L’ultima figura romantica della Maremma: il buttero

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Esiste un’ultima figura romantica, se vogliamo, in Maremma ed è quella del buttero.

Indubbiamente è una figura che ha avuto sempre un suo fascino, tanto che ispirò anche Giovanni Fattori e altri artisti.

Vediamo di capirne un po’ di più sui butteri maremmani.

L’ultima figura romantica in Maremma: le origini dei butteri

Alla parola “buttero” si attribuiscono varie etimologie sia greche che latine che in ogni caso hanno il significato di conduttore o pungolatore di buoi.

Per certo, questo lavoro ha origini antichissime, soprattutto se si considera che dopo la scomparsa degli etruschi la Maremma diventò una vasta area malsana dove l’unica attività possibile – e non senza disagi e rischi elevati – era l’allevamento di bestiame.

Una vecchia immagine di butteri con la loro mandria

È sempre stato un lavoro duro e ingrato, spesso accostato – a torto o a ragione – alla figura del brigante.

Ed è sempre stato un lavoro abbastanza misconosciuto.

Solo nel marzo 1890 la stampa si occupò dei butteri parlando ampiamente della sfida in cui i butteri di Augusto Imperiali batterono in una gara di doma del cavallo i cowboys di nientepopodimenoche William Cody, meglio noto come Buffalo Bill.

A quel tempo l’eroe del Far-West girava l’Europa con un circo per far conoscere le bellezze del suo giovane Paese, con capi indiani adorni di piume e cowboys che mostravano quanto erano bravi a catturare e domare vitelli e cavalli.

Giunto in Maremma, lo scoppio della rivalità con i colleghi italiani fu inevitabile…e i butteri li stracciarono di brutto.

Si dice addirittura che il grande figlio della prateria se ne sia andato senza onorare la scommessa persa, tanto era…imbufalito!

Con le mucche in una zona paludosa

I butteri

Che si parli del buttero della Maremma, del cowboy del Nord America, del gaucho dell’Argentina, del gardian della Camargue o del nomade mongolo, ci ispira il concetto romantico di cieli immensi, cavalli, natura selvaggia e atteggiamento ancor più selvaggio, libertà e fascino rude.

In Maremma il buttero è stato una figura insostituibile nelle grandi estensioni dove pascolavano mandrie di vacche maremmane e di cavalli allo stato brado.

Era ed è tuttora il simbolo e l’anima di questa terra antica, segnata da un ambiente acquitrinoso, malarico e avverso.

Tanto che il buttero, nell’azienda, era l’unico ad avere il diritto alla cavalcatura dopo il padrone, oltre a un salario migliore degli altri.

L’ultima figura romantica in Maremma: il suo lavoro

Questo non significa che la sua vita fosse uno spasso: il duro lavoro negli acquitrini della Maremma iniziava prima dell’alba, con il raduno delle mandrie che veniva effettuato in sella all’inseparabile cavallo.

Questo dice un vecchio buttero:
pasto unico a mezzogiorno con una pagnotta di pane con la cicoria accompagnati (ma non sempre) da un pezzo di ventresca o di budellone.
Raccoglievamo pomodori, cicoria, patate e ferlenghi per l’acquacotta.
All’imbrunire, dopo il ritorno alla stalla, l’unico ristoro era la rapazzola, un rudimentale paltriccio, accanto alle bestie. Qualche volta si raggiungeva il paese per una capatina all’osteria, a riscaldarsi col vino di cantina, discutere di bestiame e intonare un canto a braccio.”

Una romantica immagine di butteri al tramonto sulla riva del mare

Certo, nell’immaginario collettivo è romantico percorrere a cavallo chilometri e chilometri in spazi infiniti, riunirsi alla sera attorno al fuoco di un bivacco e dormire avendo per tetto solo un cielo di stelle…

Oltretutto ci sentiamo come i duri cowboys dei film western che abbiamo visto fino da bambini.

Oddio, basta che non piova, non faccia freddo o che non ci sia da recuperare una bestia che si è infilata chissà dove, che non si debba passare la notte svegli ad assistere qualche vacca che deve partorire ed ha qualche problema, ecc. ecc.

Se non ci sono attaccamento alle tradizioni, passione per questo genere di lavoro ed amore per gli animali, alla lunga anche il romanticismo e l’avventura vengono meno.

Concludendo

Rimaniamo sull’avventura romantica e sull’appagamento che dà il senso di libertà goduto immersi in una natura ancora incontaminata.

Se volete capire cosa siano i butteri, avete ancora la possibilità di farlo.

Sembra l’immagine di un cowboy, ma è tutto toscano dal buttero al bovino

Da maggio a ottobre ad Alberese ed altre località della Maremma ci sono tante manifestazioni che vi faranno apprezzare la maestria dei nostri cowboys toscani nelle varie attività di cattura, di doma e di merca (la marcatura) del bestiame.

Alla fine, poi, potrete apprezzare anche la genuinità della loro cucina e dei loro prodotti enogastronomici.

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