Orbetello e la sua laguna

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Orbetello non è solo un passaggio più o meno obbligato per l’Argentario.

Seguitemi e vi darò motivi storici e attuali e anche qualche suggerimento pratico.

Orbetello: un po’ di storia

Non è che in questo contesto sia il caso di propinarvi tutta la storia di Orbetello, tranquilli: mi limiterò ai passaggi più essenziali o curiosi.

Il Tombolo della Giannella

Sicuramente la zona era già molto attiva ai tempi degli Etruschi – come al solito, direte voi – ma anche al tempo dei Romani non fu da meno.

Prova ne è che decisero di fondare una colonia, quella di Cosa vicino ad Ansedonia.

Sicuramente era importante per controllare i traffici fra le città più settentrionali e Roma.

E importanti erano anche quelli che coinvolgevano le isole al largo dell’Argentario, Giglio e Giannutri.

Nel 1110 la cavalleria del Papa sconfisse i ghibellini e successivamente sorse il borgo di Orbetello.

Da allora fino a tutto il XV secolo fu un succedersi di più o meno legittimi proprietari.

Si andò dagli Aldobrandeschi agli Orsini passando per Abbazie varie legate ai Pontefici del momento.

Alla fine, prevalsero gli interessi da parte di Siena di avere un valido sbocco al mare, almeno fino alla fine della sua Repubblica.

Carlo V conquistò Orbetello nel 1557 e ne fece sede dello “Stato dei Presidi di Spagna” che circa due secoli più tardi venne governato dagli Austriaci.

Successivamente fece parte del Regno di Napoli, poi del Granducato di Toscana e, in rapida successione, del Regno di Sardegna e del Regno d’Italia.

Lo squadrone di idrovolanti di Italo Balbo all’idroscalo di Orbetello

Questa in breve la storia travagliata di Orbetello da cui è facile capire una sola cosa: faceva gola a molti!

Ciliegina finale: dalla Laguna Italo Balbo fra il 1927 e il 1933 decollava con la sua squadriglia di idrovolanti per le sue crociere aeree.

Orbetello: la sua laguna

Si estende per circa 27 km² e due strisce di terra lunghe circa 6 km (i “Tomboli” della Giannella  e della Feniglia) la separano dal mare.

Ad ovest, invece è il Promontorio dell’Argentario che la delimita.

Su una terza lingua di terra che si protende nel centro della laguna sorge il centro urbano di Orbetello.

Un ponte artificiale (la ex-diga Leopoldiana) collega Orbetello al Monte Argentario e divide la laguna in due parti, la laguna di Ponente e quella di Levante.

Comunica con il mare per mezzo di tre canali artificiali: il canale delle Saline nei pressi della foce del fiume Albegna ed il canale di Santa Liberata, entrambi sul Tombolo della Giannella nonché il canale di Ansedonia sul tombolo della Feniglia.

In passato l’economia di Orbetello si basava sullo sfruttamento della laguna e sulla pesca.

Questa attività, che un tempo si tramandava di padre in figlio nelle famiglie dei pescatori, è ora gestita da una società per azioni che impiega poco meno di cento dipendenti.

Le acque della laguna sono ricche di pesce pregiato come spigole, orate, muggini e anguille mentre un tempo si pescavano anche gamberi e molluschi.

Uno stormo di Fenicotteri Rosa che si alza in volo nell’Oasi WWF della Laguna di Orbetello

Attualmente è sede di un Oasi del WWF e i suoi 850 ettari ospitano anche un discreto numero di fenicotteri rosa.

Va detto anche che questa zona umida particolare è ritenuta a livello di interesse internazionale.

Se volete avere un colpo d’occhio eccezionale della laguna salite da Porto Ercole al Convento dei Padri Passionisti e fatelo nel pomeriggio, in modo di avere il sole alle spalle.

Fate attenzione, però, perché la strada è ben asfaltata ma ripida, stretta e tortuosa.

Fortunatamente ci sono degli slarghi che consentono qualche sosta panoramica.

Enogastronomia in laguna

A parte l’ottima bottarga di muggine, il vero piatto peculiare di Orbetello è l’“Anguilla Sfumata” e non dovete assolutamente perdervela. 

Da secoli i pescatori la preparano secondo un’antica ricetta che sembra risalga addirittura al periodo della dominazione spagnola sull’Argentario.

La laguna è ricchissima di pesce, tra cui, appunto, le anguille che vengono pescate tutto l’anno.

L'”Anguilla sfumata” ottima sia come pietanza che come sugo per gli spaghetti

Per farle divenire ‘sfumate’ si devono trattare per almeno un paio di giorni.

Vengono aperte, pulite, tenute a bagno nell’aceto per tre ore, lasciate asciugare al sole, condite con una salsa a base di peperoni rossi, aceto, sale e peperoncino e infine fatte affumicare su fuoco di legni particolari.

L’anguilla sfumata è perfetta anche per preparare un gustoso sugo per gli spaghetti.

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