I quartieri di Livorno

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Livorno, per la verità, non ha solo quartieri ma anche nazioni e rioni.

È da sempre una città accogliente e cosmopolita e, se si vuole, anche un po’ particolare.

I suoi abitanti sono dei toscani un pochino diversi forse perché a Livorno, complice il mare e un ottimo clima, la gente è più aperta.

Mi piace pensare che la tradizione di accoglienza risalga all’epoca delle “Nazioni”.

E tu conosci la storia della nascita delle Nazioni?

No? Allora mettiti comodo.

Oggi ti racconto Livorno: le Nazioni, i quartieri e i rioni.

Livorno: le Nazioni i quartieri e i rioni, un po’ di storia

Alla fine del ‘500 Ferdinando dei Medici incentivò la ripopolazione dell’allora borgo di pescatori, con la creazione delle “Leggi Livornine” che consentivano diversi vantaggi a chi si fosse stabilito a Livorno.

“…tutti voi mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Grechi, Tedeschi, Italiani, Ebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani…”

Sostanzialmente niente o pochissime tasse e libertà di culto qualunque fosse…

In brevissimo tempo si vennero a creare delle zone, “le Nazioni” appunto, in cui si concentravano i vari popoli anche per un ovvio sostegno reciproco e per la lingua.

Le Nazioni avevano un loro console e i loro statuti interni.

Potevano erigere i propri edifici di culto e i propri cimiteri di cui rimane traccia ancora oggi a Livorno.

I primi ad essere accolti furono appunto gli ebrei che ribattezzarono Livorno la Piccola Gerusalemme: Livorno è una città dove non è mai esistito il ghetto ebraico.

La Fortezza Nuova sul Fosso Reale

Medici difesero la città anche dallo sguardo dell’inquisizione che trovava a dir poco promiscua tutta questa babele di lingue, culture e religioni.

Non vi furono cacciate né epurazioni ma tutti a lavorare per e con il porto che all’epoca fu il più grande per i commerci in tutto il Mediterraneo.

Le Nazioni più importanti erano quella greca, francese, olandese alemanna, armena ed inglese ma c’erano anche, per esempio, svizzeri sfuggiti a persecuzioni religiose.

Venivano accolti anche ex-galeotti ma la giustizia locale era severa.

Nell’insieme questo esperimento di convivenza portò alla grandezza della città.

Cosa ci resta oggi di questo passato?

I luoghi di culto e i cimiteri, i magazzini lungo i canali che piano piano sono stati trasformati e valorizzati con ristrutturazioni e interventi e tantissime altre interessanti testimonianze.

Livorno: le Nazioni i quartieri e i rioni, al giorno d’oggi

Alcuni dei quartieri di Livorno come il “Venezia” derivano direttamente dalle zone dove esistevano “Le Nazioni”.

Altri, invece, dalla presenza di edifici religiosi importanti come i quartieri “SanJacopo“, “San Marco” e “Borgo Cappuccini“, dove esisteva il convento dei frati sulla strada per Montenero.

Ci sono anche quartieri dai nomi fantasiosi come “Shangay” (Sciangai, alla Livornese) chiamato così perché lontano dal centro e molto popolato.

Oppure “Corea“, perché sempre molto popoloso e la gente del posto paragonava vivere lì alle difficoltà della guerra in Corea…

Altri nomi interessanti di quartieri sono: “La Rosa” perché la fattoria che esisteva e dava lavoro nella zona era di quel colore.

Il “Coteto” che viene da codeto che sta ad indicare un luogo umido con forte dominanza di equiseto, una pianta detta anche coda cavallina.

La “Scopeta” per le piante da cui si ricavavano fibre per le scope e così via…

Poi c’è “La Cigna” dal nome del fiumiciattolo che vi scorre ma che i livornesi chiamano ancora “Ai Lupi”.

Questo perché anche lì c’era un podere con questo nome sul cui terreno fu poi costruito il grande cimitero comunale detto appunto della Cigna o ai Lupi.

E poi “Porta a Terra” e “Porta a Mare” non troppo simpatiche perché lì si esigevano i dazi…Insomma, una bel guazzabuglio di storie e di nomi.

Livorno non è certo una città a pianta regolare ma si allunga parallelamente alla costa.Arrivi a Livorno e respiri un’aria diversa, chi la chiama la piccola Venezia, e chi la città del cacciucco.

Il Cacciucco

Sono comunque realtà e modi per ricordare la storia di una città e dei suoi abitanti.

Livorno: i rioni

Oggi i quartieri sono riuniti in rioni che raggruppano alcuni di questi quartieri.

I rioni si fronteggiano nelle gare di remi che si svolgono durante tutto l’anno fra i canali, all’interno della foranea o in mare aperto.

Le gare remiere livornesi sono appuntamenti imperdibili per turisti e locali che si preparano lungo tutto l’anno anche a fare un tifo sfegatato.

Questi Rioni sono otto e ciascuno caratterizzato da uno stemma e dallo stendardo con i propri colori.

ARDENZA = Anignano – Ardenza – Montenero – Quercianella (rosso-verde)
BORGO = Borgo Cappuccini (bianco-nero)
LABRONE = Corea – Fiorentina – Shangay – Torretta (amaranto-giallo-celeste-nero)
OVO SODO = Benci Centro – Magenta (bianco-giallo)
PONTINO = Pontino e San Marco (rosso-giallo)
SALVIANO = Colline – Coteto – Salviano – Stazione (amaranto-bianco)
SAN JACOPO = Fabbricotti e San Jacopo (bianco-verde)
VENEZIA = Venezia (rosso-bianco)

Gli stemmi degli otto rioni

E allora, guardate un po’ il rione “Ovo Sodo” (come il famoso film di Pieraccioni)…come mai si chiama così?

Per via dei colori bianco e giallo che appunto i livornesi, quelli veri – quelli del “Vernacoliere“, per intendersi – gli hanno simpaticamente appiccicato.

Come spesso succede con le città di porto, un po’ per la fretta di imbarcarsi, un po’ per semplice ignoranza anche Livorno viene troppo spesso snobbata.

Vi suggeriamo di non fare questo errore e di godervi alla prima occasione una città che ha indubbiamente tanto da dare.

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