Le perle meno note della Val d’Orcia

Condividi ora!

Le perle meno note della Val d’Orcia saranno anche “meno note” ma non per questo sono da trascurarsi.

Mettiamo giù quindi un’altra puntata della nostra “serie dei 5” che abbiamo iniziato con la Costa Etrusca, e portato avanti con la Provincia di Arezzo e i comuni che compongono la Val d’Orcia.

Le perle meno note della Val d’Orcia, quali sono?

Per prima cosa ribadiamo il concetto che vi indicheremo cinque luoghi che a parer nostro non devono assolutamente essere trascurati nel vostro programma di vacanza.

In realtà la Val d’Orcia offre una miriade di piccoli borghi, scorci caratteristici, castelli e chiese solitarie praticamente ad ogni chilometro.

Se siete fotografi benedirete l’era del digitale perché diversamente sarebbe necessario avere una scorta di pellicola veramente imponente.

Cominciamo, quindi, con il primo in ordine rigorosamente alfabetico.

Le perle meno note della Val d’Orcia: Castelnuovo dell’Abate

L’Abbazia di Sant’Antimo, nei pressi di Castelnuovo dell’Abate

Siamo molto vicino a Montalcino ed il toponimo indica che dovesse essere la residenza dell’Abate di Sant’Antimo.

In effetti il borgo è molto carino e ben conservato, ma quello che attrae soprattutto è, appunto, la vicina Abbazia di Sant’Antimo.

La zona era abitata già in periodo pre-etrusco, in quanto gli archeologi hanno recuperato manufatti del 3° millennio a.C.

Interessanti in paese sia la Pieve tardoromanica dei Santi Filippo e Giacomo, che il rinascimentale Palazzetto dei Vescovi.

Ma, come dicevamo, la “star” del luogo è senz’altro Sant’Antimo.

Si dice sia stata fondata da Carlo Magno nel 9° secolo e costruita in travertino ed alabastro da maestranze di diverse origini, soprattutto francesi.

Andateci, ammiratela dall’esterno, ma concedetevi anche un tranquillo giro del suo interno.

Contignano

Uno scorcio del centro di Contignano

Si trova in comune di Radicofani, sulla sinistra del fiume Orcia, lungo il percorso della via Francigena.

È più antico di Sant’Antimo e sembra addirittura che si sia sviluppato sopra una villa romana del 2°-3° secolo.

Attualmente del Castello, che si fa risalire all’anno 1000, sono rimasti il cassero con il torrione, due delle porte e la cinta muraria.

Montenero

La piazza con la cisterna ed il pozzo a Montenero d’Orcia

A rigor di termini qua siamo con un piede in Val d’Orcia e uno in Maremma, tanto che siamo già in Provincia di Grosseto.

Montenero d’Orcia è un antico borgo posto su un imponente sperone roccioso emerso dal mare milioni di anni fa, caratterizzato da gradoni naturali e da terrazzamenti, posto al centro di un ampio territorio collinare.

Fu sicuramente popolato in epoca preistorica, ma la sua storia più recente ha inizio nel 1015.

Visitate la Pieve di Santa Lucia del tardo 1100 e le mura con il Cassero Senese, ma non disdegnate una pausa enogastronomica con un bel bicchiere di Montecucco, il vino rosso di cui Montenero è il maggior centro di produzione.

Monticchiello

La porta di accesso al borgo di Monticchiello

E torniamo in Provincia di Siena, vicino a Pienza, per l’esattezza.

Su una collinetta praticamente dirimpetto all’antica Corsignano, c’è un piccolo borgo medievale che oggi conta poco più di 200 abitanti.

È Monticchiello, dove potrete visitare le mura, la Pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo e quella di Santa Maria dello Spino.

C’è poi una particolarità: il Museo TEPOTRATOS, ovvero il Museo del TEatro POpolare TRAdizionale TOScano, collocato in un granaio di fianco alla chiesa medievale, che può offrirvi un intero campionario di allegre storie di “mondi alla rovescia”.

Sarteano

Panoramica di Sarteano

E arriviamo all’ultima dritta: Sarteano

È un paese di importanza storica e naturalistica, collocato sui contrafforti della Val d’Orcia ai confini con la Val di Chiana.

Il passato medievale del paese è testimoniato dal castello, elemento principale del paesaggio architettonico, e da un grande numero di chiese.

Interessanti i ritrovamenti dell’età del bronzo fatti nella Grotta dell’Orso, ma sicuramente fiorente fu la civiltà etrusca come è documentato nel Museo Civico Archeologico nel Palazzo Gabrielli del ‘500.

Sarteano per la sua posizione fu coinvolto in tutte le dispute in cui si impegnò la Repubblica di Siena.

Nelle vicinanze – a Spineta – ci sono i ruderi del Castello delle Moiane su cui si narra una leggenda.

La contessa Drusilla era molto arrogante e una volta si spazientì oltremodo per il ritardo del sacerdote che doveva celebrare messa.

Un serpente uscì dal calice, strangolò la contessa e la trascinò giù per un dirupo.

Non vi sarà difficile – magari con l’aiuto di una carta della Provincia di Siena – organizzare un bel giro che colleghi i borghi principali, le terme e i borghi meno importanti che vi abbiamo suggerito.

Avrete un quadro più completo della Val d’Orcia e ne sarete gratificati, e vi assicuriamo che ne sarà gratificato anche il vostro palato, naturalmente!

Visita il sito con le nostre proposte viaggio toscana.bluesubmarineviaggi.com

Se cerchi un itinerario su misura, chiedi la nostra consulenza gratuita

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *