Le mura di Pistoia e i quartieri

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Le mura di Pistoia hanno una storia veramente molto antica e articolata.

Vediamo insieme come si sono evolute nei tempi.

Le mura di Pistoia: le origini romane

In epoca romana, la piana di Pistoia era decisamente un territorio interessante soprattutto per il terreno fertile, una relativa protezione dai venti del nord e tanta acqua.

La piana infatti era in gran parte paludosa ma anche ricca di cibo per le truppe.

Visto che i romani erano in continua guerra con i liguri, decisero di attestarsi su di una piccola collinetta con intorno la palude e delle fortificazioni probabilmente in legno.

Constatarono presto che potevano difendere bene questa postazione.

Potevano anche facilmente rifornirsi di cibo e acqua ed erano vicini alla via Cassia, importante arteria di comunicazione.

Inizialmente rinforzarono le protezioni in legno e poi, nel II secolo a.C., tirarono su la prima cinta muraria vera e propria.

I romani, quindi, decisero di fondare una città ed il primo nucleo corrispondeva alla zona dell’attuale piazza Duomo e zone limitrofe.

In principio più che una vera città si trattava di un mutatioovvero, in pratica, di una stazione di posta in cui cambiare cavalli, rifocillarsi e poi procedere verso Lucca o Firenze.

Un pregevole fregio apparso dopo aver ripulito un tratto di mura dalla vegetazione che le ricopriva

Le mura di Pistoia: la prima cerchia

Quando, poi, Pistoia passò sotto il dominio Longobardo, per volere di Re Desiderio le mura che non lo soddisfacevano vennero abbattute e ricostruite.

La prima cerchia di mura di Pistoia, che copriva una superficie di circa nove ettari, comprendeva l’attuale piazza San Leone, la Porta San Pietro e la porta Sant’Andrea.

E doveva comprendere anche le attuali vie Pacini, Palestro, Cavour, Buozzi, Curtatone e Montanara, Abbi Pazienza e delle Pappe.

Il medioevo e la seconda cerchia

Il territorio di Pistoia era suddiviso in feudi ma all’inizio del XII secolo Pistoia si costituì comune libero e il suo statuto che risale al 1117 è ritenuto fra i più antichi d’Italia.

I pistoiesi crearono lo stemma con un’aquila che regge uno scudo a scacchi rosso e argento e questo attualmente è lo stemma del comune di Pistoia.

In quegli anni nacque la seconda cerchia di mura con un perimetro doppio rispetto alla precedente e con fossati alimentati dal Gora e dal Brana.

Pensate che c’erano 60 torri difensive e già allora per uscire ed entrare dalla città si usavano le porte di Porta al Borgo, Porta Lucchese, Porta Carratica e Porta San Marco.

C’era un responsabile che di notte chiudeva le porte e a me affascina particolarmente questo fatto, comune del resto alle città in quel periodo.

L’idea di considerare la città come una grande casa con qualcuno che fa da portiere e da guardiano, qualcuno che ha le chiavi, è suggestiva.

Questa mia è sicuramente una visione fiabesca e hollywoodiana… la vita non era per nulla facile e le minacce erano continue.

Ma torniamo alle nostre mura.

Questa seconda cerchia comprendeva S. Maria a Ripalta, l’Ospedale del Ceppo, proseguiva a sud verso le vie Chiappettini e Trenfuni.

Continuava, poi, includendo le chiese di San Bartolomeo, di San Pier Maggiore e di Santa Maria Nuova per finire nella zona dove attualmente sono i corsi Amendola, Fedi e Gramsci.

Un tratto di mura

La terza cerchia e i quartieri

Fra il XV e il XVI secolo quattro bastioni si aggiunsero alle mura esistenti in corrispondenza delle porte. 

La Fortezza Santa Barbara era in difesa di Porta Carratica (o Porta Fiorentina).

Il Bastione Tyrion difendeva Porta al Borgo. 

Il Bastione della Sandraccia copriva Porta San Marco e il Bastione Ambrogi era a difesa di Porta Lucchese.

In tempi moderni a partire dalla metà del XIX secolo le porte vennero tenute aperte.

Agli inizi del ‘900 le porte persero il senso della loro funzionalità per cui fra il 1910 e il 1925 il Comune decise di abbatterle per migliorare la circolazione.

Con lo stesso nome delle porte a Pistoia ci sono quattro quartieri ma va detto che una volta erano cinque.

In effetti un quartiere è scomparso ed è quello di San Matteo che si trovava vicinissimo a P.zza Duomo.

In pratica il suo centro era al posto delle poste centrali in via Roma.

Lo demolirono completamente negli anni ’20 del secolo scorso per costruire il palazzo delle Poste che venne finito negli anni ’30 a due piani e poi rialzato negli anni ‘50.

All’epoca del povero quartiere San Matteo, via Roma era solo un vicolo per raggiungere piazza Duomo!

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