Parchi della Toscana

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Circa il 10% della superficie della Toscana è coperto da parchi, riserve o aree protette a vario livello.

Un vero patrimonio “verde” di ricchezze naturalistiche e di biodiversità che garantisce, assieme a quello culturale, la massima valorizzazione del territorio.

Se vogliamo “dare i numeri” ci sono 8 Parchi fra nazionali, regionali e provinciali, 73 Riserve Naturali fra statali e regionali e un numero a tre cifre fra oasi e aree protette naturali, marine e umide.

Tranquilli, qui vi parleremo solo delle più significative.

Fra i Parchi, quello dell’Arcipelago Toscano

È assai esteso.

Comprende tutte le isole, gli isolotti, gli scogli – comprese le “Formiche” – e le secche delle provincie di Livorno e Grosseto.

Importantissimo in questo Parco è il tema degli endemismi, ovvero di animali e piante che vivono solamente in determinate aree.

Un aspetto subacqueo del Parco dell’Arcipelago Toscano

Per questo motivo la loro protezione è importante per garantire a livello globale un’elevata biodiversità.

La presenza di svariati endemismi è più facile nelle isole, anche se di minime dimensioni come gli isolotti.

Inoltre, ognuna delle isole toscane ha caratteristiche proprie sia dal punto di vista geologico e quindi del terreno sia, di conseguenza, della vegetazione.

Ciò determina una grande varietà negli ecosistemi che fa di ogni isola dell’Arcipelago Toscano un vero e proprio scrigno di biodiversità unico e irripetibile anche se fragile.

È intuibile, infatti, che se l’habitat di un’isola, adatto ad una determinata specie, viene modificato per cause naturali o antropiche, è difficile per quella specie trovare un nuovo habitat da colonizzare per evitare l’estinzione, vista la ridotta superficie disponibile.

I Parchi lungo la costa

Scendiamo da nord e troviamo per primo

Il Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli

Anche questo è un Parco molto vasto e articolato.

Ci sono i boschi e sono boschi che sanno di storia: un lungo passato di coltivazione strettamente legata alle necessità di chi ci abitava e di chi li gestiva.

Le pinete furono piantate in seguito alle bonifiche, per esigenze di caccia e di produzione.

Prima su piccole superfici fino dai tempi dei Medici, poi dopo la metà dell’Ottocento su appezzamenti assai più ampi per la produzione di legno e di pinoli.

Un angolo del Lago di Massaciuccoli

Ci sono le zone umide, anzi navigabili.

Si salpa da Viareggio e risalendo il canale Burlamacca sembra quasi di essere in Vietnam.

Si arriva al lago, lungo i vari canali fra le bilance e il falasco e ci viene incontro Puccini a Torre del Lago con le ville che si affacciano a Massaciuccoli.

Da qua si scende verso il Serchio, nel territorio di Vecchiano e si naviga fino alla foce.

Così si può vedere San Rossore dal mare e si possono avere due alternative: entrare in Arno, per raggiungere Pisa o imboccare il Canale dei Navicelli e arrivare fino a Calambrone.

E ci sono le spiagge e le dune.

Un ambiente che ospita numerose specie vegetali e animali rari, che ne confermano la qualità naturale e la biodiversità.

È il caso del fratino, uccello a rischio di estinzione, che solo qui trova l’habitat giusto dove nidificare e riprodursi.

Le spiagge uniscono l’intero parco e sono la sintesi dei motivi per cui i due estremi, Viareggio con la Marina di Levante e Calambrone, devono unirsi in uno sforzo di conservazione e di qualificazione di un territorio eccezionale.

I Parchi della Val di Cornia

È ancora un altro parco vasto e diversificato che offe esperienze ben diverse.

Sotto questo denominazione si riuniscono, infatti, oltre a tre musei – quello Archeologico di Populonia, quello della Bambola e quello della Rocca Aldobrandesca – ben cinque parchi.

Tre sono naturalistici: il Parco costiero della Sterpaia, quello forestale di Poggio Neri e quello di Montioni.

Ma quelli veramente eccezionali sono il Parco Archeologico di Baratti e Populonia e il Parco Archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima.

Tombe etrusche sul mare a Baratti

Il primo di questi testimonia la potenza ed il livello di civiltà raggiunto dall’unica Lucumonia, fra le dodici che costituivano la dodecapoli, situata sul mare: Populonia.

