Maremma dei Tufi: Pitigliano, Sovana e Sorano

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Maremma dei Tufi è il nome di quella zona dove sorgono Pitigliano, Sovana e Sorano, sulle colline del Fiora in una zona di altopiani di origine vulcanica.

La zona di Pitigliano in Toscana è, come moltissime altre, ricca di storia e di mistero.

Forse tutto nasce proprio da quella roccia friabile che ben si presta ad essere scavate e lavorata.

La Maremma dei Tufi, una volta…

Nell’antichità si sceglievano i terreni per lo sviluppo dei nuclei abitativi in base alla vicinanza dell’acqua.

Era anche importante avere la facilità di trovare materie prime adatte ad essere lavorate e la presenza di terreni che potessero provvedere alla sussistenza.

Considerando che la Maremma era un terreno totalmente acquitrinoso, i primi insediamenti, antecedenti agli etruschi, è normale che fossero su colline nell’entroterra.

Nella Maremma dei Tufi, infatti, sono state ritrovate tracce più antiche di quelle etrusche.

La zona evidentemente godeva di un grosso gradimento già nell’antichità.

E oggi ci sono tante cose enigmatiche che stimolano curiosità.

Cominciamo con le Vie Cave

Una Via Cava

Una caratteristica di questa zona, è la presenza delle ”Vie Cave”.

Sono affascinanti canyon scavati nella roccia dall’uomo e dalle acque ma dei quali, però, non è ancora del tutto chiarissimo l’uso.

Di sicuro erano collegamenti fra le zone abitate ma servivano anche per raggiungere aree di culto.

Inoltre, per la loro conformazione, potevano essere facilmente difese e controllate.

Immaginate di vedere dei corridoi larghi circa 3 metri, dalle pareti lisce alte in certi punti fino a 20 metri che si snodano nel bosco…

La zona tutt’intorno è abbastanza impervia e ci sono pochi campi coltivabili.

Quindi, predominano piccoli appezzamenti a vigne e oliveti.

Tutta l’area ha un particolare microclima e vi sono specie vegetali assenti altrove come il capelvenere e alcuni tipi di felci oramai rare.

E questo è solo uno dei tanti interessanti dettagli naturalistici.

Le vie cave portano anche ad ampie zone di necropoli nelle quali troviamo i colombari che sono ambienti interamente scavati nella roccia in zone riparate e poco accessibili.

All’interno di questi troviamo sulle pareti, delle nicchie quadrate in file regolari.

Per anni si è discusso se fossero dei luoghi dove i colombi potevano nidificare e quindi essere allevati o se invece fossero delle piccole nicchie per urne cinerarie.

Gli studi più recenti hanno definito che si tratta proprio di piccionaie…

La Sirena bicaudata

Il simbolo della Sirena bicaudata si ritrova spesso nel primo stile romanico

Sì, proprio quella che appare nel logo di Starbucks.

Dovete sapere che ci sono due simboli antichi che risalgono al culto della terra, la dea madre, e sono il labirinto e la sirena bicaudata, appunto.

La sirena mi appassiona particolarmente forse perché sono cresciuta fra corsi subacquei della FIPS, affiliata CMAS.

Il logo di quest’ultima è giusto la sirena bicaudata.

Così ogni anno, acquisendo un grado superiore, avevo un nuovo distintivo di quelli da cucire sull’accappatoio o sulla felpa con la sirena a due code e una stelletta in più…

Quella sirena mi ha rincorso un po’ per tutta la vita.

Pensate la sorpresa quando nella chiesa di Sovana, magnifica e severa, mi trovai davanti un libro che parlava del culto della sirena… ovviamente non potei resistere e così le mie conoscenze di questo strano simbolo si ampliarono.

Le sirene stilizzate o più elaborate richiamano a culture molto antiche in cui il mondo femminile era sacro e le donne erano il contatto con il divino.

Le sirene accompagnano e proteggono e spesso hanno code a forma di sinuosi serpenti perché rappresentano il loro contatto con la terra ma sono anche pesci perché collegate al culto dell’acqua.

Siamo agli albori, quando lo stupore nasceva dalle cose semplici ed immense della natura.

La vita, la morte e quindi la terra e l’acqua con il loro potere di dare, appunto, la vita e la morte.

Le sirene non sorridono, hanno spesso sguardi di pietra ma io le ho sempre viste come guardiane amiche e non mi hanno mai fatto paura.

La Piccola Gerusalemme

L’ingresso dell’antico ghetto a Pitigliano

Nella città di Pitigliano mi ha colpito la Piccola Gerusalemme perché non riuscivo a credere che una città così piccola potesse ospitare un ghetto ebraico.

A partire dalla metà del XVI secolo arrivarono gli ebrei e venne concesso loro un quartiere con costruzione della sinagoga, i locali del bagno rituale, la macelleria Kosher, il forno delle azzime e la cantina.  

Anche se i cittadini erano tolleranti ed amichevoli nella maggioranza dei casi, per leggi papali e statali, gli ebrei si ritrovarono confinati nei ghetti.

Non avevano diritti né potevano possedere dei terreni e spesso questi quartieri erano sovrappopolati, poco luminosi e di conseguenza facilmente aggredibili dalle malattie

E per giunta la sera i “gentili” chiudevano il ghetto e lo riaprivano al mattino seguente.

Il Tesoro del Conte di Montecristo

Altra bella storia su Sovana ci riporta al tesoro del Conte di Montecristo, quello del romanzo di Dumas.

La vicenda trae spunto dalla leggenda del tesoro di San Mamiliano, santo protettore dell’ Isola del Giglio, che fondò un monastero sull’Isola di Montecristo.

La credenza popolare voleva che ci fosse un tesoro nascosto nella chiesa dove riposavano i suoi resti mortali.

E in realtà il tesoro è stato ritrovato.

Era due metri sotto il piano di calpestio di un impianto termale a sua volta al di sotto del pavimento della navata della cattedrale di Sovana dove il corpo di san Mamiliano era stato traslato per sottrarlo alle incursioni dei saraceni.

La chiesa a fasi alterne venne anche sconsacrata e si persero le tracce delle spoglie poi ritrovate nel 1490 e nel 1976 portate nell’attuale duomo.

Il tesoro consiste in 498 monete d’oro databili al V secolo d.C.

Maremma dei Tufi, per concludere: Sorano

Il profilo di Sorano con il Masso Leopoldino…e tanto altro

E concludo con una particolarità che possiamo vedere a Sorano, e che mi riallaccia all’importanza del tufo.

Qui c’è una cosa unica come il Masso Leopoldino.

È una fortificazione che è stata ottenuta da una enorme rupe interamente di tufo e che assomiglia ad una nave. Sulla sommità c’è un lungo terrazzamento da cui si gode un panorama stupendo e una torre con orologio che sembra quasi la prua di una nave fantastica.

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