Le streghe in Toscana

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Le streghe sono sempre state ben presenti un po’ in tutte le culture europee.

La Toscana ha avuto nella storia il privilegio di generare menti eccellenti e avanzate dal medioevo a oggi.

Basti pensare che il Granduca di Lorena promulgò un decreto che raccomandava di limitare la carcerazione preventiva e a quei tempi era cosa davvero inaudita!

Eppure, anche la Toscana ha visto la sua brava caccia alle streghe.

Le streghe: come nascono

Nascono dall’ignoranza, soprattutto.

Anche se nell’Alto Medioevo non si credeva alle streghe.

E non si può certo dire che allora cultura e conoscenze fossero diffuse!

Per lo più erano guaritrici, donne che padroneggiavano l’arte di curare con le erbe.

Poteva accadere che le cose non andassero a buon fine e che il “paziente” morisse.

Dal dire che sapevano guarire a dire che sapevano dare la morte, il passo era breve, proprio per ignoranza.

È intuibile che, non capendo cosa la guaritrice mettesse nel suo calderone per arrivare a un risultato, positivo o negativo che fosse, si arrivasse ad immaginare di tutto.

E non essendo figure di religione, non potevano che essere collegate alla parte avversa, ovvero al demonio.

Più tardi ci mise lo zampino la Chiesa con la Santa Inquisizione ed il risultato fu, appunto, la caccia alle streghe.

Se non altro, la caccia alle streghe in Toscana iniziò in ritardo rispetto ad altri territori.

La documentazione rinvenuta testimonia che si deve arrivare al 1540 per assistere alle prime infami condanne.

Gli alberi

A sinistra la Quercia delle Streghe, a desta l’Olivo della Strega

In Toscana si contano due enormi e vetusti alberi legati ai riti che le streghe celebravano.

La Quercia delle Streghe è vicino a Capannori, in Provincia di Lucca, ed è vecchia di circa sei secoli.

Ha la particolarità – unica in questo tipo di pianta – di avere i rami inferiori paralleli al terreno, anzi leggermente incurvati in basso.

Questo è dipeso – inconfutabilmente – dal fatto che nei loro sabba le streghe ci si sedevano sopra.

L’altro è ben più antico ed è l’Olivo della Strega a Magliano, in Provincia di Grosseto.

Questo albero è vecchissimo, era già vecchio quando Gesù si trovò fra piante simili nell’Orto del Getsemani.

Infatti, il Carbonio 14 ha datato questa pianta a 3000-3400 anni fa e sotto la sua chioma si riunivano i sacerdoti etruschi.

Successivamente, però, divenne anche il meeting point di tutte le streghe della Maremma.

Una in particolare ogni venerdì danzava attorno al suo tronco, costringendolo – poveretto – a contorcersi per tenerla d’occhio.

Da qui la forma che ha assunto.

Le streghe di Volterra

Volterra è una città nota per la sua aria di mistero.

Sicuramente questo deriva dalla cultura misterica etrusca e da un sanguinoso passato medievale, ma c’è dell’altro.

Si dice che a Volterra sia vissuta la prima strega documentata storicamente.

Si chiamava Aradia ed era figlia della Dea Diana.

Sua madre la inviò sulla terra per insegnare le arti magiche agli umani, che in quel tempo pativano povertà, malattie e carestie.

Si dà il caso, poi, che una nuova Aradia nacque a Volterra il 13 agosto 1313.

La Chiesa la condannò per stregoneria e la imprigionò, ma quando andarono a prenderla per metterla sul rogo, trovarono la cella intatta ma vuota.

Si narra che le streghe di Volterra fossero le più potenti d’Italia e che si riunissero ogni sabato nei pressi del masso della Mandringa.

È un sasso con una crepa, sotto al quale scorrono le limpide acque di una fonte, e che veniva usato, secondo le leggende locali, per riti satanici.

Quella stessa fonte che normalmente era sempre animata da donne e bambini, il sabato sera si trasformava in un luogo spettrale.

Volterra è nota per la sua aria di mistero

Il giallo di Ipazia, la strega di Baratti

Scavando in un vecchio cimitero alla ricerca della tomba di San Cerbone, gli archeologi hanno trovato una tomba molto strana.

Risale quasi certamente al XIII secolo e al suo interno si trovano i resti di una donna dell’età apparente di 25-30 anni.

La cosa inquietante e misteriosa è che nella cavità orale hanno trovato sette chiodi di cui alcuni ricurvi.

Ma altri tredici erano stati conficcati post-mortem nei piedi, nei femori e nelle clavicole, come se fosse stata crocifissa sulla nuda terra.

In effetti esiste un’antica leggenda secondo la quale una certa strega di nome Ipazia, una volta morta (non è dato sapere se in modo violento o naturale) e sepolta, si divertisse comunque a terrorizzare gli abitanti del luogo.

Alla fine, questi ultimi, stufi di queste malsane abitudini, aprirono la tomba e inchiodarono la salma in modo che non ne uscisse più fuori.

Quello che nessuno si spiega è come mai, se di strega si tratta, fosse stata seppellita in terra consacrata.

Non tutte le streghe finiscono sul rogo

Per finire vi vogliamo raccontare una storia a lieto fine.

È quella di Gostanza da Libbiano, guaritrice e levatrice accusata di stregoneria.

Correva l’anno 1593 e, vedova sessantenne, Gostanza si guadagnava da vivere curando gli ammalati e facendo nascere bambini.

Erano a quei tempi occupazioni rischiose perché potevano generare rispetto e gratitudine ma anche inimicizie, cattiva fama e pericolose denunce.

Così avvenne: qualcuno l’accusò di essere “ribalda et maliarda” e di aver procurato la morte di alcuni paesani.

In casa sua trovarono boccette con liquidi sconosciuti, una pietra dalla forma strana ed un cero pasquale.

Fu sottoposta a tortura e lei confessò di aver partecipato a sabba infernali, di essere la prediletta di Satana e di aver fatto le cose più turpi.

Ma nel corso del processo emerse anche che nella pratica di guaritrice, Gostanza pregava e, umilmente, rimandava al Signore il merito dell’eventuale buona riuscita delle sue cure.

Per sua fortuna, il caso aveva avuto un certo scalpore e giunse un inquisitore più anziano per vederci più chiaro.

Forse perché a quella data la Chiesa aveva iniziato ad alleggerire la pressione dell’Inquisizione, l’originale titolare dell’inchiesta fu rimproverato e rimosso attestando che quella “povera vecchia il tutto ha detto per tormenti e non è vero nulla“.

Gostanza fu liberata, anche se con il divieto di esercitare le arti mediche e le fiamme del rogo non furono accese.

La festa di Halloween

Le streghe oggi

Se mai ci sono state in passato, ci sono ancora le streghe oggi?

Forse no.

Forse vengono fuori solo per festeggiare Halloween.

O forse si celano sotto sembianze diverse, come, per dirne una, i social networks?

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