Le Secche di Vada, facciamoci un tuffo

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Lo sapevate che dopo guerra si faceva corallo sulle Secche di Vada?

Lo sapevate che sono state e sono la palestra per tantissimi subacquei di tutti i livelli?

Bene allora, seguitemi e vi racconterò qualcosa su questo angolo di Toscana.

Le Secche di Vada: dove sono?

Per prima cosa facciamo un’osservazione palese: sono vicine alla costa.

Solo 4 miglia nel punto più breve, un po’ di più se partiamo da Cecina Mare o Castiglioncello. Questo permette a tutti, anche con una piccola imbarcazione, di raggiungerle in tutta sicurezza, anche con la famiglia.

L’acqua è limpida, perché siamo già abbastanza lontani dalla riva, e anche solo fare il bagno è divertente.

C’è un faro che sorge su uno scoglio e l’immagine di un faro evoca sempre, anche quando è in vista della costa, immagini di avventure ai confini del mondo.

Arrivarci dà quindi un senso di gratificazione da lupo di mare che non guasta, soprattutto per chi è in tenera età.

Mi ricordo ancora che quando tanti anni fa avevo una barchetta nel Cecina, ci andavo spesso a fine pomeriggio a pescare a bolentino e un po’ di fritto lo riportavo sempre.

Quello che mi scaldava il cuore, però, era tornare al tramonto con alle spalle il faro incorniciato dal sole morente e davanti la costa con la notte che incombeva…..

…. mi sentivo un grande navigatore!

Le Secche di Vada: un po’ di storia

Un rametto di corallo con polipi espansi

Negli anni ’50 oltre il Ciglio di Fuori operavano dei corallari con buoni risultati, lavorando “solo” su 60-70 metri di profondità.

Ora il corallo commerciabile è sparito, ma la zona è tutta “a coralligeno” e quindi viva e colorata.

Una vera gioia per fotografi e video-operatori subacquei i quali hanno anche altri soggetti su cui sfogarsi. Quali?

Va detto intanto che le secche in tempo di guerra furono minate per proteggere il porto di Livorno. Un po’ a causa di queste mine e un po’ per azioni di guerra un bel po’ di naviglio si trova ora sul fondo anche a profondità accessibili in tutta sicurezza.

E avere un colpo d’occhio su una nave di quasi 60 metri, come il Genepesca, quasi in linea di navigazione appoggiata su un fondale sabbioso di 32 metri, vi assicuro che dà una grossa emozione.

Aggiungiamo anche che i relitti ospitano sempre tanta vita marina. Così si innesca una catena alimentare che porta alcune specie a risultare stanziali, come l’inquilino tipico dei relitti, il grongo.

Ma le lamiere offrono riparo anche a crostacei, cernie ed altri ambìti inquilini.

Un primo piano di una bella aragosta

Cosa si può fare

Questo per dire che una giornata al mare al faro delle Secche di Vada sarà sicuramente una gran bella giornata, sia che siate fotografi subacquei, pescatori, semplici bagnanti….o tutte le cose insieme.

Chiedeteci di programmarvi una vacanza su questo tratto della Costa Toscana e vi aiuteremo a vivere un’esperienza indimenticabile.

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