Ma cosa mangiavano gli Etruschi?

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Cosa mangiavano gli Etruschi?

Il mistero ammanta da sempre il mondo degli Etruschi che sicuramente anche per questo è così ricco di fascino.

Il più grande dei misteri è quello sulle origini di questo popolo ma diciamoci la verità… la vita di tutti i giorni incuriosisce un bel po’ e visto che siamo Toscani ci piace sapere i nostri avi Etruschi cosa mangiavano.

Da dove esattamente provenissero non è così interessante come capire invece cosa ci hanno lasciato in eredità negli usi e nella cucina.

E allora, ma cosa mangiavano gli Etruschi? se anche tu sei curioso di sapere quali erano gli alimenti e come si apparecchiava una tavola… ebbene mettiti comodo, oggi parleremo proprio di questo!

Ma cosa mangiavano gli Etruschi? La tavola dei ceti medi

C’erano sicuramente differenze fra il ceto benestante e i lavoratori, ma il popolo etrusco tutto, consumava il farro come cereale principale; questo ce lo siamo orgogliosamente portato dietro fino ai giorni d’oggi.

I lavoratori e i contadini oltre alle verdure aggiungevano al farro legumi di tutti i tipi anche le fave e cucinavano delle belle zuppe.

Altre proteine utilizzate comunemente erano uova, formaggi freschi e latte, carni suine e ovine con la premessa che la macellazione degli animali non avveniva prima dei 2 anni di vita.

Un pò di cacciagione se capitava, anche corvi o qualche topo, frutta come fichi, prugne, melograni, pere e frutta secca come nocciole, noci e castagne e poi bacche.

Il pane etrusco di farro e legumi, rifatto ai giorni nostri

Ma cosa mangiavano gli Etruschi? La tavola dei nobili

Le classi più nobili invece, soprattutto in caso di celebrazioni e conseguente banchetto, cucinavano anche carne di bue (solitamente usato per arare e lavori di traino).

La cacciagione abbondava: sicuramente cinghiali e lepri mentre probabilmente allevavano i ghiri.

Ma il pesce lo cucinavano?

Certo! Razze e soprattutto tonni, tonnetti e palamite.

Insomma, tutto il pesce azzurro era gradito su tutte le tavole e veniva anche in parte essiccato.

Dove c’erano le lagune, come nella zona di Orbetello, anche anguille e capitoni.

Per le merende e i pasti al sacco o sulle imbarcazioni, i cibi più usati erano le zuppe (tipo l’attuale acqua cotta) e il pesce secco o qualche formaggio oltre alla frutta secca.

A bordo c’era sempre una macina e il famoso farro, ridotto in farina serviva per fare delle focacce non lievitate e cotte in piccoli forni o delle semplici polentine e farinate.

Gli etruschi prevalentemente mangiavano seduti intorno ad una tavola, magari il tavolino era basso e piccolo e stavano seduti in terra su dei tappeti ma certamente i pasti erano un momento conviviale anche nei piccoli nuclei familiari.

I pasti principali erano due. Vi ricorda qualcosa tutto questo?

Particolare di un affresco raffigurante un banchetto

Come stavano a tavola gli Etruschi?

Le famiglie benestanti invece avevano tavole imbandite e i padroni di casa, uomini e donne senza distinzione, mangiavano stando semi-sdraiati sui divanetti Klinai; prendevano i cibi da piccoli tavoli dove venivano appoggiate le portate.

Solo una ristretta élite poteva permettersi dei veri banchetti che ritroviamo raffigurati nei magnifici affreschi di alcune tombe patrizie.

Solitamente la prima parte del banchetto cominciava con le uova poi era la volta delle carni arrostite, i volatili, porchette ripiene di vari animali, pesci d’acqua dolce e di mare, molluschi.

La seconda era un trionfo di dolci, frutta, torte a base di formaggi, miele e uova.
Tovaglie ricamate ricoprivano le tavole e il vasellame era ricco di forme e decorato.

Come venivano cotte le carni?

Prevalentemente arrostite ma c’erano anche dei gran bolliti.

Le cucine erano attrezzate di fornelli e pentole in terracotta.

L’olio di oliva condiva il tutto e veniva usato anche per friggere oltre al grasso di maiale.

Dicevamo che le farinate di cereali erano un piatto giornaliero come le zuppe varie di verdura ma forse non sapete che il pane (si impose negli usi prima in Etruria e poi a Roma) era senza sale… ricorda qualcosa?

L’aglio selvatico si usava molto per aromatizzare ed anche perché considerato assieme alla cipolla curativo e stimolante.

I nobili utilizzavano le cipolle solo prevalentemente cotte mentre il popolo le mangiava in gran quantità crude e con poco sale.

L’alloro e l’aceto servivano per le conserve come anche altre erbe selvatiche.

Insomma bisogna proprio essere miopi per non rivedere in tutta questa storia le basi della cultura del cibo in Toscana – oggi giorno alcuni chef hanno immaginato e ricostruito alcune ricette etrusche e una che mi sembra plausibile è la seguente

Vogliamo provare una ricetta?

L’ingrediente base per la Favata etrusca

La Favata
Sgranate delle fave piccole e fresche.
In un tegame rosolate un porro (solo il bianco) e aggiungete le fave con qualche fettina di guanciale tagliata a dadini.
A metà cottura (circa 4-5 minuti) aggiungete un trito di timo e alloro; bagnate con vino bianco.
Portate a cottura. (Ricordate che le fave cuociono in fretta!)
Prima di servire aggiustare di sale e pepe nero macinato al momento.

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