Erano maestri nel lavorare il minerale ferroso che arrivava dall’Isola d’Elba, lì davanti.

Le loro spade erano ammirate e bramate anche dei condottieri romani per i loro eserciti.

E sia la necropoli che l’acropoli trasmettono perfettamente la ricchezza di questa comunità.

Nel Parco Archeominerario di San Silvestro, poi, si trovano musei, gallerie minerarie, un borgo medievale di minatori e fonditori che risale a più di mille anni fa.

Ma anche sentieri di interesse storico, archeologico, geologico e naturalistico.

Si entra nel cuore della Val di Cornia con una visita emozionante in bilico tra natura, storia e archeologia, adatta anche a chi vuol scoprire la Toscana con i bambini ma non solo.

Il Parco della Maremma

Si estende per trenta chilometri di costa da Principina a Talamone e comprende, quindi, anche la foce del fiume Ombrone.

Il paesaggio naturale del Parco è caratterizzato da una varietà di ecosistemi dove trovano l’habitat ideale una incredibile quantità di specie vegetali ed animali: le dune, la macchia mediterranea, i boschi di lecci e le aree a pineta, sino alle zone umide e le aree di pianura.  

Bovini di razza maremmana allo stato brado

Il complesso dei Monti dell’Uccellina è caratterizzato da rilievi non molto alti coperti quasi uniformemente da un manto di alberi e arbusti.

In questo contesto si trovano i ruderi dell’Abbazia di San Rabano dove aleggiano antiche leggende.

Al di sopra delle leccete si vedono spesso volteggiare poiane e bianconi, mentre a terra è presente il gatto selvatico.

Da segnalare sui versanti rocciosi la rarissima palma nana, l’unica specie indigena italiana presente sulle coste toscane e liguri.

In questo habitat possono nidificare rapaci quali il gheppio, il falco pellegrino e il lanario.

Scendendo verso il mare si trovano macchie di rosmarino, erica, lentisco e cisti.

La costa all’interno del Parco della Maremma è molto varia: caratterizzata da spiagge sabbiose con ampie dune, baie e scogliere a picco.

I Parchi, la nostra quinta proposta

E fin qui “sapore di mare”.

Ora abbandoniamo la costa tralasciando tanto altro come, per esempio e non solo, le Oasi di Orti-Bottagone, di Diaccia-Botrona e del Lago di Burano.

Sorvoliamo anche sul Padule di Fucecchio, che – è bene lo sappiate –  è la zona umida più vasta e importante di tutto il territorio nazionale.

Vi vogliamo portare nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Anche questo è uno dei parchi più estesi, suddiviso in svariate aree protette.

Copre una vasta area a cavallo dell’Appennino Tosco-Romagnolo ed è condiviso fra Toscana e Romagna.

Le sue foreste sono immense, antiche ed hanno un fascino che sa di mistero.

Erano sacre già per gli Etruschi che vi hanno lasciato un’impronte enigmatica come il Lago degli Idoli, ai piedi del Monte Falterona.

Questi alberi fornirono il legno per le impalcature della Cupola del Brunelleschi a Firenze.

Con i loro fusti, alti e perfetti, furono costruiti gli alberi delle navi del Granducato.

Un cervo nel Parco delle Foreste Casentinesi

La misticità di questo luogo indusse San Romualdo e San Francesco ad insediarvi le loro comunità monastiche.

La vegetazione di tutto il territorio è caratterizzata da grandi estensioni forestali, che ricoprono più dell’80% dell’area, e che sono la più grande ricchezza del territorio.

Vi scorrono diversi corsi d’acqua – qua nasce anche l’Arno – e Il territorio del Parco è caratterizzato anche dalla presenza di centri abitati ricchi di storia, quali Badia PratagliaCamaldoliLa Verna.

Se siete appassionati di trekking non vi potete perdere uno dei tanti percorsi e vi troverete a tu per tu con cinghiali, daini, caprioli e cervi.

In primavera sarete circondati da fiori stupendi e accompagnati dal cinguettio di numerose specie di uccelli.

Concludendo

Come nostro costume usuale, vi abbiamo proposto solo cinque dei tanti Parchi, Riserve ed Aree Protette che costellano la Toscana, distribuite equamente su tutto il territorio.

Questo a dimostrare una volta di più, se mai ce ne fosse bisogno, che questa nostra Regione offre di tutto in tutte le stagioni.

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