la protezione del santo non fu sufficiente alla fine del XVIII secolo ad un gruppo di mercanti ferraresi.

Incapparono in una tremenda tempesta di neve e perirono tutti travolti da una valanga che li fece precipitare in quella che fu ribattezzata la “Fossa dei Morti”.

Si dice che salendo verso il Monte Tambura quando nevica si possano sentire ancora le loro grida disperate.

E si dice anche che a queste si accompagni il fantasma vagante di Domenico Vandelli.

In più, poi, ci sarebbe anche quello di un brigante che avvolto in un tabarro e con una lanterna in mano, appare all’improvviso, abbranca l’ignaro viandante per il collo e lo scaraventa giù nel precipizio.

I percorsi della Via Vandelli

Ai giorni nostri

La Via Vandelli ha due punti di partenza in Emilia, Sassuolo e Modena, che confluiscono un po’ prima di Pavullo sul Frignano su un unico percorso.

Nel primo caso si percorrono circa 150km per raggiungere Massa, nel secondo una ventina di più.

Si fanno comunque sette tappe, raggiungendo la quota massima di 1659m.s.l.m. del Passo della Focolaccia sotto il Monte Tambura (1895m.).

La si può percorrere sia facendo trekking che usando un’adeguata mountain-bike e si incontrano tre palazzi ducali, numerose torri, una cittadina fortificata, chiese e borghi.

Ma soprattutto si hanno davanti agli occhi costantemente dei vastissimi panorami che lasciano senza fiato.

Il “Passaporto del Viandante” con relativo brevetto

Per chi vuole documentare la sua impresa esiste anche un “Passaporto del Viandante” che non dà diritto a nessuno sconto o facilitazione ma che costituirà un piacevole ricordo di questa avventura.

I luoghi di ospitalità o gli uffici turistici dei paesini attraversati sono ben lieti di apporre il loro timbro.

Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com

Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *